PLASTICA, IMPIANTI SATURI E STOP AL RITIRO

di Redazione

Molti piazzali delle piattaforme di stoccaggio e selezione sono ormai saturi e la raccolta differenziata della plastica subisce un drastico stop in numerosi Comuni siciliani. Un blocco operativo che nasce da una paralisi strutturale, dove la logistica regionale incrocia le dinamiche del mercato globale dei materiali plastici.

Le ragioni della crisi risiedono nella congestione delle strutture di trattamento gestite dalle piattaforme della filiera e dagli impianti locali. Senza uno sbocco continuo verso i centri di riciclo, i poli d’imballaggio raggiungono la capienza massima autorizzata, trovandosi nell’impossibilità fisica di accogliere ulteriori volumi conferiti dalle aziende d’igiene urbana.

Alla base di questa saturazione si colloca una marcata distorsione economica. La domanda di plastica riciclata italiana ed europea ha registrato un forte calo, causato dal differenziale di prezzo rispetto al polimero d’importazione. La disponibilità di materiale vergine a basso costo proveniente dai mercati extra-UE ed asiatici ha reso meno competitivo il prodotto trasformato dalle filiere locali, dove i costi energetici e di lavorazione incidono in maniera significativa sul prezzo finale.

Il blocco commerciale si traduce in un effetto a catena sul territorio: le quote di materiale invenduto restano stoccate nei piazzali degli impianti di selezione, saturando la capacità ricettiva e costringendo i gestori a fermare o contingentare le operazioni di ritiro dai servizi comunali che, a loro volta, sospendono la raccolta. Si tratta di un collo di bottiglia che rimette in discussione la sostenibilità economica della filiera del recupero e la continuità della gestione dei rifiuti.

Di fronte all’emergenza, il comportamento dei singoli diventa determinante per evitare l’insorgere di discariche abusive e il collasso del decoro urbano. Laddove il Comune abbia sospeso temporaneamente il ritiro, occorre evitare assolutamente di abbandonare i sacchi per strada o nei pressi dei cassonetti.

Riducendo il volume degli imballaggi mediante lo schiacciamento di bottiglie, flaconi e scatole, risulta possibile stoccarli temporaneamente in balcone, garage o ripostigli in attesa del ripristino del servizio. Risulta parimenti fondamentale applicare il principio della prevenzione acquistando prodotti sfusi, preferendo detergenti alla spina, utilizzando borracce e scegliendo imballaggi alternativi come vetro o cartone compostabile.

Infine, prima di conferire i materiali, è necessario consultare i canali istituzionali del Comune o del gestore del servizio per conoscere eventuali calendari straordinari o l’apertura contingentata dei centri di raccolta comunali.

Nel medio e lungo periodo, una svolta strutturale potrà arrivare dalla realizzazione e dall’entrata in funzione dei nuovi termovalorizzatori previsti nell’isola. Tali impianti consentiranno di chiudere il ciclo dei rifiuti trattando la frazione non riciclabile e gli scarti di selezione che oggi intasano le piattaforme, trasformandoli in energia e alleviando la pressione sulle discariche e sui centri di stoccaggio.

Tuttavia, la loro operatività non sarà immediata: l’entrata in servizio è programmata solo tra qualche anno, lasciando aperta la necessità di gestire l’attuale fase emergenziale con misure tampone e con il contributo attivo della cittadinanza.

L’abbandono incontrollato di rifiuti sul suolo pubblico o privato costituisce un illecito grave, punito severamente. Per i privati cittadini, l’abbandono di rifiuti è configurato come reato penale e prevede una contravvenzione con un’ammenda che va da 1.000 euro a 10.000 euro, cifra che raddoppia in caso di rifiuti pericolosi. Per i titolari di imprese ed enti la norma dispone l’arresto da tre mesi a un anno, oltre alle sanzioni pecuniarie e al rischio di sequestro e confisca dei veicoli impiegati per il trasporto abusivo.