Stessa Strada, Quattroruote, FCI e Škoda insieme per la sicurezza stradale

di Redazione

Auto e biciclette condividono quotidianamente lo stesso asfalto, ma troppo spesso lo osservano da due prospettive diametralmente opposte. Muove da questa fondamentale consapevolezza Stessa Strada, il nuovo progetto promosso da Quattroruote, Federazione Ciclistica Italiana e Škoda Italia, pensato per promuovere la sicurezza e la convivenza virtuosa tra automobilisti e ciclisti. L’iniziativa è stata presentata ufficialmente alla stampa e agli stakeholder presso l’Automotive Safety Center di Vairano, a Vidigulfo (Pavia), con la partecipazione attiva di ACI e Polizia di Stato.

I dati drammatici e i risultati della survey su oltre 4 mila utenti

Il punto di partenza del progetto è legato ai numeri del più recente rapporto ACI-Istat: se nel 2025 le vittime complessive sulle strade italiane sono scese a 2.868 (-5,3% rispetto al 2024), per quanto riguarda i ciclisti si registra una drammatica inversione di tendenza con 228 morti, segnando un incremento del 23,2% in un anno (con ben 30 decessi su bici elettrica, in aumento del 50%).

L’iniziativa prende il via da un sondaggio condotto congiuntamente da Quattroruote e dalla Federazione Ciclistica Italiana su un panel di oltre 4 mila rispondenti. Il campione analizzato evidenzia come quasi un intervistato su due (48%) utilizzi abitualmente sia la macchina sia le due ruote.

Dall’indagine emerge un giudizio severo sullo stato della rete viaria nazionale: la sicurezza percepita si attesta appena su una media di 3,5 su 10, con oltre la metà del campione (53,9%) che assegna un voto insufficiente compreso tra 0 e 3. Evidente è anche il divario nella percezione del pericolo: i ciclisti misurano il proprio livello di rischio a 8,4, a fronte del 5,4 indicato da chi guida l’auto.

Differenti compaiono anche le cause individuate dalle due categorie. Chi guida accusa principalmente le infrazioni commesse da chi pedala, quali il passaggio con il semaforo rosso o la marcia contromano (86,3%), oltre allo stile di marcia come il procedere affiancati o al centro della carreggiata (63,1%). Chi pedala, di contro, segnala come rischi primari la distrazione da smartphone alla guida (73,9%) e la mancata precedenza (72,4%).

Sul fronte delle soluzioni si registra invece una netta convergenza: la misura considerata più efficace è una maggiore educazione stradale per tutti, indicata dal 64,6% degli intervistati (dato che unisce il 62,9% dei ciclisti e il 67,5% degli automobilisti). Seguono la richiesta di infrastrutture e piste ciclabili separate e ben progettate (45,1%) e l’aumento dei controlli con sanzioni da parte delle forze dell’ordine (42,2%). Infine, il 68,2% ritiene la convivenza tra auto e bici assolutamente possibile, individuando nel rispetto reciproco (53,8%) il valore guida fondamentale.

Un tavolo tecnico verso il 2027 e le voci dei promotori

A partire da questi dati, “Stessa Strada” apre un tavolo tecnico di confronto che coinvolgerà costruttori, mondo del ciclismo, organi d’informazione, enti locali e forze dell’ordine. L’obiettivo fissato per il 2027 è la redazione di un manifesto programmatico con proposte concrete da sottoporre alle istituzioni.

Il direttore di Quattroruote, Alessandro Lago, ha sottolineato la necessità di superare le contrapposizioni sterili: “Il confronto tra automobilisti e ciclisti ha preso la piega di uno scontro identitario: ci si schiera e si cerca un colpevole dall’altra parte. Ma le contrapposizioni non hanno mai reso più sicuro un incrocio né salvato un ciclista, e intanto le vittime tra chi pedala sono cresciute. Come media sentiamo la responsabilità di non alimentare le tifoserie, e la nostra indagine indica che la convivenza è possibile perché chi guida e chi pedala segnala la stessa esigenza: più educazione stradale per tutti. Con Stessa Strada vogliamo avviare un percorso per trovare soluzioni concrete e condivise”.

