Avellino-Palermo 1-1, nel finale gli attacchi irpini trovano un super Fortin
Calcio13 Settembre 2026 - 19:32
Il Palermo rallenta per la prima volta in campionato ma esce indenne dal Partenio. Dopo le tre vittorie consecutive nelle prime tre giornate, la squadra di Filippo Inzaghi pareggia 1-1 contro l’Avellino di Alessandro Nesta e sale a quota 10 punti in classifica. Un punto che, soprattutto per quanto accaduto nel finale, porta indelebilmente la firma di Fortin, protagonista di una prestazione decisiva e autore di una serie di interventi che hanno impedito ai padroni di casa di completare il sorpasso.
Un punto che può star bene ai rosa
Dopo un primo tempo nel quale il Palermo si era fatto preferire soprattutto nella fase iniziale, l’Avellino è cresciuto progressivamente e nella ripresa è riuscito a passare in vantaggio al 60’ con Cheddira, appena entrato. Immediata la risposta rosanero: tre minuti più tardi Johnsen, anche lui subentrato dalla panchina, ha trovato l’1-1 con una splendida conclusione sotto l’incrocio.
Nel finale, però, è stato l’Avellino ad avere le occasioni più importanti per conquistare i tre punti. Qui è salito definitivamente in cattedra Fortin, decisivo prima su Cheddira e poi su Biasci. Il Palermo porta così a casa un punto prezioso e conserva l’imbattibilità dopo quattro giornate.
L’ANALISI DELLA GARA
Il Palermo parte con personalità. Inzaghi sceglie il 4-3-3 con Vavassori, Pohjanpalo e Gyasi nel tridente e sin dai primi minuti i rosanero prendono in mano il possesso del pallone. L’Avellino di Nesta risponde con un 3-5-2 molto compatto, cercando di restringere gli spazi e affidandosi alle ripartenze.
La squadra siciliana riesce inizialmente a trovare soprattutto le corsie laterali. Augello spinge sulla sinistra e Vavassori è particolarmente vivace. Proprio il giovane attaccante costruisce al 4’ la prima grande occasione della partita, ma Martinelli gli nega il vantaggio.
Con il trascorrere dei minuti, tuttavia, l’Avellino riesce a prendere le misure agli avversari. La pressione del Palermo perde progressivamente intensità e i campani cominciano ad affacciarsi con maggiore continuità dalle parti di Fortin. La grande occasione arriva al 38’: Pandolfi stacca di testa e costringe il portiere rosanero alla prima grande parata del suo pomeriggio.
Nella ripresa l’equilibrio rimane sostanzialmente invariato fino alle mosse delle due panchine. Ed è proprio dai cambi che nasce la svolta.
Nesta inserisce Cheddira al 57’ e appena tre minuti più tardi l’attaccante lo ripaga portando l’Avellino in vantaggio. Inzaghi aveva contemporaneamente mandato in campo Johnsen ed Estevez e anche la risposta del tecnico rosanero produce immediatamente i suoi effetti: Johnsen pareggia al 63’.
Da quel momento il Palermo sembra poter ribaltare la partita. Estevez sfiora l’incrocio dalla distanza, Gabrielloni dà nuova energia all’attacco e Antonio Palumbo ha una buona possibilità dal limite.
Negli ultimi minuti, però, cambia nuovamente tutto. L’Avellino aumenta la pressione mentre il Palermo arretra e appare in affanno. È in questa fase che Fortin diventa il protagonista assoluto: Cheddira e Biasci hanno sui piedi le occasioni per il 2-1, ma il portiere rosanero chiude la porta.
Il pareggio può dunque essere letto in due modi. Il Palermo conferma carattere e capacità di reagire immediatamente allo svantaggio, mantenendo l’imbattibilità e portando a quattro la serie di risultati utili consecutivi. Allo stesso tempo, il finale rappresenta un campanello d’allarme: l’Avellino ha avuto le occasioni più clamorose per vincere e senza un Fortin in giornata straordinaria il risultato avrebbe potuto essere differente.
