ETNA SKY, LA SCOMMESSA CHE PUÒ FAR VOLARE LA SICILIA

di Redazione

È stata presentata ieri, nella cornice di Confindustria Catania, Etna Sky, la compagnia aerea siciliana che promette di ridisegnare la mappa dei collegamenti da e per l’isola, proponendosi come risposta concreta al problema dell’insularità e del caro voli. Il piano industriale punta a trasformare radicalmente la mobilità regionale, intercettando non solo i flussi turistici in entrata, ma garantendo anche condizioni di viaggio adeguate a residenti, studenti e mondo produttivo locale.

L’iniziativa, radicata nel territorio ma orientata ai grandi mercati internazionali, intende inserirsi in un settore storicamente dominato dalle dinamiche aggressive dei vettori low cost, proponendo un modello alternativo basato sulla sostenibilità economica e sulla centralità del passeggero.

A guidare questa complessa operazione imprenditoriale è l’amministratore delegato Manlio Messina, parlamentare nazionale ed ex assessore regionale al Turismo, che ha saputo aggregare attorno al progetto figure di comprovata esperienza nel settore aeronautico. Tra queste spicca il direttore generale Angelo Lo Bianco, manager con un passato ai vertici di Wind Jet, Air Sicilia e dell’aeroporto di Forlì, oltre che consulente per la società Airgest, che gestisce lo scalo di Trapani.

La struttura societaria, legata alla ETS Operations S.p.A. con sede a Catania, vede tra i promotori anche l’imprenditore palermitano Gaetano Caminita, cofondatore insieme a Lo Bianco della società Ital Gsa, broker aeronautico specializzato nell’organizzazione e gestione di voli charter.

L’interesse del mondo imprenditoriale verso la nuova realtà ha trovato una prima importante conferma nell’annuncio di Maria Cristina Busi Ferruzzi, presidente di Confindustria Catania, che ha manifestato la volontà di far entrare nella compagine azionaria la Sibeg, storica azienda siciliana produttrice e distributrice dei marchi The Coca-Cola Company e Monster Energy, controllata dal gruppo Busi. Il piano di governance prevede un azionariato diffuso in cui nessun socio potrà detenere più del quindici per cento del capitale.

Dal punto di vista operativo, la rete dei collegamenti si svilupperà partendo dai due hub principali di Catania e Palermo, con un progressivo coinvolgimento degli scali di Comiso e Trapani per assicurare una copertura capillare dell’intera regione. Il piano industriale prevede una prima fase dedicata alle principali direttrici nazionali, collegando l’isola con Milano, Roma, Torino, Bologna, Pisa e Forlì.

Successivamente, a partire dal secondo anno di attività, l’orizzonte si allargherà al network europeo e ai collegamenti a lungo raggio verso Nord America, Canada e Medio Oriente. La flotta, costituita inizialmente da quattro aeromobili della famiglia Airbus con la prospettiva di raggiungere quindici velivoli entro cinque anni, svolgerà sia attività di linea sia servizi charter dedicati al turismo organizzato.

Un elemento centrale della proposta commerciale riguarda la tutela dei residenti siciliani, per i quali verranno riservati sessanta posti a prezzo fisso su ogni volo, al fine di garantire tariffe davvero calmierate. Resta ora da completare il percorso finanziario con il closing previsto entro il mese di novembre, propedeutico alla firma dei contratti per i primi aerei e all’avvio formale dell’iter presso l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile per l’ottenimento del COA, il Certificato di Operatore Aereo.

Mentre sul portale web aziendale si sono già aperte le selezioni per il personale di bordo e di terra, riaffiora nostalgico il ricordo di stagioni in cui i vettori dell’isola solcavano i cieli con identità e orgoglio. È proprio con questo rinnovato entusiasmo che accogliamo la notizia, auspicando il pieno successo di una nuova realtà aerea tutta siciliana, finalmente in grado di restituire al territorio la libertà di volare, la mobilità che merita e un futuro di concreto sviluppo turistico ed economico.