Palermo-Padova: Inzaghi vuole i tre punti, Calabro cerca le lacune dei rosa
Calcio18 Settembre 2026 - 19:51
Palermo-Padova non è soltanto una partita della quinta giornata di Serie B. È una sfida che mette insieme classifica, ambizioni, storia e due tifoserie unite da un gemellaggio che attraversa più di quarant’anni di calcio. Sabato 19 settembre, alle ore 15, il Renzo Barbera è pronto a vestirsi ancora una volta a festa per accompagnare il Palermo di Filippo Inzaghi nell’ultimo impegno prima della lunga sosta per le gare delle Nazionali.
I rosanero arrivano all’appuntamento imbattuti e in testa alla classifica, mentre dall’altra parte ci sarà un Padova che ha già raccolto sette punti nelle prime quattro giornate e che arriva in Sicilia senza alcuna intenzione di recitare il ruolo della comparsa.
La squadra di Antonio Calabro ha già dimostrato di saper affrontare le difficoltà di questo avvio di campionato e addirittura una vittoria al Barbera le consentirebbe di salire a quota dieci. Il coefficiente di difficoltà, però, sarà elevatissimo. Lo ha riconosciuto senza esitazioni lo stesso allenatore bianco-scudato, arrivando a definire il Palermo «la big di questo campionato».
Inzaghi: «Il Padova è molto temibile, non voglio passi indietro»
Filippo Inzaghi non si fida del Padova. Il tecnico rosanero ha utilizzato la conferenza della vigilia per tenere alta l’attenzione della squadra, sottolineando ancora una volta quanto il campionato di Serie B sia capace di sovvertire pronostici e gerarchie.
«In Serie B, abbiamo visto i risultati, non c’è nulla di scontato. Il Padova è molto temibile, ha fatto un mercato importante e un allenatore giusto per quella piazza. Ha preso degli attaccanti per la categoria molto bravi, ha una proprietà importante che vuole fare bene».
Rispetto sì, paura no. Inzaghi vuole riconoscere i meriti dell’avversario senza modificare l’identità costruita dal suo Palermo.
«Abbiamo grande rispetto ma dobbiamo pensare a noi stessi, siamo nel nostro stadio, pretendo che la squadra finisca come ha iniziato quest’anno. Dobbiamo continuare a farlo, non voglio passi indietro».
L’obiettivo è quindi chiudere nel migliore dei modi questa prima porzione di stagione e utilizzare successivamente la sosta per approfondire eventuali nuove soluzioni tattiche.
Tre assenze per il Palermo, Fortin ancora titolare
Inzaghi dovrà rinunciare a tre giocatori: Strefezza, Hernani e Perin. Tutti gli altri sono recuperati.
Tra i pali toccherà ancora a Mattia Fortin, grande protagonista nel pareggio di Avellino con alcuni interventi determinanti nel finale. Lo staff non vuole forzare il recupero di Perin, che potrà sfruttare la sosta per completare il proprio percorso senza esporsi al rischio di ricadute.
Per Fortin sarà una partita dal sapore particolare. Il giovane portiere è cresciuto proprio nel Padova e si troverà ad affrontare da titolare la società nella quale ha mosso i primi passi. Curiosamente anche Perin ha un passato biancoscudato: nella stagione 2011/12, appena diciannovenne, disputò 25 partite in Serie B con il Padova.
Mazzitelli, convocazione possibile ma nessuna fretta
L’altra novità riguarda Luca Mazzitelli. Il centrocampista è stato inserito nella lista Over al posto dell’infortunato Strefezza e ha cominciato ad allenarsi con il gruppo, ma Inzaghi non intende accelerarne artificialmente il recupero.
«È un giocatore molto importante per la categoria. Pensavamo di metterlo dentro a gennaio. Poi abbiamo perso Strefezza. Mazzitelli non è ancora pronto ma è stata un’occasione. Non lo sostituisce come ruolo, ci dà altre caratteristiche e altre armi da giocare».
