ARS, TENSIONE ALTA SULLA MANOVRA CORRETTIVA

di Redazione

La manovra correttiva approdata all’Assemblea Regionale Siciliana ha superato il primo e insidioso scoglio politico, blindando un impianto finanziario da oltre 600 milioni di euro. Con un margine di tre voti la maggioranza di centrodestra è riuscita a bocciare la questione pregiudiziale mossa dal Movimento 5 Stelle, scongiurando il rischio di un affossamento immediato del disegno di legge sulle variazioni di bilancio.

La contestazione sollevata puntava l’indice contro il meccanismo del Fondo per gli investimenti territoriali (FIT), una dotazione finanziaria da 50 milioni di euro destinata ai singoli comuni tramite successivi ordini del giorno formulati dai deputati. Secondo la ricostruzione pentastellata, tale procedura risulterebbe priva di valore vincolante all’interno del regolamento parlamentare regionale, configurando un profilo di illegittimità costituzionale tale da invalidare l’intero testo.

Nel corso della concitata seduta, la risposta della maggioranza non si è fatta attendere, respingendo l’offerta di stralciare unicamente la norma contesa e richiamando i banchi dell’opposizione alle proprie responsabilità nei confronti della collettività. Il blocco del provvedimento avrebbe infatti congelato risorse vitali per il comparto agricolo, della pesca, dei trasporti, già duramente provate dalla congiuntura economica. La votazione finale è terminata con 26 contrari alla pregiudiziale e 23 favorevoli.

Nonostante lo scampato pericolo, il percorso del provvedimento resta complesso e minato da una pioggia di emendamenti presentati dalla sinistra allo scopo di rallentare il dibattito. Proprio per questa ragione, gli uffici dell’assessorato all’Economia guidati da Alessandro Dagnino stanno valutando un piano di snellimento del testo per stralciare una parte consistente delle 126 norme presenti, trasferendole nella futura legge di stabilità. La necessità impellente è quella di evitare un estenuante ostruzionismo e garantire una rapida operatività ai capitoli di spesa più urgenti, tra cui spiccano i fondi per abbattere le liste d’attesa nella sanità pubblica, gli aiuti per il caro gasolio e il sostegno alla filiera del grano.

In questo scenario, appare evidente come un pacchetto economico così corposo non possa permettersi ulteriori battute d’arresto o stalli dettati da tatticismi d’aula. La priorità assoluta deve essere la velocità nell’erogazione dei contributi a beneficio di cittadini e di un tessuto produttivo soffocato dall’aumento del costo della vita.