Ascoli-Palermo, venerdì sfida d’alta quota nel mitico Del Duca tra Tomei ed Inzaghi

di Valentino Sucato

Il Palermo, primo e imbattuto con 26 punti, affronta la sorprendente matricola marchigiana, terza a quota 19. Johnsen e Vavassori trascinano l’attacco rosanero, mentre l’Ascoli di Tomei punta sull’organizzazione e sulla solidità difensiva. Attesa per una grande cornice di pubblico. Il bianconero Damiani in dubbio tra i padroni di casa, problemi di formazione anche per Inzaghi. I precedenti al Del Duca che in passato sorridevano ai bianconeri hanno visto il Palermo vincere le ultime tre trasferte.

Una sfida che vale molto più dei tre punti

Venerdì 6 novembre, alle ore 20.30, lo stadio Cino e Lillo Del Duca ospiterà l’incontro più interessante dell’undicesima giornata del campionato di Serie B. Di fronte l’Ascoli di Francesco Tomei e il Palermo di Filippo Inzaghi, rispettivamente la terza e la prima forza del torneo, protagoniste di un avvio di stagione che ha acceso l’entusiasmo delle rispettive tifoserie.

Due nobili decadute al confronto

Sarà anche il confronto tra due delle migliori espressioni calcistiche di questo primo scorcio di campionato: da una parte la formazione rosanero, capolista solitaria, ancora imbattuta e capace di conquistare 26 punti sui 30 disponibili; dall’altra l’Ascoli, neopromosso dopo oltre due anni di assenza dalla cadetteria, che ha saputo inserirsi immediatamente nelle posizioni di vertice grazie a un calcio organizzato e a una difesa che ha incassato appena sei reti.

La partita precederà la sosta per gli impegni delle Nazionali e rappresenterà un banco di prova significativo per entrambe le squadre. Il Palermo vuole consolidare il primato e mantenere a distanza le inseguitrici. L’Ascoli, invece, sogna di fermare la corsa della capolista e di ridurre a quattro punti il distacco dalla vetta.

IL PALERMO NON SI FERMA: OTTO VITTORIE IN DIECI PARTITE

Il Palermo arriva nelle Marche forte di numeri che raccontano una partenza straordinaria: otto vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta nelle prime dieci giornate.

Con 26 punti, la formazione di Inzaghi guida la classifica con sei lunghezze di vantaggio sul Modena, secondo a quota 20, e sette sull’Ascoli, terzo con 19 punti.

L’ultimo successo è arrivato domenica scorsa al Renzo Barbera, proprio nel giorno del 126° anniversario della fondazione del club rosanero. Il Palermo ha superato il Vicenza per 3-1, rimontando l’iniziale svantaggio firmato da Brighenti dopo appena due minuti.

Una partita dai due volti. Nel primo tempo i rosanero hanno sofferto l’aggressività degli avversari, mostrando qualche difficoltà nella costruzione della manovra e nella gestione delle situazioni difensive. Il pareggio di Dennis Johnsen, arrivato allo scadere della prima frazione, ha però cambiato l’inerzia dell’incontro.

Nella ripresa è salito in cattedra Dominic Vavassori. Il giovane attaccante ha realizzato il gol del sorpasso al 53′, sfruttando una ripartenza accompagnata da Jacopo Segre, e ha poi chiuso definitivamente i conti all’85’ con una splendida iniziativa personale.

Una vittoria che ha confermato il carattere di una squadra capace di reagire alle difficoltà e di trovare soluzioni differenti anche quando la partita sembra complicarsi.

Ma il successo contro il Vicenza ha evidenziato anche alcuni aspetti sui quali Inzaghi dovrà lavorare. Il Palermo, infatti, ha mostrato qualche disattenzione nei minuti iniziali, concedendo agli avversari occasioni pericolose. Un atteggiamento che, contro una squadra organizzata come l’Ascoli, potrebbe risultare particolarmente rischioso.

JOHNSEN E VAVASSORI, LA COPPIA CHE FA SOGNARE PALERMO

Uno dei segreti della fuga rosanero è rappresentato dal rendimento dei suoi uomini offensivi.

Dennis Johnsen sta vivendo una stagione di altissimo livello. Il norvegese ha già realizzato sette reti e fornito cinque assist nelle prime dieci giornate di Serie B, partecipando direttamente a dodici marcature.

Considerando anche la Coppa Italia, il suo bilancio sale a otto gol e sette assist in dodici presenze complessive. Numeri che ne fanno uno degli uomini più determinanti dell’intero campionato.