Il tecnico vorrebbe portarlo con sé almeno in panchina, ma soltanto se non ci saranno rischi. Il suo arrivo, in prospettiva, offre al Palermo diverse alternative. Mazzitelli può occupare differenti posizioni del centrocampo e potrebbe permettere a Inzaghi di sperimentare più avanti anche sistemi differenti dall’attuale 4-2-3-1.
Non sarà però Palermo-Padova la partita degli stravolgimenti.
Il Palermo non cambia identità
Il 4-2-3-1 rimane la base. Inzaghi ha ammesso di avere diversi dubbi, a testimonianza della profondità della rosa.
Fortin sarà in porta. Sulla destra resta aperta la scelta tra Cassandro e Pierozzi, mentre Augello dovrebbe presidiare la corsia opposta. Bani rappresenta il riferimento centrale della difesa, con Barba e Ceccaroni in ballottaggio per l’altra maglia.
A centrocampo le possibilità aumentano. Ranocchia e Segre hanno rappresentato finora una delle coppie maggiormente utilizzate, ma Estévez scalpita. Inzaghi ne ha elogiato apertamente l’impatto, lasciando aperta anche la possibilità di vedere contemporaneamente Estévez e Ranocchia.
«È difficile da tenere fuori. Per me è uno dei più importanti che abbiamo preso, mi piange il cuore a non metterlo ma quando entra cambia spesso la partita. Può succedere anche domani che Estévez e Ranocchia giochino insieme».
Più certezze sulla trequarti. Inzaghi ha praticamente annunciato la presenza di Palumbo e Vavassori, mentre Johnsen è candidato a tornare dal primo minuto. Davanti il riferimento rimane inevitabilmente Joel Pohjanpalo.
Bozzolan e Pierozzi potrebbero invece rappresentare soluzioni utili durante la gara in posizioni più avanzate.
Probabile formazione Palermo
PALERMO (4-2-3-1): Fortin; Cassandro (Pierozzi), Bani, Ceccaroni (Barba), Augello; Ranocchia, Segre (Estévez); Vavassori, Palumbo, Johnsen; Pohjanpalo. All. Inzaghi.
Calabro: «Il Palermo partirà con un’intensità incredibile»
Se Inzaghi predica attenzione, Antonio Calabro conosce perfettamente ciò che attende il suo Padova.
Il tecnico biancoscudato immagina un avvio furioso dei padroni di casa, alimentato dalla spinta del Barbera.
«Sicuramente il Palermo partirà con un’intensità incredibile, cercherà di avvantaggiarsi degli errori che possono essere fatti in costruzione in determinati punti del campo per ripartire».
Calabro ha studiato nel dettaglio la squadra di Inzaghi. Rispetto al Palermo della passata stagione individua una modifica soprattutto nel sistema di gioco, passato dalla difesa a tre al 4-2-3-1.
Pierozzi e Augello, che precedentemente agivano più alti nel 3-4-2-1, sono diventati terzini. È stato eliminato un centrale difensivo e aggiunto un uomo con caratteristiche maggiormente offensive.
Ma, secondo Calabro, i principi sono rimasti riconoscibili.
«Il Palermo però ha mantenuto i dettami tattici e il timbro dell’allenatore, che ha già vinto tanti campionati per andare dalla Serie B alla Serie A e sa come si fa».
Ranocchia, Segre, Augello e Palumbo: Calabro studia i pericoli
L’analisi dell’allenatore del Padova entra nel dettaglio dei singoli.
Calabro individua in Ranocchia il giocatore capace di dare respiro alla costruzione, definendolo un «pivot regista». Di Segre sottolinea invece la capacità di vincere i duelli.
Particolare attenzione anche ad Augello, determinante nella produzione offensiva sulla sinistra, e alle possibilità offerte sulla corsia opposta dall’alternanza tra Pierozzi e Cassandro.
Più avanti ci sono la qualità di Palumbo, destinato a muoversi tra le linee, la velocità e la mobilità degli esterni e, soprattutto, Pohjanpalo.
È proprio il centravanti finlandese uno dei problemi principali che il Padova dovrà risolvere.