LA CRONACA
Il Palermo prova immediatamente a prendere il controllo della gara attraverso il possesso. Al 3’ Ranocchia tenta la conclusione dalla distanza, trovando la schiena di un avversario.
Un minuto più tardi arriva la prima vera occasione: Augello mette al centro un ottimo pallone per Gyasi, che protegge la sfera e favorisce l’inserimento di Vavassori. Il giovane rosanero conclude da distanza ravvicinata, ma Martinelli è reattivo e respinge lateralmente.
Al 10’ arriva anche il primo calcio d’angolo della partita per il Palermo, senza conseguenze.
Al 16’ Nesta è costretto al primo cambio: Cancellotti accusa un problema muscolare al polpaccio sinistro e lascia il posto a Missori.
L’Avellino comincia lentamente a guadagnare metri. Al 18’ Pandolfi cerca di rendersi pericoloso, ma Bani e Augello chiudono bene. Al 22’ è nuovamente il Palermo ad attaccare: Palumbo verticalizza per Vavassori, anticipato per pochi centimetri dall’uscita tempestiva di Martinelli.
Al 23’ Di Maggio mette invece un pallone basso e insidioso nel cuore dell’area rosanero, ma Bani legge perfettamente la situazione e allontana.
Dopo il cooling break, l’Avellino cresce. Al 28’ Missori trova spazio per il cross, sul quale Barba interviene con il tacco. Al 32’ Besaggio vince un paio di contrasti e prova a servire un compagno anziché concludere: Barba chiude e concede l’angolo.
Al 35’ arriva il primo cartellino della partita: Bani entra su Russo e Doveri ammonisce il capitano del Palermo.
Tre minuti più tardi l’occasione più importante dell’Avellino. Pandolfi colpisce di testa e trova uno straordinario Fortin, che vola e salva il risultato.
Al 41’ Ranocchia prova a rispondere caricando il sinistro dalla lunga distanza, ma il pallone termina sopra la traversa. Dopo quattro minuti di recupero, il primo tempo termina sullo 0-0.
LA RIPRESA
Le squadre tornano in campo senza cambi. L’equilibrio prosegue e Pohjanpalo continua a trovare pochi spazi contro la retroguardia di Nesta.
Al 56’ Missori interviene duramente su Barba e viene ammonito. Un minuto più tardi Nesta cambia l’attacco: fuori Pandolfi, dentro Cheddira.
Al 59’ arriva la doppia risposta di Inzaghi: Johnsen prende il posto di Gyasi ed Estevez quello di Segre.
Passa appena un minuto e l’Avellino sblocca la partita. Barba commette un errore, Russo ne approfitta e serve all’indietro Cheddira. L’attaccante controlla la situazione e con un preciso piazzato batte Fortin: 1-0 Avellino al 60’.
Il Palermo, però, reagisce immediatamente.
Al 63’ Pohjanpalo si trasforma in uomo-assist e serve Johnsen. Il norvegese lascia partire un gran destro che si infila sotto l’incrocio dei pali, imprendibile per Martinelli. 1-1 e tutto nuovamente in equilibrio.
Al 67’ il Palermo sfiora addirittura il sorpasso: Estevez calcia dai 25 metri e manda il pallone non lontano dall’incrocio.
Dopo il secondo cooling break, Inzaghi cambia ancora. Gomes rileva Ranocchia e Gabrielloni prende il posto di Pohjanpalo.
All’81’ il Palermo costruisce una pericolosa ripartenza quattro contro tre, ma Izzo effettua un recupero provvidenziale e impedisce a Gabrielloni di completare l’azione. Due minuti dopo Antonio Palumbo ha una buona opportunità dal limite, ma strozza troppo il sinistro.
All’84’ Venturi entra in ritardo su Gabrielloni e viene ammonito.
