NIENTE FESTA CON IL NEOMELODICO “ARTISTA” DEI MAFIOSI

di Redazione

Termini Imerese non vedrà quest’anno la consueta festa di San Daniele. La decisione, drastica e perentoria, è stata adottata dalla sindaca Maria Terranova, che ha scelto di negare le autorizzazioni e il patrocinio per lo svolgimento della festività patronale a causa della presenza in programma dell’esibizione dell’artista napoletano Mauro Nardi.

Il cantante neomelodico, nel corso di passate interviste, non ha esitato a rivendicare con fierezza esibizioni private davanti ai vertici storici della mafia siciliana e frequentazioni con famiglie della criminalità organizzata romana. La sindaca ha così deciso di non concedere il via libera per una manifestazione che avrebbe finito per offrire un palcoscenico istituzionale a chi dichiara apertamente vicinanza a determinate dinamiche.

Nel rendere nota la risoluzione attraverso un messaggio diffuso sui social network, Terranova ha evidenziato con precisione le ragioni del divieto, richiamando direttamente le parole pronunciate da Mauro Nardi durante un’intervista. Nello specifico, il cantante aveva dichiarato: “Quando andavo a cantare a Palermo andavo su questi terrazzi, feste private lì c’era tutta la Cupola: Totuccio Inzerillo, Stefano Bontate, Totuccio Contorno, Buscetta… tutti li trovavi, quando arrivavo io e cantavo… quelli impazzivano”.

Proseguendo, il cantante settantaduenne si era soffermato anche sui propri rapporti con il clan capitolino dei Casamonica, aggiungendo: “Io poi li tratto con il cuore perché mi pagano, mi coccolano, un rapporto di grande affettuosità, di stima… Non ti dico quando mi chiamano: devi mangiare, devi cantare, ti pagano prima… Io ho avuto bracciali, orologi… Loro li guadagnano e loro li spendono, e noi siamo gli artisti di queste persone…”.

Dichiarazioni che la sindaca ha ritenuto del tutto incompatibili con i valori fondanti della comunità e dell’istituzione locale. La sindaca ha specificato di non voler esprimere giudizi personali sull’uomo, ma ha rivendicato il diritto e il dovere di decidere quali messaggi e modelli promuovere sul proprio territorio. “Noi siamo la Sicilia di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Rosario Livatino, don Pino Puglisi e di tanti altri uomini e donne che hanno sacrificato la propria vita per contrastare la mafia”, ha sottolineato Maria Terranova.

“Questa decisione non è contro la festa di San Daniele – ha aggiunto – che potrà essere riproposta con un programma diverso”.

Condividiamo pienamente la decisione della sindaca e speriamo la condividano tutti a prescindere dalla loro collocazione politica.