Accanto a lui sta emergendo con forza Dominic Vavassori, ventenne arrivato dall’Atalanta Under 23 con la formula del prestito con diritto di riscatto.

La doppietta contro il Vicenza ha portato a sei il suo bottino personale in campionato, confermando le qualità di un attaccante rapido, tecnico, imprevedibile e capace di interpretare differenti posizioni sul fronte offensivo.

Le sue prestazioni hanno attirato anche l’attenzione degli osservatori della Nazionale Under 21.

Johnsen e Vavassori rappresentano oggi due delle armi principali a disposizione di Inzaghi, ma il Palermo può contare anche sull’esperienza e sulle capacità realizzative di Joel Pohjanpalo.

Il centravanti finlandese non attraversa il suo momento più prolifico sotto porta, pur continuando a offrire un contributo importante al gioco della squadra. La trasferta di Ascoli potrebbe rappresentare un’occasione per ritrovare la via del gol.

ASCOLI, LA SORPRESA CHE NON VUOLE SMETTERE DI STUPIRE

Se il Palermo sta rispettando le ambizioni della vigilia, l’Ascoli rappresenta una delle rivelazioni più interessanti di questo avvio di campionato.

La formazione marchigiana, tornata in Serie B dopo la promozione conquistata nella scorsa stagione, occupa il terzo posto con 19 punti, frutto di cinque vittorie, quattro pareggi e una sola sconfitta.

Il merito è soprattutto del lavoro svolto da Francesco Tomei, allenatore che ha dato alla squadra un’identità tattica precisa, basata sul possesso del pallone, sulla costruzione ragionata della manovra e sulla ricerca costante degli spazi.

L’Ascoli non è una formazione che si limita ad aspettare l’avversario. Cerca di comandare il gioco, sviluppando azioni attraverso una fitta rete di passaggi e movimenti coordinati tra i reparti.

A impressionare è soprattutto il rendimento difensivo: appena sei reti subite in dieci giornate, dato che ne fa la retroguardia meno battuta del campionato.

Ma i bianconeri sanno anche colpire in attacco. Le 17 reti realizzate testimoniano una buona capacità offensiva, esaltata soprattutto dalla clamorosa vittoria per 6-1 ottenuta sul campo del Catanzaro il 24 ottobre.

Il cammino dell’Ascoli è cominciato con il successo esterno per 2-1 contro il Verona. Sono poi arrivati il pareggio casalingo con la Carrarese, la vittoria sul Benevento e l’unica sconfitta stagionale, rimediata il 12 settembre sul campo del Padova.

Da quel momento i marchigiani hanno ripreso a correre, superando l’Avellino, pareggiando con Südtirol ed Empoli, travolgendo il Catanzaro, battendo la Sampdoria e conquistando infine un punto ad Arezzo.

Una serie di sei risultati utili consecutivi, con tre vittorie e tre pareggi, che ha consolidato la presenza della squadra nelle prime posizioni.

IL DEL DUCA È ANCORA INVIOLATO

Un altro elemento che rende particolarmente insidiosa la trasferta del Palermo è il rendimento casalingo dell’Ascoli.

Nelle prime cinque partite disputate davanti al proprio pubblico, la formazione di Tomei ha conquistato tre vittorie e due pareggi, senza conoscere sconfitte.

Un dato che testimonia quanto il Del Duca rappresenti un punto di forza per i bianconeri.

L’Ascoli ha inoltre ritrovato un entusiasmo popolare importante. La campagna abbonamenti ha superato quota ottomila tessere, mentre l’attesa per la sfida contro la capolista ha provocato una vera e propria corsa ai biglietti.

I primi tremila tagliandi messi a disposizione per la Curva Nord sono stati esauriti in appena due ore e mezza. Si attende l’eventuale disponibilità di altri cinquecento posti.

Il precedente primato stagionale di presenze, pari a 13.933 spettatori nella gara contro l’Avellino, potrebbe essere superato.

Anche da Palermo è prevista una significativa partecipazione di tifosi. Secondo i dati diffusi il 3 novembre, sono già circa 300 i biglietti acquistati dai sostenitori rosanero sui 900 disponibili nel settore ospiti.

Ad Arezzo l’Ascoli ha mostrato i muscoli

Nell’ultimo turno di campionato l’Ascoli ha pareggiato 0-0 sul campo dell’Arezzo, al termine di una partita nella quale i marchigiani hanno confermato la propria organizzazione tattica, senza però riuscire a concretizzare le occasioni create.

