Le frodi alimentari rappresentano una minaccia sempre più concreta per il tessuto economico siciliano e per la salute delle famiglie, specie nei momenti di sofferenza della catena distributiva. Per sbarrare la strada all’ingresso di merci illegali o non a norma, la Regione Siciliana ha deciso di innalzare ai massimi livelli la guardia nei principali snodi d’accesso dell’Isola, disponendo un’immediata stretta operativa. Il provvedimento arriva al termine di giorni complessi, segnati dai pesanti disagi provocati dal recente fermo degli autotrasportatori che ha paralizzato la circolazione e compromesso la regolare consegna dei prodotti alimentari.
Attraverso un atto di indirizzo formale, l’assessora regionale al Territorio e all’ambiente, Giusi Savarino, ha inviato una direttiva vincolante al Corpo forestale per riorganizzare la presenza in campo degli agenti. La missione principale è mettere sotto lente d’ingrandimento le merci che sbarcano dalle navi mercantili, concentrando l’attenzione in particolare sui flussi navali provenienti dai bacini dei Paesi terzi del Mediterraneo. L’iniziativa sul piano operativo è stata affidata al Nucleo operativo regionale agroalimentare Sicilia (Noas), struttura specializzata che avrà il compito di eseguire accertamenti documentali e verifiche qualitative su vasta scala.
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione regionale guidata da Renato Schifani è difendere la produzione autoctona da una concorrenza sleale che rischia di strangolare le aziende agricole già provate dalla crisi. Il pericolo maggiore, denunciato a più riprese anche dalle associazioni di categoria, è che la grande distribuzione e i centri commerciali possano colmare i vuoti sugli scaffali ricorrendo a partite di merce straniera di qualità inferiore, priva dei necessari requisiti di tracciabilità e delle garanzie igienico-sanitarie previste dalle normative europee.
Per coprire in maniera capillare i punti nevralgici della rete commerciale, l’assessorato ha stabilito che la task force del Corpo forestale si avvarrà di personale aggiuntivo, impiegando anche le unità lavorative rimaste libere dopo il termine della campagna estiva di prevenzione antincendio. Gli agenti non limiteranno le proprie ispezioni alle banchine e alle stazioni marittime, ma estenderanno l’azione di pattugliamento all’intera filiera. Sotto controllo finiranno così i mercati ortofrutticoli all’ingrosso, i centri di stoccaggio, le piattaforme logistiche e le grandi strutture di smistamento.
Gli accertamenti punteranno a verificare la veridicità delle etichette, l’esatta indicazione del luogo d’origine delle materie prime e la regolarità delle licenze di commercializzazione. La direttiva si inserisce in un quadro di interventi più ampi per il comparto, supportato da recenti variazioni di bilancio che vedono 50 milioni destinati al settore cerealicolo e 30 milioni per il gasolio agricolo, a cui seguiranno ulteriori aiuti previsti nella prossima manovra per l’agrumicoltura, l’olivicoltura e la viticoltura.