Giro 26, sesta tappa con arrivo a Napoli. Milan spera nella prima vittoria
Ciclismo14 Maggio 2026 - 05:50
La sesta tappa arriva a Napoli dopo la gara epica del giorno precedente con l’arrivo a Potenza e la vittoria di Arrieta.
Da Paestum a Napoli, sarà spazio per i velocisti
La Carovana Rosa risale lo stivale e abbraccia il Golfo. Dopo le fatiche lucane, i “jet” del gruppo puntano Piazza del Plebiscito. Jonathan Milan cerca il riscatto contro il “bulgaro” Paul Magnier.
La sesta tappa del Giro d’Italia 2026 è un dipinto lungo 142 chilometri che unisce la storia millenaria della Magna Grecia al caos creativo di Napoli. Si parte dall’ombra dei Templi di Paestum, un sito UNESCO che regalerà immagini mozzafiato al pronti-via, per poi risalire la costa tirrenica verso Salerno.
Nonostante il profilo altimetrico sia prevalentemente pianeggiante, il gruppo dovrà affrontare un’unica asperità:
Km 40.1 – Cava de’ Tirreni (4ª Cat.): Una ascesa di 13 km al 4.6%.
Troppo lontana dal traguardo per spaventare i velocisti ma ideale per la fuga di giornata che vorrà mettersi in mostra prima del gran finale.
Superato il Valico di Chiunzi, la corsa attraverserà l’Agro Nocerino Sarnese per poi puntare dritta verso il capoluogo campano. Gli ultimi 20 km in superstrada permetteranno alle squadre dei velocisti di organizzare i treni a velocità folli, prima dell’ingresso nel salotto di Napoli.
Finale (piro)tecnico
Il finale è tecnico e spettacolare. Gli ultimi 3 km corrono dritti lungo il porto, ma il vero ostacolo è a 650 metri dall’arrivo: una curva a sinistra immette sulla leggera ascesa (4%) di via Acton, caratterizzata dal classico basolato napoletano. Qui la tenuta delle gomme e il posizionamento saranno vitali. Due curve a destra a 400 metri dal traguardo lanceranno i corridori sul rettilineo finale di Piazza del Plebiscito, pavimentato con pietre che richiedono potenza e sensibilità.
Milan-Magnier, sfida Infinita
Dopo una 5ª tappa movimentata che ha visto il trionfo di Arrieta e il passaggio della Maglia Rosa ad Afonso Eulálio, oggi i riflettori sono tutti per gli uomini jet.
Jonathan Milan (Lidl-Trek) il gigante di Tolmezzo è l’uomo più atteso. Ha ammesso qualche errore di posizionamento nelle prime volate in Bulgaria e ora, sulle strade di italiane, non può più sbagliare. La potenza pura che sprigiona sul pavé potrebbe essere il suo asso nella manica per l’arrivo di via Acton.
Paul Magnier (Soudal Quick-Step) è senza dubbio la rivelazione di questo inizio Giro. Ha già timbrato il cartellino due volte in Bulgaria (Nessebar e Sofia) e sembra avere una marcia in più negli ultimi 50 metri. Il “tris” è un obiettivo concreto per il giovane francese, protetto da un team che sa come gestire i finali nervosi.
Dylan Groenewegen (Unibet Rose Rockets) ha detto ancora poco anche se l’olandese sta crescendo di condizione. Il terzo posto a Sofia ha dato segnali importanti: il Team Rockets ha costruito la squadra attorno a lui e Napoli potrebbe essere la piazza perfetta per il suo ritorno alla vittoria nel Giro.
Attenzione a Tobias Lund Andresen e Ethan Vernon, sempre pronti a inserirsi nel duello tra i giganti.