AUTOTRASPORTO, RAGGIUNTO L’ACCORDO

di Redazione

Il mondo dell’autotrasporto ritrova uno spiraglio di normalità e vede la ripresa delle attività di movimentazione lungo le principali arterie del paese, al culmine di un serrato confronto istituzionale che ha permesso di tracciare una strada condivisa per il futuro del settore.

L’intensa trattativa, condotta dal ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, si è conclusa con un risultato estremamente significativo grazie all’accoglimento della quasi totalità delle istanze presentate dalle categorie dei camionisti. L’esecutivo ha dimostrato una concreta volontà nel mettere sul piatto risorse finanziarie ingenti e interventi strutturali immediati, segnando un netto punto a favore dell’azione di mediazione pubblica e sbloccando somme importanti che da tempo giacevano nelle maglie della burocrazia.

L’accordo raggiunto garantisce risposte immediate sulle problematiche più urgenti legate all’aumento dei costi operativi e del carburante, disponendo la liquidazione rapida dei rimborsi sotto forma di crediti d’imposta per migliaia di imprese e prevedendo ulteriori stanziamenti destinati sia al rinnovo dei veicoli sia alla liquidazione del pregresso del Sea modal shift, l’incentivo per chi approfitta delle rotte marittime imbarcando il proprio mezzo.

Si tratta di un pacchetto di misure corposo che ha convinto la grande maggioranza delle rappresentanze nazionali e locali a disporre l’immediato rientro nei porti e sulle autostrade, ripristinando le forniture per le filiere alimentari e la grande distribuzione, settori che rischiano il collasso per le prolungate interruzioni delle forniture.

Nonostante questo risultato, la situazione sul territorio presenta ancora sacche di resistenza e forte tensione dovute alle proteste di alcuni gruppi autonomi che ancora minacciano di rifiutare la mediazione, tra cui spicca l’AIAS del presidente Giuseppe Richichi. La posizione delle istituzioni e delle stesse associazioni di categoria che hanno firmato l’intesa rimane inflessibile: la circolazione delle merci deve riprendere normalmente su tutta la rete viaria e gli eventuali blocchi stradali portati avanti dagli irriducibili vanno rimossi senza alcun indugio. Non è più tollerabile che minoranze isolate paralizzino l’economia dei territori o impediscano a chi vuole lavorare di riprendere regolarmente i propri viaggi dopo il raggiungimento dell’accordo.

Particolarmente grave appare la situazione in alcuni snodi strategici, dove si registrano ancora restrizioni al traffico e rallentamenti artificiali. A questo proposito, il Comitato trasportatori siciliani (CTS) coordinato da Salvatore Bella ha lanciato un accorato allarme rivolto direttamente ai vertici della pubblica sicurezza per denunciare presidi del tutto illegali e continue minacce rivolte ai conducenti dei tir che cercano di svolgere il proprio lavoro. Secondo le denunce presentate alle autorità, decine di autisti si troverebbero nell’impossibilità di proseguire la rotta a causa delle intimidazioni subite da chi continua a sbarrare gli accessi presso i caselli autostradali e le aree portuali.

Il superamento dell’emergenza richiede ora la massima fermezza nel far rispettare la legalità e la libertà di impresa, permettendo le attività alle imprese che hanno responsabilmente scelto di riporre fiducia negli impegni presi dalle istituzioni nazionali.