La manovra finanziaria da circa 1,4 miliardi di euro approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana segna un passaggio decisivo per il futuro dell’Isola, premiando la compattezza e la determinazione della maggioranza di governo guidata dal presidente della Regione Renato Schifani. Al termine di una lunghissima seduta parlamentare durata più di 21 ore consecutive e culminata quando il sole era già alto su Palazzo Reale, l’esecutivo regionale ha portato a compimento un pacchetto di variazioni di bilancio imponente, pensato per dare respiro immediato all’economia siciliana. Una vittoria politica e amministrativa di primissimo piano, ottenuta superando con risolutezza il muro d’ostruzionismo eretto dalle forze di opposizione, che hanno tentato fino all’ultimo di paralizzare i lavori e impedire che risorse fondamentali venissero messe a disposizione dei cittadini, delle attività produttive e delle amministrazioni locali.
Gli articoli del testo legislativo approvato mobilitano volumi finanziari straordinari capaci di incidere concretamente sui settori più esposti della società. In un momento di forte pressione sui prezzi dei beni primari e delle materie prime, la maggioranza ha dimostrato grande senso di responsabilità sociale ed economica, incassando 37 voti favorevoli al momento della votazione finale, quando i partiti di opposizione hanno abbandonato l’aula pur di non essere testimoni diretti dell’approvazione di misure attese da mesi dalla collettività.
Sull’esito del voto e sulla portata dell’intervento è intervenuto direttamente il governatore Schifani, che ha sottolineato la visione strategica dell’esecutivo regionale definendo il risultato “Una manovra di ampio respiro che offre risposte concrete alle necessità del tessuto economico e sociale di tutti i territori dell’Isola”. Il presidente della Regione, che ha ringraziato il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno “per la gestione saggia e attenta dei lavori d’aula”, ha voluto richiamare l’attenzione sul valore di un lavoro corale che ha saputo capitalizzare l’aumento dei dati economici regionali per trasformarlo in un piano organico di investimenti a beneficio di tutte le province.
Tra i pilastri fondamentali del disegno di legge brilla la scelta della giunta di coprire integralmente la dote finanziaria destinata al credito d’imposta per gli investimenti realizzati nella Super Zes istituita in Sicilia. Grazie a un maxiemendamento governativo da circa 300 milioni di euro, scaturito dalle maggiori entrate erariali, la Regione ha blindato ben 200 milioni di euro per questa misura economica cruciale. Una scelta coraggiosa che non soltanto rassicura gli imprenditori che hanno già scommesso e investito nell’Isola, ma svincola contestualmente ulteriori risorse extraregionali riprogrammabili per nuovi progetti infrastrutturali.
A mettere in luce il valore di questo risultato è stato anche l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino, il quale ha evidenziato come “con la copertura integrale del fabbisogno del credito d’imposta della Super Zes rispettiamo un impegno preciso nei confronti del sistema produttivo e consolidiamo uno dei principali strumenti di attrazione degli investimenti”. Le parole del titolare dell’Economia certificano l’efficacia di un’azione amministrativa rigida e mirata a sostenere chi crea lavoro e valore nell’Isola, a dispetto dei tentativi di rallentamento attuati dai banchi della minoranza per vanificare l’avanzamento dei lavori parlamentari.
Oltre allo sviluppo industriale e commerciale, il piano finanziario dedica ampio spazio al contrasto dei rincari energetici e del carburante, stanziando ben 80 milioni di euro complessivi per i settori più penalizzati. Gli autotrasportatori beneficiano di ulteriori 15 milioni di euro che portano a 30 milioni la dotazione annuale totale, mentre risorse analoghe sono state incanalate a beneficio di tassisti, noleggiatori con conducente e gestori di autobus turistici. Un’attenzione specifica è stata data al comparto primario: l’agricoltura ottiene 30 milioni di euro complessivi per abbattere l’impatto del prezzo del gasolio, mentre il fondamentale settore cerealicolo acquisisce un ristoro strategico da 50 milioni di euro. Anche la pesca e le attività artigianali ricevono iniezioni di liquidità decisive per scongiurare il blocco delle flotte e delle produzioni locali.
Non meno significativo appare l’impegno profuso sul fronte del sociale, dove le famiglie siciliane trovano risposte tangibili contro l’inflazione e il rialzo dei tassi d’interesse. Vengono erogati contributi in conto interessi per 9 milioni di euro sui mutui della prima casa destinati ai giovani under 40 e ulteriori 9 milioni di sostegni per le famiglie in difficoltà, affiancati da 17 milioni di euro per il bonus affitto. L’inclusione sociale e il supporto agli studenti con disabilità vedono inoltre lo stanziamento di circa 10 milioni di euro per il servizio degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, insieme ai 25 milioni di euro dedicati agli assegni per la disabilità grave.
Particolarmente fiera si è mostrata la compagine di maggioranza di fronte al capitolo inerente il Fondo per gli investimenti territoriali, che destina 174,3 milioni di euro a opere pubbliche immediatamente cantierabili proposte dai vari Comuni ed enti ecclesiastici. A fronte dei soliti attacchi strumentali condotti dall’opposizione per screditare tali stanziamenti bollandoli superficialmente come mance, il capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars Giorgio Assenza ha rivendicato con orgoglio l’utilità e la legittimità di tali capitoli di spesa: “Respingiamo con fermezza le accuse delle opposizioni, che vorrebbero sminuire l’importanza di questa manovra puntando l’indice contro i fondi per gli investimenti territoriali. FIT che difendiamo con forza, perché finanziano interventi importanti che hanno ricadute positive sui territori e, ricordiamolo, sono già dotati di progetti immediatamente realizzabili”.
La tenacia dimostrata dalla coalizione di centrodestra durante la lunghissima notte di trattative e votazioni a Sala d’Ercole evidenzia un quadro di ritrovata compattezza politica. Gli ostacoli posti dalle minoranze non hanno impedito di raggiungere il traguardo e di approvare provvedimenti urgenti, quali le somme per il settore idrico, gli impianti per lo smaltimento dei rifiuti, i 3 milioni di euro contro le liste d’attesa nella sanità e i 5 milioni di euro da inviare subito ai territori colpiti dagli eventi meteorologici avversi dello scorso 9 ottobre. La Sicilia dispone ora di risorse e strumenti certi per guardare alla crescita con maggiore stabilità.