INCENDIANO I CASSONETTI E POI AGGREDISCONO I VIGILI DEL FUOCO

di Antonino Piscitello

Due interventi nello stesso quartiere a una settimana di distanza, un solo schema: il fuoco tra i rifiuti e, ancora prima delle fiamme, un gruppo di ragazzi in scooter ad attendere i soccorsi. Così al Cep di Palermo il lavoro dei Vigili del Fuoco si trasforma in un’imboscata.

La prima risale a metà ottobre in via Filippo Paladini. Mentre i pompieri del distaccamento di Boccadifalco domavano diversi roghi di spazzatura, una banda di giovanissimi li ha accerchiati. Nel caos del momento, qualcuno ha persino aperto i vani delle autobotti portando via le attrezzature di soccorso: gli strumenti con cui gli operatori tagliano lamiere ed entrano nelle abitazioni per salvare vite. Sul furto stanno ora indagando i carabinieri.

Di fronte a un attacco diretto ai soccorritori, la Questura ha disposto scorte dedicate per i successivi interventi in zona. Ma la misura si è rivelata insufficiente già pochi giorni dopo, nella notte tra il 23 e il 24 ottobre, quando una ventina di cassonetti sono stati dati alle fiamme tra piazza Cellini e via Paladini.

Le squadre sono arrivate sul posto scortate da tre volanti della polizia. Ad attenderle, però, c’era una barricata fatta di cassonetti e rifiuti accatastati per bloccare i mezzi pesanti. Di nuovo, una ventina di giovanissimi su scooter elettrici ha circondato gli operatori, insultandoli e ostacolando le operazioni di spegnimento per tutta la durata dell’intervento.

Non si sono registrati feriti né fermi sul momento, ma le indagini puntano a identificare i responsabili. La dinamica identica – il gruppo in scooter, il rito dell’accerchiamento e la scelta del momento esatto in cui i pompieri sono già impegnati con le maniche antincendio – fa ovviamente pensare che si tratti dello stesso gruppo.

Il caso ha riacceso le denunce dei sindacati che hanno ribadito che le aggressioni e il furto di materiale pesante non sono casi isolati nelle periferie cittadine – dove i vigili si trovano quotidianamente a gestire roghi di spazzatura e di auto – e hanno richiesto la convocazione urgente di un tavolo sulla sicurezza in Prefettura.

Una situazione allarmante, già sollevata nel giugno 2025 dopo l’aggressione a un caposquadra del distaccamento di Brancaccio, finito in ospedale con il setto nasale, e ancor prima nel maggio 2023, quando i pompieri furono bersaglio di una fitta sassaiola proprio al Cep.

È inaccettabile che chi rischia la vita per proteggere la comunità debba trovarsi ostaggio di delinquenti. Di fronte ad aggressioni che mettono a repentaglio l’incolumità dei soccorritori e la salute pubblica di un intero quartiere, le mezze misure e gli interventi a posteriori non bastano più: serve una risposta durissima da parte delle forze dell’ordine per identificare, perseguire e stroncare senza alcuna tolleranza queste bande. Chi blocca e aggredisce i Vigili del Fuoco sta colpendo non solo lo stato e le istituzioni, ma anche tutti i residenti onesti del Cep. È tempo di dire basta al vandalismo e all’inciviltà.

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