Addio a Sandro Mazzola, il mondo dello sport piange il simbolo dell’Inter e del calcio azzurro

di Redazione

Il panorama sportivo italiano e internazionale si stringe nel dolore per la perdita di una delle sue figure più emblematiche e amate: all’età di 83 anni si è spento Sandro Mazzola. Con la sua scomparsa se ne va un pezzo fondamentale della storia del pallone, un atleta capace di segnare un’epoca sia con la maglia dei club sia con quella della Selezione azzurra.

Dall’eredità del Grande Torino ai successi con l’Inter

Figlio d’arte del rimpianto Valentino Mazzola — capitano del leggendario Grande Torino scomparso tragicamente sul colle di Superga — Sandro è riuscito nell’impresa di ripercorrere le orme paterne, costruendo una carriera straordinaria e ricca di trionfi.

Il suo nome resta indelebilmente legato all’Inter, club di cui ha difeso i colori ininterrottamente dal 1961 al 1977. Durante questi sedici anni di militanza in nerazzurro, è stato il perno e il simbolo della “Grande Inter” guidata da Helenio Herrera, conquistando un palmarès da capogiro: quattro titoli di Campione d’Italia, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali.

Mazzola detiene inoltre un primato storico assoluto: è l’unico calciatore italiano (e l’unico ad averlo fatto indossando la maglia di una società del nostro Paese) ad essere riuscito ad andare a segno in due distinte finali di Coppa dei Campioni, precisamente nelle edizioni del 1964 e del 1967.

I trionfi con la Nazionale e le onorificenze

Nato a Torino, l’attaccante ha recitato un ruolo di primissimo piano anche con la Nazionale italiana. In maglia azzurra ha collezionato 70 apparizioni impreziosite da 22 reti, conquistando il titolo di Campione d’Europa nel 1968. Ha inoltre preso parte a ben tre rassegne iridate, tra cui il memorabile Mondiale di Messico ’70 sotto la guida del Commissario Tecnico Ferruccio Valcareggi, torneo chiuso dagli azzurri al secondo posto dopo la leggendaria cavalcata culminata nella finale contro il Brasile.

I suoi meriti sportivi gli sono valsi prestigiosi riconoscimenti: nel 2014 è stato ufficialmente introdotto nella Hall of Fame del Calcio Italiano, mentre il CONI gli ha conferito la Medaglia d’Oro per meriti eccezionali.

Il tributo dello sport italiano: un minuto di raccoglimento

Per celebrare la memoria di questa straordinaria icona dello sport, il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, ha rivolto un invito formale a tutte le Federazioni Sportive Nazionali, alle Discipline Associate e agli Enti di Promozione Sportiva: in ogni competizione e manifestazione agonistica in programma in Italia nel corso del fine settimana verrà osservato un minuto di silenzio. Un doveroso omaggio a un campione eterno.