Calabro ha annunciato che in alcune zone verranno cercati raddoppi e situazioni di superiorità numerica. Ma il tecnico sa che non esistono formule capaci di cancellare completamente il numero 20 rosanero.
«Il calcio è fatto di duelli e bisogna vincerli. Io ho i giocatori che possono vincere il duello con Pohjanpalo».
Il piano del Padova: contenere il Palermo e colpirne i punti deboli
Padova al Barbera soltanto per difendersi? Non nelle intenzioni di Calabro.
L’allenatore veneto sa che la propria squadra non potrà essere perfetta per cento minuti e vuole interpretare la sfida attraverso momenti differenti. È il concetto delle «più partite nella stessa partita»: capire quando resistere, quando cambiare e quando provare a colpire.
«Vogliamo essere attenti su quelle che sono le potenzialità del Palermo, però vogliamo anche essere pungenti in quelle che sono delle lacune che tutte le squadre in qualsiasi categoria hanno».
Il Padova dovrà però migliorare nella gestione del pallone e ridurre gli errori in costruzione, proprio quelli sui quali il Palermo proverà ad avventarsi.
Calabro non nasconde i margini di crescita della propria squadra, ma contemporaneamente ricorda il dato fondamentale: sette punti nelle prime quattro giornate.
Un bottino che, secondo il tecnico, non è certamente «caduto dal cielo».
Padova, Calabro ritrova quasi tutta la rosa
Sul fronte dell’infermeria arrivano buone notizie per gli ospiti. Dopo alcuni problemi accusati durante la settimana, Calabro ha spiegato di essere arrivato alla rifinitura con praticamente tutto il gruppo disponibile.
L’unica eccezione è Artistico, il cui ritorno con la squadra è previsto dopo la sosta.
Il Padova dovrebbe partire dal 3-5-2. Sorrentino tra i pali; Dellavalle, Lovato e Pastina nella linea a tre; Carissoni e Cocchi sulle corsie. In mezzo Zuelli, Pompetti e Galazzi, con quest’ultimo reduce da un gol pesante nell’ultima giornata. Davanti la coppia indicata alla vigilia è Caprari-Moro.
Calabro ha comunque lasciato intendere che qualche modifica è possibile, anche in considerazione dei piccoli problemi fisici gestiti durante la settimana.
Probabile formazione Padova
PADOVA (3-5-2): Sorrentino; Dellavalle, Lovato, Pastina; Carissoni, Zuelli, Pompetti, Galazzi, Cocchi; Caprari, Moro. All. Calabro.
Un Palermo con tante strade per arrivare al gol
Uno degli aspetti più interessanti dell’inizio di stagione rosanero riguarda la varietà della produzione offensiva.
Il Palermo ha dimostrato di non dipendere da un’unica soluzione. Può verticalizzare rapidamente, cercare la profondità, sviluppare sulle fasce oppure riempire l’area attraverso gli inserimenti dei centrocampisti.
Pohjanpalo rimane il riferimento, ma non è soltanto il giocatore chiamato a concludere l’azione. Il finlandese può abbassarsi, partecipare alla rifinitura e creare spazio per i compagni.
Johnsen rappresenta invece una delle principali armi nell’attacco alla profondità. A questo si aggiungono la qualità di Palumbo, gli inserimenti dalla mediana e la spinta degli esterni.
Una varietà che Calabro ha evidentemente studiato e che spiega perché il Padova dovrà prestare attenzione non soltanto al centravanti.
Il Barbera è diventato un “fattore top”
C’è poi un avversario aggiuntivo che il Padova dovrà affrontare: il Renzo Barbera.
Inzaghi lo ha sottolineato chiaramente alla vigilia. Al suo arrivo, secondo il tecnico, giocare davanti al pubblico di Palermo sembrava quasi essere diventato un problema. Adesso la situazione è stata completamente ribaltata.
«Fino ad ora la squadra soprattutto in casa ha reso felici i suoi tifosi».
I numeri spiegano perfettamente il concetto.
