Legionella e batteri negli impianti idrici scatenano la bufera politica e gestionale a Palermo dove una crisi sanitaria e organizzativa sta travolgendo l’Istituto comprensivo Publio Virgilio Marone – Tomaselli, lasciando a casa da diversi giorni più di 1.200 alunni del capoluogo siciliano. La vicenda ha superato i confini dell’emergenza igienica per trasformarsi in uno scontro istituzionale aperto, che vede protagonisti il primo cittadino, Roberto Lagalla, l’assessore all’Istruzione – Edilizia e manutenzione scolastica Aristide Tamajo, la dirigenza scolastica e le autorità sanitarie locali.
La chiusura improvvisa dei tre plessi dell’istituto ha fermato le attività didattiche nella sede centrale di via Valdemone, dove sono ubicate le classi della scuola media, e nei plessi delle scuole elementari Trinacria e Tomaselli. Gli accertamenti condotti dalle autorità sanitarie hanno rivelato uno scenario complesso: oltre alla presenza del batterio responsabile della legionellosi riscontrata prevalentemente nei plessi Trinacria e Tomaselli, sono emersi casi di contaminazione da coliformi e tracce del batterio Pseudomonas aeruginosa. Quest’ultimo rilevamento, sentore di un profondo accumulo di biofilm nelle condutture, è stato effettuato subito dopo le prime operazioni di sanificazione della rete idrica, sollevando seri dubbi sull’efficacia e sulla tempestività degli interventi di bonifica.
Di fronte al prolungarsi dello stop e ai disagi patiti dalle famiglie di un intero quartiere residenziale, la reazione di Lagalla è stata durissima. Attraverso una nota formale dai toni perentori inviata all’assessore Aristide Tamajo, alla dirigente scolastica Serena Roccaro e all’Asp, il sindaco di Palermo ha preteso un’immediata operazione di trasparenza chiedendo di verificare con estrema precisione l’operato ed esigendo riscontri documentali sul rispetto delle prescrizioni contenute nel documento di valutazione dei rischi nei mesi precedenti all’avvio delle lezioni.
L’obiettivo principale dell’amministrazione è fare luce sulle ragioni per cui il monitoraggio della rete idrica sia partito ad anno scolastico già avviato, quando i bambini avevano già fatto ritorno nelle aule. Rimane inoltre aperto il capitolo delle carenze strutturali evidenziate dalle ispezioni dell’Asp sui tre edifici scolastici, per le quali il Comune sollecita il completamento degli interventi, e il completamento della documentazione tecnico-amministrativa risultata inidonea nel corso dell’ispezione,
Nel frattempo, mentre la comunità locale invoca risposte certe sul rientro in classe ed esclude soluzioni tampone sgradite come doppi turni o didattica a distanza, l’Asp valuta sanzioni che troverebbero d’accordo il primo cittadino.