Volley | Trofeo delle Regioni, Linda Troiano: la scelta di restare

di Domenico Abbriano

LE STORIE DIETRO I NUMERI
Perché il risultato è soltanto l’ultima riga del racconto

L’ultimo capitolo: il giorno dopo

Il quarto posto conquistato dalla Sicilia non è il punto d’arrivo di questa storia. Nell’ultimo capitolo della trilogia di SportWebSicilia dedicata al TDR 2026 (qui il I capitoloqui il II capitolo), Linda Troiano guarda oltre e affida al futuro la vera sfida: credere di più nelle proprie possibilità, trattenere i talenti e trasformare un’impresa in un nuovo punto di partenza

PALERMO – Il Trofeo delle Regioni finisce con una classifica. Le storie, invece, cominciano quasi sempre il giorno dopo. Quando si torna in palestra. Quando l’entusiasmo lascia spazio al lavoro. Quando un risultato smette di essere soltanto un’emozione e diventa una responsabilità.

È lì che Linda Troiano porta il suo racconto. Non parla più della partita contro il Lazio o del quarto posto. Parla di quello che la Sicilia dovrà essere da domani.

Linda Troiano

Forse abbiamo bisogno di crederci di più

C’è una frase che Linda pronuncia quasi sottovoce. Eppure è quella che, probabilmente, racconta meglio il significato di questa settimana.

Forse abbiamo bisogno di crederci di più. Magari non si pensa di poter arrivare a certi livelli. Io invece sono convinta e sicura che, continuando a lavorare così, possiamo raggiungere certi risultati ed arrivare a un punto in cui le ragazze, invece di andare fuori a cercare il successo e la propria carriera, possano rimanere in Sicilia e far salire il livello siciliano“.

Per anni il volley siciliano ha guardato le grandi regioni come un traguardo da inseguire.

Oggi questo quarto posto suggerisce qualcosa di diverso. Che quella distanza può essere colmata. E che, forse, il cambiamento più importante è quello che avviene nella testa di un movimento.

Sicilia

Restare

Tra tutte le risposte dell’intervista ce n’è una che racconta meglio di qualsiasi altra il futuro.

Linda non parla di vincere. Parla di restare.

Dobbiamo provare a spingere queste ragazze a rimanere sul territorio. Questo sta alle società: continuare a investire sui giovani e offrire loro quello che poi vanno a cercare al Nord o in società più blasonate. Sono convinta che si possa fare anche qui in Sicilia e che tante società siano già organizzate in questa direzione“.

È forse questa la vera eredità del Trofeo delle Regioni. Fare in modo che il risultato conquistato a Catania non resti un episodio. Ma diventi una possibilità.

Per le ragazze. Per gli allenatori. Per le società. Per tutto il movimento.

Sicilia

Il talento va aspettato

Linda torna spesso su un concetto: la crescita. Quella dell’intera pallavolo siciliana.

Il messaggio è che dobbiamo continuare a far crescere questo movimento senza tralasciare quelli che sono i talenti. Molto spesso si ricerca il risultato, a scapito magari di qualche atleta che fisicamente potrebbe puntare all’alto livello. Oggi, grazie al lavoro fatto sul territorio, abbiamo imparato a guardare anche quelle ragazze. È questo che fa crescere tutta la Regione“.

Sono parole che spiegano perché il futuro si costruisce ben prima di vincere.

Perché un movimento cresce quando riesce a riconoscere il talento. E ha la pazienza di aspettarlo.

Sicilia

Restare affamati

L’ultima domanda riguarda Linda: “Che cosa ti lascia questa esperienza?”

La risposta sorprende. Perché parla del giorno dopo.

Queste sono esperienze che devono farti pensare sempre più in grande. Ti devono riportare in palestra non sazio per quello che hai fatto, ma sempre affamato. Affamato di imparare dalle atlete, dalle squadre che incontri e dagli allenatori che incontri, per cercare di fare sempre meglio“.

“Affamato”.

È probabilmente la parola che meglio sintetizza tutto il percorso. Perché il rischio più grande, dopo un’impresa, è sentirsi arrivati. Il compito più difficile è avere ancora voglia di costruire.

L’ultima storia dietro i numeri

Nel primo capitolo abbiamo raccontato come un quarto posto abbia cambiato la prospettiva del volley siciliano.

Nel secondo siamo entrati nel cuore umano di quell’impresa.

Oggi resta una scelta: continuare.

Un giorno, forse tra cento anni o forse molto prima, sarà la storia dello sport a spiegare perché quel quarto posto è stato possibile.

Forse racconterà di una bambina che avrà iniziato a giocare dopo aver visto questa Sicilia.

Di un’allenatrice che avrà deciso di credere un po’ di più in una ragazza ancora acerba.

O forse, semplicemente, parlerà di una giovane pallavolista che, arrivato il momento di scegliere, avrà deciso di restare.

Perché le storie continuano ogni volta che qualcuno sceglie di costruirne una nuova.

Sicilia