La formazione di Tomei ha mantenuto a lungo il controllo del pallone, cercando di costruire attraverso il proprio consueto gioco manovrato.

L’Arezzo, tuttavia, si è reso pericoloso soprattutto nella prima parte dell’incontro, colpendo anche un palo con Arena e creando altre opportunità.

L’Ascoli ha risposto con alcune iniziative di Chakir e Silipo, ma è mancata la precisione negli ultimi metri. Determinante anche un intervento del portiere Nunziante, che ha impedito ai bianconeri di trovare il vantaggio.

Il pareggio ha comunque consentito alla squadra marchigiana di prolungare la propria serie positiva e di confermare la solidità di un reparto difensivo che continua a concedere pochissimo.

IL DUBBIO DI TOMEI: DAMIANI RISCHIA DI SALTARE LA SFIDA CONTRO LA SUA EX SQUADRA

Uno dei principali interrogativi della vigilia riguarda le condizioni di Samuele Damiani.

Il centrocampista, ex Palermo, è uno degli elementi più importanti nell’organizzazione del gioco ascolano, ma rischia di non essere disponibile per la partita di venerdì.

Damiani ha accusato un problema agli adduttori durante il riscaldamento precedente alla sfida contro l’Arezzo, costringendo lo staff tecnico a rinunciare al suo impiego.

I prossimi giorni saranno decisivi per stabilire se il giocatore potrà recuperare in tempo.

In caso di assenza, Tomei potrebbe confermare Matteo Ricci, già utilizzato con risultati positivi nell’ultima giornata.

Contro l’Arezzo, Ricci ha toccato 98 palloni, completando 82 passaggi su 89, con una percentuale di precisione del 92 per cento. Numeri che confermano le sue qualità nella gestione del possesso e nell’impostazione della manovra.

Il suo eventuale impiego garantirebbe all’Ascoli un centrocampista esperto, particolarmente abile nella distribuzione del pallone.

PALERMO, INZAGHI ALLE PRESE CON L’INFERMERIA

Problemi di formazione anche per Filippo Inzaghi, chiamato a valutare le condizioni di alcuni elementi della rosa.

Bani e Pierozzi sono alle prese con problemi muscolari e, secondo le indicazioni emerse dalla rassegna stampa del 3 novembre, non dovrebbero essere disponibili per la trasferta marchigiana.

Restano da monitorare anche le condizioni di Palumbo e Barba, per i quali saranno determinanti le prossime sedute di allenamento.

La profondità dell’organico rappresenta comunque una delle principali risorse del Palermo.

Contro il Vicenza, Inzaghi ha ottenuto risposte importanti da Cassandro, Peda e Ceccaroni, mentre la qualità delle alternative a centrocampo e in attacco permette all’allenatore di modificare l’assetto della squadra anche durante la partita.

Il tecnico rosanero dovrà soprattutto trovare il giusto equilibrio tra la necessità di mantenere alta la pressione offensiva e quella di evitare le disattenzioni difensive emerse nelle ultime giornate.

DUE FILOSOFIE A CONFRONTO: INZAGHI CONTRO TOMEI

La partita del Del Duca proporrà anche un interessante confronto tra due allenatori che hanno costruito le proprie squadre attraverso caratteristiche differenti.

Il Palermo di Inzaghi punta molto sull’intensità, sulle accelerazioni offensive, sulla capacità di attaccare gli spazi e sulla qualità dei propri interpreti negli ultimi trenta metri.

L’Ascoli di Tomei privilegia invece una costruzione più ragionata, cercando di controllare il ritmo della partita attraverso il possesso e un’organizzazione collettiva particolarmente curata.

Sarà interessante capire quale delle due squadre riuscirà a imporre maggiormente il proprio gioco.

Il Palermo dovrà cercare di sfruttare la velocità e l’imprevedibilità di Johnsen e Vavassori, evitando però di concedere spazi alle ripartenze avversarie.

L’Ascoli proverà presumibilmente a limitare le accelerazioni rosanero attraverso il controllo del centrocampo e una fase difensiva compatta.

Particolarmente importante potrebbe risultare la gestione dei primi minuti, soprattutto alla luce delle difficoltà mostrate dal Palermo nelle recenti partite contro Pisa e Vicenza.

ASCOLI-PALERMO, I PRECEDENTI

La storia dei confronti tra Ascoli e Palermo nelle Marche racconta sfide combattute, alcune delle quali legate a momenti importanti della storia delle due società.

