Il grido d’allarme della SCC Messina all’ACR Messina “Basta silenzi, serve un cambio di rotta”

di Redazione

È trascorso più di un mese dall’evento più umiliante dell’ultracentenaria storia del calcio peloritano: una retrocessione sul campo nel campionato di Eccellenza. Trenta giorni di assoluto silenzio, interrotto soltanto da qualche sporadica storia sui canali social e da una nota ufficiale firmata dal presidente Justin Davis. Nel testo della proprietà si parla di una ferita ancora aperta, di un ritiro precampionato già fissato per il prossimo venti luglio e di un budget adeguato per allestire una vera e propria corazzata, sia in caso di Serie D che di Eccellenza, da affidare a un direttore sportivo già individuato.

Si tratta, per carità, di buoni propositi e di auspici di grande rilancio. Parole che l’ambiente accoglie positivamente ma che, allo stato attuale delle cose, non vengono ritenute sufficienti per determinare una reale inversione di tendenza. Ad oggi, infatti, l’unica certezza granitica è il diritto di partecipare al prossimo campionato regionale di Eccellenza. In qualsiasi altro club, di fronte a un simile verdetto sportivo, si sarebbe assistito a un autentico azzeramento dei quadri dirigenziali. Al contrario, nulla è cambiato rispetto a poco più di un mese fa. Il dirigente che ha contribuito in maniera determinante alla retrocessione, gestendo con molteplici mansioni la fase conclusiva della passata stagione, sta proseguendo nel suo lavoro all’interno del club come se niente fosse accaduto.

Se da un lato la tifoseria critica la gestione tecnica, dall’altro lato manifesta un sincero apprezzamento per la volontà della proprietà di investire nella città di Messina e nello sport locale. L’ingresso nel calcio a cinque, sancito dalla trasformazione del Messina Futsal in ACR Messina Futsal 1900, rappresenta un segnale molto positivo, sinonimo di speranza e di una visione finalmente integrata con le altre discipline sportive. Anche il basket cittadino necessiterebbe di un simile supporto, ma in questo caso l’appello va esteso anche alle altre forze imprenditoriali del territorio.

In questo delicato contesto la SCC Messina, ovvero la Società Cooperativa Calcio Messina, ha deciso di esprimere pubblicamente le proprie opinioni sull’attuale situazione della squadra del cuore. L’obiettivo è esporre in modo costruttivo le idee necessarie per permettere finalmente al Messina di cambiare rotta, a prescindere dalla categoria in cui si giocherà nel prossimo futuro.

Assenza di un organigramma chiaro e necessità di un Direttore Generale

La totale mancanza di un organigramma societario trasparente e composto da professionisti di comprovata qualità nei rispettivi settori è stata una delle motivazioni principali del caos gestionale registrato negli ultimi mesi. Questa avrebbe dovuto essere la primissima azione da espletare all’indomani dell’insediamento della nuova proprietà. Diventa pertanto doveroso e urgente nominare un Direttore Generale di alto livello, che sia stabilmente presente in città ventiquattr’ore su ventiquattro. Senza figure di questa caratura e professionalità all’interno dell’organismo societario, qualsiasi altro investimento o buon proposito passerà inevitabilmente in secondo piano.

Trasparenza nella comunicazione e rispetto per la tifoseria

La tifoseria del Messina merita da parte della proprietà e di tutte le figure dirigenziali una comunicazione chiara, costante e soprattutto pubblica. Non aver convocato una conferenza stampa ufficiale il giorno successivo alla tragica retrocessione in Eccellenza è un atto non accettabile per chi ama alla follia questi colori. Si chiede a gran voce un netto cambio di passo anche sotto questo punto di vista. Il silenzio prolungato non fa altro che alimentare il sospetto e la disaffezione in una piazza che negli ultimi vent’anni ha purtroppo vissuto quasi esclusivamente disfatte e umiliazioni storiche.

Dialogo strutturato tra club e sostenitori e la proposta di partnership

È necessario consentire l’avvio di un dialogo strutturato e regolamentato tra la dirigenza del Messina e i suoi sostenitori. Già nel mese di gennaio dello scorso anno la cooperativa dei tifosi aveva formalmente inviato una dettagliata proposta di partnership alla nuova proprietà dell’ACR Messina. L’obiettivo del progetto era la creazione di un sistema democratico tramite il quale i tifosi, attraverso regole specifiche e rappresentanti eletti, avrebbero potuto dare voce alla propria passione e mettere le proprie competenze professionali al servizio del club. Questa proposta non solo è stata bruscamente rifiutata, ma non è stata concessa neanche la possibilità di illustrarla di presenza in un incontro conoscitivo con i proprietari.

I tifosi non possono essere considerati come semplici clienti, ma rappresentano l’unico e vero motivo per cui il calcio a Messina esiste ed ha senso di esistere. Permettere loro di partecipare attivamente alle sorti della squadra non è solo una strada percorribile, ma un dovere fondamentale. Nel rapporto complessivo tra la SCC Messina e l’ACR Messina serve un’apertura immediata per il bene della comunità sportiva.

L’auspicio della cooperativa è che queste considerazioni vengano ascoltate e ponderate attentamente dalla proprietà dell’ACR Messina, dalla cittadinanza e dall’Amministrazione Comunale. Il sindaco Federico Basile ha più volte confermato di essere in costante contatto con i vertici societari. Come associazione che rappresenta diverse centinaia di tifosi, la Cooperativa richiede un tavolo tecnico istituzionale con l’Amministrazione per valutare insieme il reale piano di rilancio della gloriosa compagine Biancoscudata. Una squadra di calcio non può essere trattata alla stregua di un mero bene privato, poiché costituisce, a tutti gli effetti, un bene comune della collettività. Solo se tutte le componenti inizieranno a prendersene cura, il Messina potrà tornare a regalare grandi gioie collettive. La Cooperativa rimane sempre a disposizione per un confronto costruttivo e lancia un appello ai tanti tifosi delusi: iscriversi e fare numero è l’unico modo per contare di più e difendere il futuro del calcio messinese