I REATI CALANO IN TUTTE LE PROVINCE SICILIANE TRANNE UNA

di Antonino Piscitello

Il numero dei reati denunciati in Sicilia registra una marcata flessione, con otto province su nove che riportano un segno negativo. Il dato emerge dalla nuova edizione dell’Indice della criminalità pubblicato dal Sole 24 Ore, basato sulle statistiche fornite dal Ministero dell’Interno per l’anno 2025.

Sull’isola, quasi tutti i territori si mantengono attualmente sotto i volumi di illeciti registrati nel 2019, l’anno precedente allo scoppio della pandemia, distinguendosi in positivo rispetto alla media del Paese.

A trainare il miglioramento a livello regionale, e a spiccare in tutta l’Italia meridionale, è la provincia di Ragusa. Il territorio ibleo segna la riduzione più marcata della Penisola con un -11,3% rispetto all’anno precedente, posizionandosi al 98esimo posto su 106 province italiane, con 2.511,9 denunce ogni centomila abitanti.

Flessioni percentuali notevoli interessano anche le grandi aree metropolitane, tradizionalmente più esposte ai fenomeni criminosi: Catania riporta un calo del -10,5%, mentre Palermo fa registrare un -9,2%.

Spostandosi verso la parte finale della graduatoria, che indica le zone con minore incidenza di reati, Enna si conferma tra le province più sicure d’Italia per numero di denunce in rapporto alla popolazione.

Risultati virtuosi emergono anche per Agrigento, al 101esimo posto con 2.395,1 pratiche ogni centomila residenti, seguita da Messina al 92esimo posto (2.650,5 denunce) e Caltanissetta all’84esimo (2.721,1). Trapani si colloca nella fascia intermedia, occupando la 62esima posizione con 3.054 denunce.

L’unica eccezione nel panorama regionale è costituita da Siracusa, che si pone in aperta controtendenza. La provincia aretusea registra infatti una crescita delle segnalazioni e risulta il territorio con la situazione più complessa in Sicilia nel rapporto tra reati e abitanti, piazzandosi nella parte alta della graduatoria nazionale.

La tendenza siciliana si inserisce in un contesto italiano che, dopo quattro anni di crescita ininterrotta, vede i delitti totali scendere dell’1,8%, attestandosi a circa 2,36 milioni. A determinare la flessione su scala nazionale è soprattutto la drastica diminuzione dei furti, che scendono a quota 992.660 casi, segnando un -5,9% rispetto all’anno precedente. Questa tipologia di reato torna così sotto la soglia del milione per la prima volta dal 2022, pur continuando a rappresentare il 42,1% del totale dei delitti denunciati in Italia. Si registra inoltre un calo significativo dei tentati omicidi, che si riducono del 13,1%, e degli omicidi volontari. Al contrario, le forze dell’ordine rilevano un forte incremento per le truffe e le frodi informatiche.

Nonostante il quadro in miglioramento, è fondamentale sottolineare un aspetto cruciale nell’interpretazione delle statistiche: su questo scostamento continua a pesare, in particolar modo nel Mezzogiorno e in Sicilia, il fenomeno endemico della mancata denuncia. Molti reati minori o legati a dinamiche estorsive rimangono sommersi, non confluendo nei database del Viminale

A livello nazionale, il totale degli illeciti del 2025 resta superiore del 2,4% rispetto al 2019, evidenziando come la discesa siciliana sotto i livelli pre-pandemia sia un dato eccezionale. In ogni caso, però, le rilevazioni provvisorie del primo semestre del 2026 confermano l’attuale traiettoria discendente, segnalando una ulteriore flessione nazionale del 9,9% rispetto ai primi sei mesi dell’anno precedente.

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