Giro 26, oggi undicesima tappa Porcari-Chiavari adatta alle fughe
Ciclismo20 Maggio 2026 - 08:15
L’undicesima tappa del Giro d’Italia 2026 promette scintille. La Porcari-Chiavari di 195 chilometri, infatti, sembra costruita apposta per gli attaccanti, per quei corridori che fanno del coraggio e della resistenza un’arte.
Dopo le fatiche della crono è tempo di fughe
Dopo la cronometro dominata da Filippo Ganna, la Corsa Rosa cambia completamente volto e torna a proporre una frazione nervosa, tecnica e aperta a mille scenari. Non ci sarà un metro di tranquillità.
Fin dai primi chilometri si respirerà tensione, perché tutti sanno che questa potrebbe essere una delle ultime vere occasioni per i cacciatori di tappe prima dell’alta montagna.
Si parte dalla Lucchesia
La partenza da Porcari, nel cuore del distretto cartario lucchese, introduce subito una giornata particolare. I primi chilometri non presentano grandi pendenze ma il percorso è spezzato, tortuoso, ricco di curve e cambi di ritmo tra Lucca e Camaiore. Una situazione ideale per accendere la bagarre e favorire la nascita della fuga buona. Potrebbe essere un avvio velocissimo, con continui scatti e controscatti da parte di squadre che vogliono inserirsi nell’azione decisiva. Il gruppo dei big della classifica generale potrebbe scegliere di lasciare spazio agli attaccanti, soprattutto perché la tappa, pur impegnativa, non sembra abbastanza selettiva per provocare grandi ribaltoni tra gli uomini di classifica. Proprio per questo motivo saranno moltissimi i corridori intenzionati a entrare nella fuga: uomini da classiche, scalatori esplosivi, finisseur e corridori in cerca di gloria personale.
Dalla Toscana alla Liguria
Dopo il lungo tratto sulla via Aurelia, il percorso cambia decisamente volto entrando in Liguria. Prima di arrivare a La Spezia arriva una prima asperità, la salita verso Pieve dei Santi Stefano e Margherita, breve ma sufficiente per iniziare a logorare le gambe. Da quel momento in avanti la corsa non concederà più respiro.
Il primo Gran Premio della Montagna ufficiale sarà il Passo del Termine, salita di terza categoria lunga 7,4 chilometri con una pendenza media del 4,9%. Non è un’ascesa impossibile, ma potrebbe diventare importante se affrontata ad alta velocità da una fuga numerosa e ben organizzata. Subito dopo arriverà il momento chiave della tappa: il Colle di Guaitarola, quasi dieci chilometri al 6,2% di media, salita vera che attraversa il territorio spettacolare delle Cinque Terre. Qui la corsa potrebbe esplodere definitivamente. Chi avrà ancora energie tenterà probabilmente l’azione decisiva, mentre i velocisti superstiti perderanno definitivamente contatto. Le strade strette e tecniche della riviera ligure renderanno tutto più difficile: servono gambe, attenzione e grande capacità di guida. Ogni discesa potrà diventare un trampolino per attaccare o un punto critico dove perdere terreno.
Superata Sestri Levante, la tappa entrerà nella sua fase conclusiva con due strappi brevi ma durissimi. La Colla dei Scioli, GPM di terza categoria, misura 5,7 chilometri al 6,3%, ma presenta tratti ben più severi. Sarà probabilmente il terreno ideale per gli ultimi attacchi tra i fuggitivi. Poco dopo arriverà anche la salita di Cogorno, 4,6 chilometri al 6,7%, dove sarà collocato il Red Bull KM. Uno strappo nervoso che potrebbe creare distacchi decisivi prima della discesa verso Chiavari.
Ultimi chilometri difficili
Gli ultimi cinque chilometri non saranno affatto banali. Una breve salita, seguita da una discesa tecnica e da un ingresso cittadino piuttosto impegnativo, potrebbe favorire un finisseur coraggioso oppure un piccolo gruppetto capace di anticipare il ritorno degli inseguitori. Difficile immaginare una volata tradizionale, tutto lascia pensare a un arrivo ristretto o a un assolo. Tra i grandi favoriti della giornata spicca Jan Christen. Il talento della UAE Team Emirates ha già mostrato una condizione eccellente in questo Giro e possiede le caratteristiche perfette per una tappa del genere: aggressività, esplosività e ottima tenuta sulle salite brevi. Ma la UAE potrebbe giocare anche la carta Igor Arrieta, già vincitore in questa edizione della Corsa Rosa e corridore ideale per inserirsi nelle fughe da lontano. Occhi puntati anche su Diego Ulissi che su percorsi mossi e nervosi ha costruito gran parte della propria carriera. L’esperienza del toscano potrebbe fare la differenza in una giornata tatticamente complicata. Tra gli outsider attenzione pure a Andreas Leknessund, sempre molto pericoloso nelle fughe da lontano, e a corridori solidi come Wout Poels, Einer Rubio e Lorenzo Milesi. Le speranze italiane non finiscono qui. Giulio Ciccone potrebbe infiammare le salite liguri con uno dei suoi attacchi esplosivi. Damiano Caruso resta un uomo sempre pericoloso quando la corsa si fa dura e selettiva. Più staccati nelle gerarchie, ma comunque da tenere d’occhio, anche Alberto Bettiol, Filippo Zana e Juan Pedro Lopez.La sensazione è che assisteremo a una tappa autentica, senza controllo totale da parte delle grandi squadre. Una giornata da Giro d’Italia vero, fatta di fatica, improvvisazione e attacchi continui. La Liguria, con le sue strade strette sospese tra mare e montagna, è pronta a diventare il teatro perfetto per una battaglia spettacolare.