Sono 18 i precedenti disputati al Del Duca: sette vittorie dell’Ascoli, sei successi del Palermo e cinque pareggi. Ventiquattro le reti realizzate dai bianconeri, ventuno quelle dei rosanero.

Il primo confronto risale al 21 aprile 1974, quando l’Ascoli allenato da Carlo Mazzone, lanciato verso la promozione in Serie A, superò il Palermo per 2-0 grazie alle reti di Campanini e Silva.

Un altro successo ascolano arrivò il 7 novembre 1976, ancora per 2-0, con i gol di Zandoli e Villa.

Particolarmente spettacolare fu la partita del 16 ottobre 1977, conclusa 3-2 per i marchigiani. Il Palermo passò inizialmente in vantaggio con Majo, ma l’Ascoli dei record ribaltò il risultato con una doppietta di Zandoli e una rete su rigore di Adelio Moro. Nel finale Brignani accorciò le distanze, senza riuscire a evitare la sconfitta.

Nel marzo 1986 arrivò un altro 3-2 per i padroni di casa, con Trifunović e una doppietta di Incocciati. Per il Palermo andarono a segno Guerini e Sorbello.

Negli anni Novanta l’Ascoli conquistò due successi consecutivi per 1-0: nel 1993 con una rete di Oliver Bierhoff e nel 1995 grazie a Binotto.

Il Palermo cominciò poi a ottenere risultati importanti anche nelle Marche. Nel settembre 1999 vinse per 1-0 in Serie C1, mentre nel gennaio 2001 le due squadre diedero vita a uno spettacolare pareggio per 3-3.

Due vittorie rosanero particolarmente significative arrivarono nei campionati 2002-2003 e 2003-2004, entrambe con il risultato di 2-1.

Nel maggio 2003 furono Zauli e Di Napoli a firmare il successo del Palermo allenato da Nedo Sonetti, mentre nell’ottobre dello stesso anno i rosanero conquistarono nuovamente il Del Duca grazie alle reti di Luca Toni e Mutarelli.

Nella stagione 2005-2006, in Serie A, la partita terminò 1-1. L’anno successivo, il 13 maggio 2007, l’Ascoli si impose per 3-2, conquistando quella che rimane l’ultima vittoria casalinga dei marchigiani contro il Palermo.

Da allora il bilancio delle sfide al Del Duca è diventato favorevole ai siciliani.

Dopo lo 0-0 del settembre 2017, il Palermo ha infatti conquistato tre successi consecutivi: 2-1 il 4 maggio 2019, 2-1 il 29 gennaio 2023 e 1-0 il 16 settembre 2023.

Venerdì sera i rosanero proveranno dunque a centrare la quarta vittoria consecutiva sul campo ascolano, mentre i bianconeri cercheranno di interrompere un digiuno casalingo che dura dal 2007.

UNA PARTITA CHE PUÒ PESARE SULLA CORSA ALLA PROMOZIONE

La sfida del Del Duca arriva in un momento particolarmente importante del campionato.

Il Palermo ha già costruito un vantaggio significativo sulle inseguitrici, ma il torneo è ancora lungo e la trasferta di Ascoli rappresenta uno degli ostacoli più impegnativi di questa prima parte della stagione.

Per la formazione di Inzaghi, una vittoria significherebbe portare a dieci punti il distacco dai marchigiani, in attesa dei risultati delle altre squadre, e rafforzare ulteriormente la propria posizione di capolista.

Per l’Ascoli, invece, un successo rappresenterebbe una conferma delle proprie ambizioni e consentirebbe di ridurre a quattro lunghezze il divario dal Palermo.

Ci sono tutti gli ingredienti per una grande serata di calcio: una capolista imbattuta, una neopromossa che sogna in grande, due allenatori con idee precise, protagonisti offensivi di grande qualità, una difesa difficilissima da superare e uno stadio pronto a spingere i propri beniamini.

Il Palermo arriva al Del Duca con la forza dei numeri e la consapevolezza di aver dimostrato finora una notevole capacità di reazione. L’Ascoli risponde con entusiasmo, organizzazione e solidità.

Venerdì sera, alle 20.30, il campo dirà se la fuga rosanero potrà proseguire oppure se i bianconeri riusciranno a riaprire la corsa nelle prime posizioni della classifica.

Una certezza, intanto, accompagna la vigilia: Ascoli-Palermo non sarà una partita come le altre.