Intervista a Eleonora DI Mauro, “sogno di riportare la Sicilia ai massimi livelli dell’Hockey su prato”

di Cristiano Runza

Oggi parliamo di hockey su prato con Eleonora DI Mauro, una grande atleta che grazie a questo sport ha girato il mondo.

Da dove nasce la tua passione per lo sport e per l’hockey in particolare?

Ho sempre praticato sport fin da bambina, il primo pensiero dopo la scuola era di quello di andare in un oratorio salesiano che fortunatamente si trovava vicino il negozio gestito dai miei genitori e lì avevo la possibilità di praticare diversi sport come basket e calcio oltre al nuoto. La passione per l’hockey su prato nasce grazie ad un progetto scolastico presentato dalla mia insegnante di educazione fisica, nel quale si promuoveva questo sport poco conosciuto in Italia. Da quel momento me ne sono innamorata follemente.

Quando hai capito che lo sport avrebbe avuto un ruolo preponderante nella tua vita?

Lo sport ha sempre avuto un ruolo preponderante nella mia vita, ma lo è diventato ancora di più quando sono stata inserita nella squadra del Cus Catania divenendo agonista. Lo pratico da 24 anni ed è la mia priorità. Il percorso é stato quasi da subito arricchito dalle prime convocazioni in nazionale, prima giovanili, con under 16/18/21, fino ad arrivare alla prima convocazione con la nazionale Senior per l’Europeo di Roma 2009. La nazionale ha avuto un ruolo importante nella mia vita per oltre 15 anni. Ho anche giocato come professionista in Germania, Belgio e Spagna, e nel 2019 ho vinto anche l’African Cup con un club egiziano.

Se non avessi fatto hockey quale sport avresti praticato?

Uno sport che guardo molto volentieri durante le Olimpiadi è la ginnastica artistica, anche se ho una preferenza per gli sport di squadra; penso che la ginnastica mi si addica molto per la mia struttura fisica. Probabilmente però non l’avrei mai praticato, anche perché la carriera delle ginnaste finisce abbastanza in fretta.

Come vedi lo sviluppo del dell’hockey su prato in Italia ed in particolare in Sicilia e quali potrebbero essere le azioni da introdurre per promuoverlo in maniera più attenta ed accurata?

Purtroppo devo dire che l’hockey su prato in Italia, rispetto a molti paesi in Europa e non solo, non va di pari passo, se pensiamo che in Olanda è primo sport nazionale ed in Germania, Belgio, Spagna, Inghilterra è tanto praticato e diffuso. Per non parlare dell’Argentina, dove danno la stessa importanza che noi diamo al calcio. Per quanto riguarda lo sport in Sicilia tocchiamo un tasto dolente. Da sempre abbiamo avuto una buona tradizione di Hockey su Prato, come unica squadra femminile siciliana iscritta al campionato di massima serie, prima con il Cus Catania e poi con la Polisportiva Valverde, fino alla scorsa stagione quando abbiamo sfiorato il titolo italiano classificandoci seconde solo all’ultima giornata di campionato. Da lì il fallimento della società che per diverse ragioni é stata costretta a sciogliere la squadra e di conseguenza a rinunciare alla partecipazione al campionato di Serie A Élite. Proprio per questo motivo attualmente milito nel campionato Élite con la società del Cus Torino, che ringrazio. Ci sono diversi progetti scolastici in collaborazione con il Coni, per cercare di incrementare il numero di tesserati in Italia e di coinvolgere quanti più bambini possibili, ma in questo caso i media giocano un ruolo fondamentale per lo sviluppo dello sport sul nostro territorio, e non mi riferisco solo all’hockey su prato, ma a tutti quegli sport che sono altrettanto belli ed affascinanti ma considerati sport di nicchia, in quanto meno diffusi.

Sei conosciuta ed apprezzata, soddisfazione? 

Ho fatto parte della nazionale italiana nel momento storico, sia per la preparazione alle Olimpiadi di Rio che per la qualificazione al mondiale. Ho dato tutta me stessa, credo che questo sia il  segno più forte che ho lasciato e ne vado fiera.

Faresti gare con atleti che provengono da altre discipline? 

Confrontarsi con altri atleti che provengono da discipline diverse è sempre bello, sono una persona competitiva, mi piace mettermi alla prova e spingermi oltre i miei limiti, mi piacerebbe partecipare ad una gara Ocr, mi entusiasma l’idea di dover superare una serie di ostacoli e sfide lungo il percorso, di potermi mettere alla prova su diversi fattori quali agilità, velocità, forza, resistenza, equilibrio e soprattutto ci vuole tanta forza mentale, tutto quello che fa per me.

Raccontaci le tue giornate tipo, i tuoi hobby, cioè parlaci un po’ di te.

Da poco più di un anno ho iniziato a giocare a padel, mi diverte l’idea di imparare (seppur da grande) un nuovo sport, nuovi gesti tecnici, e soprattutto confrontarmi e conoscere persone nuove. Lavoro in un circolo padel e devo dire che per una sportiva non c’è cosa più bella di lavorare appunto in un ambiente sportivo.

L’hockey su prato raccontato alle nuove generazioni.

Se dovessi dire alle nuove generazioni cosa mi ha insegnato il mio sport, potrei rispondere dicendo cosa non mi ha insegnato! Mi ha permesso di girare il mondo, di conoscere e confrontarmi con nuove culture. Il sacrificio, lo sforzo, la fatica, ho imparato cosa significa rinunciare a qualcosa di importante pur di raggiungere un obiettivo, mi ha insegnato il rispetto e la disciplina, ed infine la cosa più importante a non mollare mai di fronte ad un ostacolo. Anche quello che apparentemente sembra più difficile, e non mi riferisco solo allo sport ma in generale nella vita, proprio per questo motivo mi definisco una persona carismatica con una personalità forte dentro e fuori dal campo.

Cosa immagini nel tuo futuro?

Come ho già detto da Roma in giù eravamo l’unica squadra femminile a militare nel campionato di serie A Élite, non nascondo che ho parecchio rammarico per quanto accaduto e proprio per questo motivo in futuro mi piacerebbe fondare una nuova società, e mettere a servizio dei giovani la mia esperienza e tutto quello che di buono mi ha insegnato il mio sport come d’altronde ho già fatto in passato. Spero anche che in Italia si riesca a trovare la chiave giusta per far spopolare l’hockey su prato, che non ha nulla da far invidia ad altri sport.