Il Palermo ha raccolto 17 vittorie nelle ultime 18 partite casalinghe considerando tutte le competizioni. L’ultima sconfitta interna risale allo 0-3 contro il Monza dell’ottobre 2025.
E quella contro il Padova sarà anche l’ultima apparizione casalinga prima di una lunga assenza: dopo sabato, i rosanero dovrebbero tornare al Barbera soltanto il 1° novembre contro il Vicenza.
Oltre 121 mila spettatori nelle prime quattro gare interne
L’entusiasmo è fotografato ancora meglio dai dati sugli spettatori.
Alla prima partita ufficiale della stagione, contro il Lecce in Coppa Italia, al Barbera erano presenti 33.009 spettatori.
All’esordio in Serie B contro la Juve Stabia il dato è stato di 32.106.
La sfida di Coppa Italia contro il Mantova, giocata alle ore 18 in un giorno feriale, ha richiamato 23.133 persone.
Poi il big match con la Sampdoria: 33.196 spettatori e tutto esaurito, nuovo record stagionale e dato superiore anche alle 32.922 presenze registrate contro il Modena nella stagione precedente.
Complessivamente fanno 121.444 spettatori in quattro partite ufficiali, per una media di circa 30.361 presenze a gara.
E anche per il Padova la risposta è importante. Alla vigilia risultano già 27.362 spettatori complessivi tra abbonamenti e biglietti singoli, con la prospettiva di un ulteriore incremento nelle ultime ore.
Palermo e Padova, avversari per novanta minuti e amici sugli spalti
Questa volta il colpo d’occhio avrà inoltre qualcosa di diverso.
Il settore ospiti sarà aperto e sono già oltre 350 i sostenitori biancoscudati attesi a Palermo.
Non sarà una presenza qualunque. Palermo e Padova sono infatti legate da uno dei gemellaggi più longevi del calcio italiano, nato nel 1983 e sopravvissuto a cambi di categoria, generazioni di tifosi e vicende societarie.
Per novanta minuti le squadre si contenderanno punti pesanti. Sugli spalti, invece, torneranno ad incontrarsi due tifoserie unite da un rapporto che dura da oltre quarant’anni.
I precedenti, una lunga storia
Palermo-Padova è anche una partita che attraversa diverse epoche del calcio italiano.
Le due società si sono incontrate ripetutamente soprattutto negli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta, quando entrambe oscillavano tra Serie A e Serie B. Alla Favorita sono passati giocatori e allenatori entrati nella storia del calcio nazionale e non sono mancate partite rimaste nella memoria.
Una delle più spettacolari risale alla Serie A 1951/52.
Il Palermo di Gipo Viani travolse il Padova 4-1. Protagonista assoluto Di Maso, autore di una tripletta, mentre l’altra rete rosanero portò la firma di Micheloni. Quel successo spinse il Palermo addirittura al terzo posto, alle spalle di Milan e Juventus.
Altro risultato larghissimo nella Serie B 1965/66: Palermo-Padova 4-0. Dopo il vantaggio di Cipolato arrivò la tripletta di Giorgio Tinazzi, con tre reti tra il 66′ e l’89’.
Nella stagione successiva arrivò un altro successo rosanero, 1-0, deciso da Lancini.
Dal gol di Boito alla doppietta di Galderisi
Non sempre, però, il Padova ha portato ricordi positivi.
Nel campionato di Serie B 1983/84 i veneti passarono alla Favorita per 1-0 grazie alla rete di Boito al 58′. Fu una sconfitta pesantissima per il Palermo, che in quella tormentata stagione sarebbe poi retrocesso per la prima volta in Serie C.
Nel 1990/91 furono invece i rosanero a imporsi 2-0 con le reti di Bresciani e De Sensi.
Spettacolare il confronto del 1993/94, terminato 2-2. Galderisi portò avanti il Padova, Rizzolo pareggiò su rigore e Soda completò la rimonta palermitana, prima del secondo gol personale dello stesso Galderisi.
