CATANIA, CORRENTE GRATIS AL VILLAGGIO SANT’AGATA

di Redazione

Una stangata contro l’abusivismo e i prelievi illeciti di corrente. È questo il bilancio dell’ultimo blitz messo a segno dalla Polizia di Stato nel quartiere del Villaggio Sant’Agata a Catania, dove le forze dell’ordine hanno scoperto una fitta rete di allacci illegali e manomissioni. L’operazione è scattata nell’ambito di un piano straordinario di controlli del territorio volti a contrastare i reati predatori e l’incuria nei complessi residenziali della zona. In campo gli agenti della Polizia di Stato.

Insieme alle squadre operative della Polizia sono intervenuti gli specialisti di Enel, chiamati a passare al setaccio gli impianti e le forniture di parecchi appartamenti. Il quadro emerso dal sopralluogo è apparso subito chiaro: gran parte degli immobili controllati fruiva di corrente a costo zero. Per alimentare condizionatori, elettrodomestici e impianti casalinghi, gli inquilini avevano escogitato due metodi: la manomissione diretta dei dispositivi di misurazione oppure il collegamento abusivo mediante bypass agganciati direttamente alla rete elettrica pubblica.

Mentre gli agenti mettevano in sicurezza l’area, i tecnici hanno provveduto a staccare immediatamente le utenze fuorilegge. Gli strumenti in dotazione hanno anche consentito di datare con precisione l’inizio delle frodi, risalendo indietro nel tempo per oltre quattro anni. Il conto complessivo del materiale e dell’energia sottratta ammonta a centinaia di migliaia di euro. A conclusione delle verifiche sul campo e dopo la formalizzazione dei verbali tecnici, per dieci residenti è scattata la denuncia a piede libero per il reato di furto aggravato di energia elettrica.

Sottrarre illegalmente energia elettrica comporta conseguenze legali particolarmente rigide. Nel caso del furto semplice (art. 624 c.p.), il responsabile rischia una pena che può raggiungere i 3 anni di reclusione e una multa fino a 516 euro. La situazione si aggrava notevolmente se il reato viene commesso con mezzi fraudolenti o tramite la manomissione del contatore: in presenza di tali aggravanti, la reclusione può estendersi fino a 6 anni e la sanzione pecuniaria arrivare a 1.500 euro.

Alle sanzioni penali si aggiunge l’obbligo di risarcire il danno economico causato al gestore o al fornitore, restituendo il valore dell’energia prelevata indebitamente e coprendo sia le penali contrattuali sia le spese sostenute per gli accertamenti.

Le perquisizioni nel popoloso quartiere non si sono fermate alle sole utenze domestiche. La Squadra Cinofili della Questura ha setacciato androni, vani scala e spazi comuni con i cani antidroga ed antiesplosivo. E proprio all’interno di una nicchia dedicata ai contatori dell’acqua, gli animali hanno fiutato la presenza di materiale sospetto: gli agenti hanno così recuperato e sequestrato diverse cartucce da fucile in perfetto stato di conservazione.