Grazia Laganà “Mirko è sempre con me e in ogni ragazzo che nuota”

di Simone Milioti

Prende il via venerdì 22 maggio la ventesima edizione del Trofeo Piskeo che ricorda il nuotatore messinese, scomparso giovanissimo in seguito ad un incidente in moto, Mirko Laganà. Da ventidue anni, perché due edizioni sono saltate causa Covid, la famiglia Laganà ma in generale parenti e amici, che sono diventati la famiglia Piskeo, ogni anno ricordano Mirko e lo fanno organizzando un trofeo amatissimo dai siciliani e non solo visto che ogni anno coinvolge atleti da ogni parte d’Italia e atleti anche di caratura internazionale.

L’intervista a Grazia Laganà

Ventesima edizione, ma la prima edizione ventidue anni fa. Nasce per ricordare Mirko e col tempo si trasforma.
“Sì, avrebbero dovuto essere 22, perché due anni il Covid ci ha bloccati e quindi non abbiamo potuto realizzare la manifestazione. Questa cosa fortemente mi dispiace, perché mi sarebbe piaciuto che camminasse con gli anni di Mirko, ma va bene così. È una manifestazione che è cominciata con 300 atleti alla piscina di Taormina, dicembre 2004, quando Mirko è volato in cielo. Ad opera dei genitori e dell’allenatore che allora seguiva Mirko, Francesco Spada. Da allora siamo arrivati a migliaia di atleti e grandi squadre  e grandi atleti sono passati dal Piskeo ritagliandosi un ruolo nel mondo dello sport, perché segnano dei tempi molto importanti e sono praticamente una realtà nel mondo natatorio. Vorremmo avere una presenza delle istituzioni che aprisse la città anche ad accogliere, perché chiaramente noi non ce la facciamo solo con le tasse gara. La manifestazione è grande perché sicuramente tecnicamente cresce con il raccontare l’esperienza degli atleti, ma alla base di tutto c’è questo grande, immenso, irriducibile amore per Mirko, per questo ragazzo che è stato un esempio di gioventù sana, che ha saputo dare agli altri con gioia, lui era sempre vicino a chi aveva bisogno. Non posso dimenticare che Mirko aveva come amico, e noi non lo sapevamo ci è stato detto poi dal parroco, un ragazzo disabile e si curava in segreto, non voleva mettersi in mostra, ma solo essere e vivere, fattivamente, con gesti concreti, questo era Mirko”.

Un’organizzazione ventennale, se all’inizio vi sarete improvvisati ormai sarete specializzati nell’organizzazione.
“Sicuramente, anche questo è stato importante, all’inizio non sapevamo dove mettere le mani, adesso ormai sappiamo e conosciamo i tempi, conosciamo i momenti, conosciamo le situazioni da attenzionare, perché sappiamo cosa è importante. Tant’è che abbiamo fatto il salto dal punto di vista tecnico, inserendo delle gare che possono essere di grande risalto per gli atleti, gli atleti più forti partecipano all’australiana, questa gara che mette tanto entusiasmo nei ragazzi, ma ci vogliono atleti di spessore perché fare una gara dietro l’altra senza prendere un attimo di respiro non è da poco, ed è questo che ha permesso questa crescita. Gli atleti si sentono stimolati, si sentono coinvolti, importantissima poi la gara Piskeo (i 50 dorso, ndr), che è l’ultima gara che Mirko fece e che vinse ai campionati regionali quell’anno, quindi questa gara Piskeo che per noi è veramente esempio di quella manifestazione che è la manifestazione nel ricordo di Mirko. Cerchiamo di dare agli atleti tutto quello che è possibile, regaliamo una maglia al ricordo, regaliamo a ogni vincitore una cuffia, diamo delle medaglie che possano fargli ricordare la manifestazione, attenzioniamo l’atleta perché lui si senta protagonista e padrone di questo evento proprio in questi termini, lui si senta facente parte dell’evento, non è una persona che metti lì a caso, ti fai la gara e te ne vai, è una persona che è coinvolta emotivamente e tecnicamente”.

Piskeo per tutti gli atleti

Anche tutti gli atleti sono coinvolti, perché ci sono gli esordienti B, gli esordienti A e le categorie Assolute. L’anno scorso c’era stata anche l’edizione Master, quest’anno non si è riuscita a replicare, comunque c’è la voglia appunto di abbracciare e accogliere tutti gli atleti.
“Avremmo voluto realizzare pure la tappa Master quest’anno, ma purtroppo stavamo fuori termine di richiesta della manifestazione, noi avevamo il desiderio di realizzare la tappa Master nella piscina, del complesso Cappuccini, che è proprio intitolata a Mirko. La situazione politica che c’è in questo momento in città con le dimissioni del sindaco non ha aiutato, non si sapeva come fare, ma un altro anno contiamo di farlo. Inoltre vorrei anche provare a realizzare qualcosa per il nuoto paralimpico proprio in ricordo di quello che Mirko faceva con loro, così come noi continuiamo la sua opera nell’associazione Mirko Piskeo, dove insieme a dei volontari ci curiamo di questi ragazzi e realizziamo momenti ludici con loro”.
Venti edizioni di Piskeo e diverse strutture che l’hanno ospitato, ricordava Taormina, certamente la Cappuccini e da qualche anno la piscina Unime. Anche questo ha aiutato nella longevità.
“Sicuramente a livello di strutture sportive in città abbiamo avuto difficoltà. Basti pensare che la Cappuccini ha anche una vasca dei tuffi che ci viene da piangere a vederla così, quanti avrebbero voluto averla e magari avrebbe potuto far crescere anche lo sport dei tuffi. Eppure noi siamo in una situazione in cui se non avessimo avuto, per esempio, l’Unime ad ospitarci saremmo stati in grosse difficoltà. Negli anni passati alcune società ci avevano proposto anche un Piskeo itinerante, una volta a Palermo, domani a Siracusa, poi a Catania. Certo, sarebbe bellissimo, ma non conoscendo le realtà e tenendo veramente a cuore la manifestazione, ho paura di rischiare e di trovarmi in una struttura dove magari andremmo incontro a difficoltà e non riusciremmo a superarle.

Il ricordo di Mirko

Domanda finale, quanto di Mirko rivede quando si circonda comunque di ragazzi e li vede nuotare come faceva lui?
“Guardi, io Mirko lo vedo in ogni ragazzo che passa con la moto. Lo vedo in ogni ragazzo che si tuffa in piscina e con le sue bracciate alza quelle onde. Lo vedo sempre, perché Mirko è sempre con me. Lo dicevo appunto e lo dirò nel discorso che farò di presentazione sabato quando faremo l’inaugurazione ufficiale, sabato quando iniziano le gare per gli assoluti. Perché Mirko è l’assoluto e quindi vogliamo ricordare lui in quella giornata particolare. Io lo vedo in ognuno di loro, lo vedo in tutti i suoi ex amici di nuoto che vengono a trovarci, anche se ormai non nuotano più, magari fanno gli allenatori o altro. Ci vogliono essere e sì, Mirko c’è sempre. Mirko non è mai volato via, è sempre stato con noi. Mentre prima lo aspettavi a casa, adesso te lo porti con te e lui è qui, è con me anche adesso, insieme al mio nipotino Mirko”.