Tre anni più tardi arrivò una delle sconfitte casalinghe più pesanti contro i veneti. Nel Padova della stagione 1996/97 figuravano Walter Zenga e Massimiliano Allegri. Campofranco portò avanti il Palermo, ma una doppietta di Lucarelli e il gol conclusivo di De Franceschi ribaltarono tutto: 1-3.
Hernández decide la sfida del Palermo di Iachini
Il 1° febbraio 2014, nel campionato di Serie B che avrebbe riportato il Palermo in Serie A, la squadra di Giuseppe Iachini superò il Padova 1-0.
A decidere la gara fu Abel Hernández, su calcio di rigore all’84’.
Nel 2018/19 arrivò invece un 1-1 caratterizzato da due gol praticamente consecutivi: Trajkovski portò avanti il Palermo al 14′, Pulzetti rispose appena un minuto più tardi.
Ma nessuno dei precedenti moderni può avere lo stesso peso della notte del 12 giugno 2022.
12 giugno 2022, Brunori e una notte entrata nella storia
Palermo-Padova significò quella sera Serie B.
Era la finale di ritorno dei playoff di Serie C. I rosanero di Silvio Baldini avevano espugnato l’Euganeo per 1-0 nella gara d’andata e si presentarono davanti a un Barbera stracolmo con un vantaggio preziosissimo.
Al 25′ arrivò l’episodio che avrebbe accompagnato per sempre quella promozione: calcio di rigore e Matteo Brunori dal dischetto.
Gol.
Il Palermo vinse ancora 1-0 e al fischio finale esplose la festa. Dopo il lungo cammino attraverso i playoff, i rosanero tornarono in Serie B.
Palermo-Padova 1-0. Rete: 25′ Brunori su rigore.
Una delle notti simbolo della rinascita rosanero.
L’ultimo precedente al Barbera l’ha deciso Pohjanpalo
L’ultimo capitolo è molto più recente e porta la firma di un giocatore che sarà nuovamente al centro della partita di sabato.
Il 27 dicembre 2025 il Palermo superò il Padova 1-0 al Barbera.
Fu una vittoria sofferta. I rosanero provarono inizialmente a sfruttare verticalizzazioni e profondità, ma il Padova rispose e costrinse più volte Joronen all’intervento.
La partita si sbloccò al 38′. Palumbo superò un avversario, accelerò verso la porta e servì un pallone perfetto a Pohjanpalo, che dovette soltanto completare l’azione.
Nel secondo tempo il Padova avanzò il proprio baricentro e provò a riaprire la gara, trovando però un Joronen attento. Il Palermo resistette e conquistò tre punti preziosi.
Palermo-Padova 1-0. Rete: 38′ Pohjanpalo.
Quella partita contiene anche una curiosità che sembra scritta appositamente per il confronto di domani: tra i giocatori a disposizione del Padova c’era Mattia Fortin. Nove mesi dopo sarà con ogni probabilità lui a difendere la porta del Palermo proprio contro la sua ex squadra.
Pohjanpalo, ancora lui al centro della sfida
Cambia il Padova, cambia la stagione, ma Pohjanpalo rimane uno dei principali punti di riferimento.
Il finlandese decise l’ultimo confronto e Calabro sa che buona parte delle possibilità del Padova passeranno dalla capacità di limitarne il peso dentro e attorno all’area.
Ma concentrarsi esclusivamente su di lui potrebbe non bastare.
È proprio questa la differenza che il Palermo di Inzaghi sta cercando di costruire: non dipendere da un solo uomo. Johnsen può attaccare la profondità, Palumbo può creare tra le linee, Vavassori può dare energia e imprevedibilità, Augello può spingere sulla sinistra, mentre Ranocchia, Segre ed Estévez offrono caratteristiche differenti in mezzo al campo.
Calabro vuole trovare le «lacune» dei rosanero. Inzaghi, dall’altra parte, vuole evitare qualsiasi passo indietro.
E poi ci sarà il Barbera.
Oltre trentamila voci, due tifoserie amiche sugli spalti e due squadre che sul terreno di gioco non potranno concedersi favori.