Catania-Barletta, guerriglia urbana in Piazza Montessori, scontro tra le curve rossazzurre

di Redazione

Un pomeriggio di altissima tensione ha macchiato il pre-partita di Catania-Barletta, gara valida per la sesta giornata del campionato di Serie C. A poche ore dal fischio d’inizio della sfida in programma allo stadio “Angelo Massimino”, il cuore della città etnea si è trasformato nell’epicentro di una  guerriglia urbana che ha sconvolto residenti, visitatori e commercianti.

Rissa tra tifoserie etnee: la ricostruzione dei tafferugli

I disordini più gravi sono esplosi in Piazza Montessori, dove circa un centinaio di ultras rossazzurri appartenenti alle frange più calde del tifo locale – nello specifico membri della Curva Nord e della Curva Sud – sono venuti violentemente a contatto.

Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle autorità, non si è trattato di uno scontro con la tifoseria ospite (giunta numerosa dalla Puglia con oltre 500 sostenitori biancorossi al seguito), bensì di una violenta rissa intestina tra fazioni opposte della stessa tifoseria catanese.

Feriti, veicoli devastati e l’intervento delle forze dell’ordine

Il bilancio provvisorio dell’accaduto parla di diversi feriti e di pesanti danni materiali in tutta la zona circostante. Durante i tafferugli i facinorosi hanno fatto uso di bastoni, oggetti contundenti e fumogeni. Molti dei veicoli parcheggiati nella piazza e lungo le vie limitrofe hanno riportato danni a causa dell’ondata di violenza improvvisa.

L’immediato e massiccio intervento delle forze dell’ordine in assetto antisommossa ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente, riuscendo a disperdere i gruppi di ultras e a riportare con fatica la calma nell’area prima dell’afflusso generale dei tifosi verso lo stadio.

Indagini della Digos e rischio DASPO

Gli investigatori della Digos hanno già avviato le indagini di rito, acquisendo le registrazioni di tutte le telecamere degli impianti di videosorveglianza presenti in Piazza Montessori per identificare nel dettaglio i responsabili dei disordini. L’ennesima pagina buia per il mondo dello sport, che rischia ora di tradursi in pesanti provvedimenti restrittivi, sanzioni e Daspo per i soggetti coinvolti.