PARTE IL BLOCCO DEGLI AUTOTRASPORTATORI

di Antonino Piscitello

Proteste anche in Sicilia contro i rincari di gasolio e traghetti. Martedì vertice istituzionale a Milano, mentre la paura dei blocchi spinge i cittadini a prendere d’assalto benzinai e supermercati.

È scattato a mezzanotte il fermo dei mezzi pesanti. I camion sono rimasti parcheggiati nei piazzali delle aziende e nei principali porti dell’isola si sono fermate le operazioni per ritirare i semirimorchi appena sbarcati dalle navi. I primi disagi alla viabilità si sono fatti sentire fin dalle prime ore della giornata: a Palermo i trasportatori hanno organizzato un presidio al molo Santa Lucia, rallentando la circolazione senza però bloccarla del tutto. Code e incolonnamenti si segnalano anche al casello autostradale di Catania, mentre a Gela gli autisti dei tir si sono affiancati alle proteste già in corso degli agricoltori locali.

A scatenare lo sciopero sono i continui aumenti dei costi di gestione, su tutti il prezzo del gasolio e i rincari dei biglietti dei traghetti. I manifestanti sono decisi ad andare avanti a oltranza e chiedono risposte formali e impegni precisi al Ministero dei Trasporti prima di riaccendere i motori.

La psicosi del blocco prolungato ha scatenato una vera e propria corsa agli approvvigionamenti in diverse zone dell’Isola: supermercati e distributori di benzina sono stati presi d’assalto dai cittadini per paura di rimanere senza spesa e senza carburante. Se la protesta dovesse proseguire, il rischio concreto resta quello di svuotare del tutto gli scaffali della grande distribuzione, bloccando l’arrivo dei prodotti freschi, e di esaurire le scorte nelle stazioni di servizio.

Nel frattempo, le istituzioni cercano una soluzione. Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha sentito al telefono il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. Al termine della chiamata, Schifani ha spiegato di aver ricevuto rassicurazioni da Roma su un intervento del governo nazionale contro il caro carburante. Il vero banco di prova sarà però martedì a Milano, dove è stato convocato un tavolo tecnico: per la prima volta siederà al tavolo anche una delegazione dei trasportatori siciliani. La Regione, da parte sua, sta lavorando per recuperare ulteriori risorse dalle variazioni di bilancio attualmente in discussione all’Ars, oltre ai 15 milioni già previsti.

La protesta non ferma solo le merci, ma minaccia da vicino anche il trasporto passeggeri. L’Anav, l’associazione delle autolinee private siciliane, ha lanciato un chiaro allarme tramite il suo presidente Antonio Graffagnini: le scorte di gasolio nei depositi stanno per esaurirsi. Molte aziende che gestiscono i collegamenti regionali hanno già ricevuto l’avviso ufficiale che le consegne di carburante sono sospese, rendendo di fatto impossibile fare il pieno ai pullman.

Se durante il fine settimana non arriveranno nuovi rifornimenti, da lunedì mattina le compagnie si troveranno costrette a tagliare drasticamente le corse. L’intenzione è quella di garantire almeno i servizi minimi essenziali, concentrando gli autobus operativi nelle prime ore della giornata per permettere a studenti e pendolari di raggiungere scuole e uffici. C’è poi l’incognita viabilità: i presidi stradali sparsi per l’isola rischiano infatti di imbottigliare nel traffico anche gli autobus rimasti in servizio, facendo saltare gli orari previsti e complicando ulteriormente gli spostamenti.