Sindaci d’Italia, il partito dei sindaci, ha mosso i suoi primi passi ufficiali ieri con una conferenza stampa svoltasi a Palazzo dei Normanni, delineando un progetto politico pensato per ridare voce e centralità alle istanze delle comunità locali. L’iniziativa nasce con l’intenzione dichiarata di collocarsi nell’alveo del centrodestra e di dialogare con la compagine di governo guidata da Giorgia Meloni, nonostante una parte consistente dei suoi promotori e sostenitori provenga storicamente dal versante opposto del panorama politico nazionale.
A guidare questa operazione sul territorio isolano è Paolo Amenta, primo cittadino di Canicattini Bagni e vertice regionale di ANCI Sicilia, fino a poco tempo fa con tessera del Partito Democratico. Nel corso della presentazione, affiancato dal sindaco di San Filippo del Mela Gianni Pino, Amenta ha tracciato le linee guida di un movimento che non intende fondarsi su steccati ideologici, bensì su una piattaforma concreta di competenze amministrative. L’obiettivo dichiarato è quello di incidere direttamente sulle decisioni nazionali e regionali, superando il divario sempre più marcato tra la stesura delle norme centrali e la loro complessa applicazione nei territori.
L’ossatura del progetto affonda le radici nel percorso avviato ad Assisi all’inizio di ottobre e guarda già con attenzione alle prossime tornate per le elezioni regionali e politiche. Tra le ipotesi strategiche sul tavolo figura un’intesa elettorale con Sud chiama Nord, la formazione guidata da Cateno De Luca, creando un asse territoriale capace di intercettare le istanze civiche e di rafforzare la coalizione di maggioranza.
Tra i nomi emersi durante l’incontro figura Luciano Marino, primo cittadino di Lercara Friddi e alla guida di ANCI Giovani Sicilia, che ha presenziato alla presentazione pur mantenendo una riserva sulla decisione finale. Hanno già formalizzato la propria adesione o espresso forte vicinanza al percorso figure come Renato Di Blasi, sindaco di Librizzi, e Natale Briguglio, alla guida di Nizza di Sicilia. A questi si affiancano Salvatore Gallo, primo cittadino di Palazzolo Acreide, e gli amministratori di importanti centri urbani come Filippo Tripoli di Bagheria e Salvatore Quinci di Mazara del Vallo.
Al centro del dibattito promosso dai fondatori vi è la necessità impellente di una profonda riforma del TUEL, il Testo unico degli enti locali, unita a una revisione dei meccanismi di trasferimento finanziario che oggi penalizzano fortemente i piccoli Comuni e le aree interne. La carenza strutturale di personale tecnico, la gestione dei servizi essenziali, gli asili nido, la sanità di prossimità e i limiti al mandato dei primi cittadini rappresentano i punti nodali su cui il nuovo soggetto politico intende dare battaglia, trasformando l’esperienza maturata sul campo dagli amministratori in concrete proposte di legge.
In vista dell’imminente assemblea nazionale che definirà la linea programmatica e organizzativa ufficiale, Sindaci d’Italia punta adesso a estendere i propri consensi coinvolgendo trasversalmente consiglieri, assessori, amministratori in tutta Italia.