Pogacar prima cade e poi vince una Milano-Sanremo da leggenda

di Valentino Sucato

Pogačar con un’impresa epica vince la Milano-Sanremo 2026: cade, si rialza e vince in volata battendo per una mezza ruota un altrettanto maestoso Pidcock.

Un’edizione epica

C’è sicuramente qualcosa di leggendario nell’ impresa di Tadej Pogačar alla Milano-Sanremo 2026. Per chi crede nello sport e soprattutto per chi ama il ciclismo questa non è solo una vittoria: è un racconto da tramandare. È con una semplice frase si può descrivere una vittoria storica: lo sloveno cade, si alza,  insegue furiosamente,  attacca e vola e infine in uno sprint al cardiopalma sul lungomare ligure brucia un degno avversario. Così lo sloveno ha conquistato la “Classicissima”, abbattendo finalmente l’ultimo tabù.

La corsa

Nelle prime battute la corsa si accende con una fuga che guadagna terreno sotto lo sguardo vigile del gruppo. Il copione è quello classico, vantaggio controllato e attesa per i Capi della riviera della Liguria. La gara, la più imprevedibile delle gare Monumento, cambia volto nel momento più inatteso.

A circa 30 km dall’arrivo, infatti, prima della Cipressa, il colpo di scena: una caduta coinvolge diversi big, tra cui lo stesso Pogačar, Van der Poel e Wout van Aert. Il campione del mondo finisce a terra, il body si lacera, la sua Sanremo sembrerebbe maledetta ancora una volta.

Pogacar scrive la storia

Ma è proprio qui che nasce l’impresa e con una rimonta impressionante che rasenta l’impossibile. Pogačar rientra in gruppo grazie al lavoro dei compagni e appena la strada comincia a salire verso la Cipressa, lo sloveno cambia marcia con le sue ineguagliabili frustate con scatti secchi e devastanti. Solo Tom Pidcock e Mathieu Van der Poel riescono a resistergli. Tutti gli altri, compreso Filippo Ganna devono alzare bandiera bianca.

Il terzetto di testa prende il largo, mentre dietro l’inseguimento fatica a organizzarsi. Tutto si decide sul Poggio. Pogačar attacca ancora, più volte, con ferocia. Van der Poel cede, resta solo Pidcock a reggere l’urto. I due scollinano insieme e si lanciano verso Sanremo.

Pidcock commuove, Pogacar vince

Gli ultimi chilometri sono un duello mentale oltre che fisico. Nessuno vuole scoprire le carte troppo presto. Poi, ai 250 metri, Pogačar gioca il tutto per tutto e parte lungo, Pidcock risponde, rimonta, ma non basta: è questione di centimetri. Il campione del mondo resiste e taglia il traguardo per primo.

Un trionfo totale, che vale l’undicesima Classica Monumento della sua carriera.

Ordine d’Arrivo

  1. Tadej Pogacar (UAE T. Emirates) 6h 35′ 49″
  2. Thomas Pidcock (Pinarello Q36.5)  s.t.
  3. Wout van Aert (Visma Lease a Bike) a 4″
  4. Mads Pedersen (Lidl – Trek) a 4″
  5. Corbin Strong (NSN Cycling Team) a 4″
  6. Andrea Vendrame (Team Jayco AlUla) a 4″
  7. Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step) a 4″
  8. Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier) a 4″
  9. Matteo Trentin (Tudor Pro Cycling) – a 4″
  10. Edoardo Zambanini (Bahrain–Victorious) a 4″