Nesta utilizza quindi tutti i cambi a disposizione: Sounas per Di Maggio, Sala per Moruzzi e Biasci per Russo. All’88’ Inzaghi completa a sua volta le sostituzioni inserendo Pierozzi per Cassandro.
Sono quattro i minuti di recupero e proprio qui l’Avellino va vicinissimo alla vittoria.
Cheddira riceve il pallone da distanza ravvicinata e calcia di prima intenzione: Fortin compie un intervento prodigioso e salva il Palermo. L’azione prosegue e anche Biasci cerca la porta, trovando ancora il portiere rosanero.
Non è finita. Praticamente all’ultima azione Biasci sembra poter trovare il gol del 2-1, ma Fortin esce con coraggio e neutralizza ancora una volta il pericolo.
È l’ultima emozione della partita. Doveri fischia la fine: Avellino-Palermo 1-1.
Il Palermo esce dal Partenio con un punto e con una certezza: senza le parate di Fortin, soprattutto nel convulso finale, la prima sconfitta stagionale sarebbe stata molto più di un rischio.
IL TABELLINO
AVELLINO-PALERMO 1-1
AVELLINO (3-5-2): Martinelli; Izzo, Venturi, Enrici; Cancellotti (16’ p.t. Missori), Di Maggio (41’ s.t. Sounas), Palumbo, Besaggio, Moruzzi (41’ s.t. Sala); Russo (42’ s.t. Biasci), Pandolfi (12’ s.t. Cheddira).
A disposizione: Iannarilli, Di Bitonto, Palmiero, Faticanti, Berenbruch, Adamo, Di Paolo.
Allenatore: Nesta.
PALERMO (4-3-3): Fortin; Cassandro (43’ s.t. Pierozzi), Barba, Bani, Augello; Palumbo, Ranocchia (31’ s.t. Gomes), Segre (14’ s.t. Estevez); Vavassori, Pohjanpalo (32’ s.t. Gabrielloni), Gyasi (14’ s.t. Johnsen).
A disposizione: Nespola, Balaguss, Ceccaroni, Bozzolan, Magnani.
Allenatore: Inzaghi.
Arbitro: Doveri.
Reti: 15’ s.t. Cheddira (A), 18’ s.t. Johnsen (P).
Ammoniti: 35’ p.t. Bani (P), 11’ s.t. Missori (A), 39’ s.t. Venturi (A).
SERIE B – I RISULTATI DELLA 4ª GIORNATA
Empoli-Arezzo 0-1
Benevento-Hellas Verona 3-1
Pisa-Virtus Entella 1-4
L.R. Vicenza-Juve Stabia 1-1
Padova-Ascoli 1-0
Südtirol-Modena 1-1
Catanzaro-Carrarese 1-0
Cesena-Cremonese 2-2
Avellino-Palermo 1-1
Mantova-Sampdoria 2-0
CLASSIFICA DI SERIE B DOPO LA 4ª GIORNATA
Palermo 10
Mantova 10
Südtirol 8
Modena 7
Ascoli 7
Padova 7
Avellino 7
Pisa 6
Empoli 6
Arezzo 6
Cesena 6
L.R. Vicenza 5
Benevento 4
Virtus Entella 4
Cremonese 4
Hellas Verona 4
Catanzaro 3
Juve Stabia 2
Carrarese 1
Sampdoria 1
Il Palermo perde dunque il primato solitario ma resta in testa al campionato: dopo il percorso perfetto delle prime tre giornate, i rosanero salgono a 10 punti, raggiunti dal Mantova. L’Avellino sale invece a quota 7.
Per Inzaghi arriva il primo pareggio stagionale e, soprattutto, una partita dalla quale trarre indicazioni importanti. Il Palermo ha dimostrato ancora una volta di saper reagire alle difficoltà, ma il Partenio lascia anche l’immagine di un finale sofferto nel quale soltanto un Fortin in versione super ha impedito all’Avellino di prendersi l’intera posta in palio.