C’è anche il nome del Sindaco di Siracusa Francesco Italia nell’affaire appalti truccati aretuseo, una colata di magma che ha investito le istituzioni locali a seguito di un’articolata inchiesta condotta dalla Digos e coordinata dalla Procura Europea di Palermo. Al centro dei provvedimenti restrittivi disposti dall’autorità giudiziaria compaiono figure di primo piano della politica e dell’amministrazione pubblica siracusana, accusate a vario titolo di reati che spaziano dall’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione fino alla turbata libertà degli incanti e alla rivelazione di segreti d’ufficio. L’indagine, battezzata con il nome di operazione Nexus, ha svelato un sistema opaco e ramificato che, secondo i magistrati, avrebbe sistematicamente condizionato l’assegnazione delle commesse pubbliche nella provincia di Siracusa.
Le investigazioni, condotte con il coordinamento dei procuratori europei Geri Ferrara e Amelia Luise, hanno preso le mosse da una verifica approfondita sulla realizzazione e sul successivo ampliamento dell’ostello destinato ai lavoratori migranti situato nella frazione di Cassibile. Questa struttura, pensata per offrire un alloggio dignitoso ai braccianti agricoli stagionali e finanziata con ingenti risorse comunitarie nell’ambito delle politiche di contrasto al caporalato, si sarebbe trasformata secondo l’ipotesi accusatoria nell’ennesima occasione per favorire interessi particolari anziché il bene collettivo. Le verifiche tecniche iniziali avevano già fatto emergere anomalie procedurali e costruttive significative, spingendo gli investigatori ad approfondire i rapporti tra i funzionari dell’ente locale e gli operatori economici del territorio.
Il quadro delineato dal Giudice per le indagini preliminari Antonella Coniglio descrive l’esistenza di un vero e proprio comitato d’affari capace di orientare le decisioni pubbliche. Tra i destinatari delle misure cautelari figura Conci Carbone, ex assessore alle Pari opportunità e ai diritti sociali e attuale vicepresidente del Consiglio comunale, posta agli arresti domiciliari in quanto ritenuta “la referente principale politico-istituzionale del gruppo”, capace di “fare assegnare numerosi lavori ad imprenditori vicini”. Accanto a lei, la stessa misura è stata applicata all’imprenditore Massimo Boscarino, mentre la custodia cautelare in carcere ha colpito Salvatore Strazzulla, un appuntato capo dei carabinieri all’epoca in servizio presso la sezione di polizia giudiziaria della procura di Catania, indicato dagli inquirenti come il punto di raccordo strategico tra la politica, la pubblica amministrazione e il tessuto imprenditoriale locale.
Il sistema corruttivo ipotizzato dagli inquirenti si avvaleva di una fitta rete di relazioni e di affidamenti diretti disposti senza passare attraverso regolari procedure di gara, agevolati anche dal particolare momento storico in cui il consiglio comunale risultava sciolto a causa della mancata approvazione nei termini di legge del rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2018, consentendo all’esponente politica di operare indisturbata. All’interno della complessa rete relazionale emergono inoltre le posizioni di altri operatori economici raggiunti da provvedimenti interdittivi, tra cui figurano Giuseppe Boscarino, Salvatore Boscarino classe 1953, Salvatore Boscarino classe 1979 e Tino Bugliarello, tutti coinvolti a vario titolo nelle dinamiche di assegnazione dei lavori. Nello stesso contesto investigativo risulta indagato il sindaco in carica Francesco Italia, eletto nel 2018 e riconfermato nel 2023.
L’inchiesta ha inoltre acceso i riflettori su ulteriori funzionari e amministratori locali le cui condotte sono ora al vaglio degli inquirenti i cui nomi non sono ancora noti.
Le intercettazioni ambientali e telefoniche disposte nel corso delle indagini hanno restituito uno spaccato inquietante fatto di incontri riservati, promesse di utilità economiche, scambi di favori elettorali e pressioni per indirizzare le risorse pubbliche verso le imprese ritenute vicine al gruppo. Le conversazioni registrate dagli investigatori documenterebbero dettagliatamente le dinamiche illecite, evidenziando come i meccanismi amministrativi venissero piegati a logiche clientelari e di reciproco vantaggio.