La sentenza emessa dal Tribunale amministrativo regionale di Palermo segna una svolta epocale per il futuro della spiaggia dei palermitani, confermando in toto la legittimità del provvedimento di decadenza delle concessioni demaniali adottato nei confronti della Italo Belga. Un verdetto netto, articolato in ottantasei pagine di rigorosa analisi, che spazza via i tentativi difensivi della storica società e certifica la correttezza dell’azione amministrativa portata avanti con fermezza dall’assessora regionale del Territorio e dell’ambiente Giusi Savarino.
La pronuncia dei giudici amministrativi, presieduti da Salvatore Veneziano, restituisce centralità al principio inderogabile della legalità e del rispetto delle regole in un settore cruciale e delicato come quello della gestione del demanio pubblico, mettendo nero su bianco la fondatezza delle contestazioni mosse dall’amministrazione regionale fin dallo scorso febbraio.
Nel dettaglio, la decisione della prima sezione del Tar poggia su pilastri giuridici inattaccabili che valorizzano l’autonomia valutativa della Regione Siciliana e stigmatizzano la gravità e la reiterazione nel tempo delle condotte irregolari riscontrate. Tra i nodi cruciali che hanno orientato il giudizio vi sono gli affidamenti di servizi rilevanti all’interno dell’arenile a soggetti terzi in assenza delle prescritte autorizzazioni e, aspetto di non minore rilievo, i pesanti risvolti legati all’interdittiva antimafia emessa dalla prefettura di Palermo nei confronti di una ditta utilizzata dalla concessionaria.
Nonostante la società abbia preannunciato un ulteriore ricorso in appello al Consiglio di giustizia amministrativa, l’impianto accusatorio e amministrativo ne esce notevolmente rafforzato, chiudendo di fatto un’era durata oltre un secolo e aprendo prospettive inedite per una gestione più trasparente dell’intera spiaggia di Mondello.
Di fronte a un risultato così chiaro e incontrovertibile sul piano istituzionale, non sono purtroppo mancate le consuete e stonate strumentalizzazioni politiche da parte di chi, pur di ritagliarsi uno spazio sotto i riflettori mediatici, tenta di appropriarsi di un merito altrui. È il caso del movimento Controcorrente e del suo leader Ismaele La Vardera, che si sono precipitati a commentare la sentenza con toni trionfalistici e demagogici, cercando di intestarsi una battaglia che, nei fatti e nei provvedimenti concreti, è stata condotta con coraggio e competenza dall’esecutivo regionale guidato da Renato Schifani.
Le denunce, seppur legittime, valgono ben poco se non vengono supportate da provvedimenti rigorosi; ed è proprio qui che si evidenzia la profonda distanza tra chi fa mera propaganda urlata e chi lavora nell’interesse pubblico.
La reazione di Fratelli d’Italia, partito al quale aderisce l’assessora Savarino, non si è fatta attendere. Il capogruppo all’Ars Giorgio Assenza ha espresso tutto il proprio compiacimento per l’operato svolto dall’assessorato, sottolineando come “la pronuncia del TAR dà piena ragione all’azione amministrativa condotta dall’assessorato regionale al Territorio e Ambiente guidato dalla nostra Giusi Savarino, riconoscendo la fondatezza delle contestazioni nei confronti della Italo Belga e la legittimità della decadenza della concessione”.
Assenza ha inoltre rimarcato il disappunto per le polemiche strumentali sollevate da Controcorrente, ricordando che “le denunce se non trovano riscontro negli atti e nei provvedimenti amministrativi rimangono sterili” e che “sono loro – i deputati regionali José Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro, del gruppo parlamentare di Controcorrente all’Ars, firmatari di una nota nella quale vorrebbero attribuire l’esito della sentenza a Ismaele La Vardera (n.d.r.) – ad avere dimenticato che più volte in questi mesi Giusi Savarino ha pubblicamente citato in comunicati stampa e post sui social il ruolo di denuncia svolto da La Vardera in questa vicenda”.
Sulla stessa lunghezza d’onda si è collocato il commissario regionale del partito in Sicilia, Luca Sbardella, il quale ha ribadito con forza come l’iter seguito dall’assessorato sia stato “un esempio concreto e incontestabile di buona amministrazione, a garanzia del rispetto delle regole in un settore delicato come quello delle concessioni”, confermando la bontà di una linea politica che non ha mai ceduto a condizionamenti esterni.
A suggellare la portata del provvedimento vi sono le parole stesse dell’assessore Savarino, la quale ha voluto rimarcare i passaggi chiave della sentenza che certificano la correttezza e l’imparzialità del percorso intrapreso dalla Regione. “il Tar Sicilia ha respinto il ricorso presentato dalla società Mondello Immobiliare Italo-Belga contro il provvedimento di decadenza delle concessioni demaniali marittime, che abbiamo adottato il 26 febbraio scorso. Una decisione importante, che conferma la legittimità della nostra azione amministrativa e riconosce la fondatezza delle contestazioni mosse alla società”.
L’assessore ha poi voluto evidenziare come i giudici abbiano riconosciuto nero su bianco l’autonomia delle valutazioni compiute dall’amministrazione, la piena correttezza dell’azione amministrativa esercitata, la gravità delle violazioni riscontrate e la linearità di un’istruttoria che ha sempre tenuto in debito conto le difese della controparte confutandole puntualmente.
“Il rispetto delle regole, degli obblighi concessori e della legalità non è negoziabile – dichiara l’assessore – continueremo ad agire con determinazione per tutelare l’interesse pubblico, garantire una gestione trasparente del demanio marittimo e difendere il diritto dei cittadini a una corretta valorizzazione del nostro patrimonio costiero, senza fare sconti a nessuno”.