Il Carro di Santa Rosalia ha rischiato di essere divorato dalle fiamme nella zona del Foro Italico, lasciando Palermo nell’incredulità. Il principio d’incendio si è sviluppato nei pressi di Porta dei Greci, punto in cui l’imponente struttura viene abitualmente custodita.
L’allarme è scattato tempestivamente grazie all’attenzione di alcuni passanti, i quali si sono accorti del fumo scuro e del fuoco che iniziavano a sprigionarsi dalla porzione inferiore del manufatto. La prontezza dei vigili del fuoco, accorsi subito sul posto, ha evitato il peggio: la squadra dei pompieri è riuscita a domare le fiamme prima che il rogo avvolgesse l’intera opera, anche se la base ha comunque riportato evidenti danni.
Gli accertamenti in corso mirano a chiarire le cause dell’evento, con i riflettori puntati sull’area verde circostante, da tempo frequentata da diversi senzatetto in cerca di riparo. Tra le ipotesi al vaglio vi è la possibilità che un clochard avesse allestito un giaciglio di fortuna proprio in un piccolo vano sotto l’impalcatura, trasformando l’opera in un rifugio e innescando inavvertitamente l’incendio.
Al di là dell’origine dolosa o accidentale dell’episodio, la vicenda ha suscitato sgomento in tutta Palermo. Non si tratta infatti di un semplice monumento ligneo, ma del cuore di una devozione secolare. Il culto verso la Santuzza affonda le proprie radici nella profonda gratitudine della popolazione per la liberazione dalla peste del 1644, trasformandosi in una tradizione identitaria unica.
Ogni 14 luglio, un nuovo Carro, sfila lungo il Cassaro abbracciato da una moltitudine di fedeli, turisti e cittadini per la notte del Festino. Sapere che l’emblema della memoria spirituale cittadina è stato sfiorato dal fuoco nella sua sede di stazionamento rappresenta una ferita per la comunità palermitana, che ora attende di conoscere l’esatta dinamica di quanto accaduto.