Sulla stessa linea il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Cordiano Dagnoni: “La sicurezza stradale è una responsabilità condivisa e non può essere affrontata contrapponendo automobilisti e ciclisti. Il rispetto delle regole, l’attenzione e l’educazione sono fondamentali per costruire una convivenza più sicura. Come Federazione Ciclistica Italiana, crediamo nell’importanza di promuovere una cultura della sicurezza che coinvolga tutti gli utenti della strada. Il progetto Stessa Strada rappresenta un’opportunità concreta per superare le contrapposizioni, favorire il dialogo e individuare soluzioni condivise, con l’obiettivo di tutelare chi pedala e rendere le nostre strade più sicure per tutti”.

L’impegno del settore automotive è stato ribadito da Andrea Calcagni, Direttore di Škoda Italia: “Per Škoda la sicurezza è imprescindibile nella progettazione delle automobili. I sistemi di assistenza attiva alla guida, di serie su tutta la gamma, contribuiscono a proteggere gli utenti più vulnerabili, senza sostituire la responsabilità e l’educazione di chi si muove su due o quattro ruote. Favorire la diffusione di vetture dotate di questi sistemi può produrre ricadute immediate e positive sulla sicurezza di automobilisti, pedoni e ciclisti”.

A testimoniare il valore formativo dell’iniziativa sono intervenute anche le istituzioni. Il Primo Dirigente della Polizia di Stato Federica Deledda, Dirigente della Sezione Polizia Stradale di Milano, ha affermato: “La Polizia di Stato aderisce con entusiasmo al progetto Stessa Strada portando il proprio contributo di esperienza e professionalità nell’attività di controllo, di prevenzione e di promozione della cultura della sicurezza stradale che metta al centro le persone. Ciascuno deve inserirsi nel sistema della mobilità con rispetto e senso di responsabilità sforzandosi di ampliare il proprio punto di vista. Le tecnologie ci aiutano a prevenire ed arginare gli errori umani ma incidere sulle azioni e i comportamenti rimane cruciale per garantire la sicurezza di tutti gli utenti”.

Ha infine preso la parola il Presidente di Automobile Club d’Italia – ACI, Geronimo La Russa: “Il rispetto reciproco tra tutti gli utenti della strada e la più rigorosa osservanza delle regole di circolazione sono elementi imprescindibili per una mobilità responsabile e consapevole. ACI aderisce con convinzione all’iniziativa “Stessa Strada”, che ha un’elevata forza educativa e formativa grazie all’azione sinergica di importanti stakeholder pubblici e privati. Automobilisti e ciclisti non sono antagonisti, ma co-utilizzatori dello stesso ambiente stradale, da condividere con rispetto ed armonia. Non a caso #rispettiamoci è stata una campagna di sensibilizzazione diffusa con successo dall’Automobile Club d’Italia in occasione di diverse edizioni del Giro d’Italia. La mortalità stradale è in diminuzione e per la prima volta nel Paese si contano meno di 3.000 decessi per incidenti: ciò dimostra che la mobilità davvero sicura è un obiettivo raggiungibile con l’impegno assiduo di tutti”.

I test in pista a Vairano e la presenza dei campioni del ciclismo con Filippo Ganna

La giornata di presentazione si è conclusa direttamente sul tracciato dell’Automotive Safety Center con due momenti operativi. Da un lato la Škoda Safety Experience, dedicata alle dimostrazioni pratiche dei sistemi di assistenza alla guida (ADAS) e delle tecnologie di sicurezza attiva del marchio. Dall’altro la Škoda Bike Challenge, prima competizione di ciclismo endurance a squadre disputata sulla pista di Vairano, durante la quale auto e biciclette hanno condiviso fisicamente la sede stradale.

All’appuntamento ha preso parte anche il campione del mondo Filippo Ganna, reduce dal successo nell’oro della Mixed Team Relay ai Mondiali su strada di Montréal e dal bronzo ai Mondiali su pista di Shanghai. Ganna ha voluto portare la propria testimonianza diretta sull’importanza della tutela dei ciclisti, affiancato dall’azzurro Matteo Sobrero. Insieme a loro sono intervenuti gli atleti di ciclocross e mountain bike Claudia Peretti, Carlotta Borello e Stefano Goria, oltre a Mirko Celestino, Commissario tecnico della Nazionale italiana di mountain bike ed ex professionista su strada, a testimonianza di come l’esigenza di protezione sia un tema sentito trasversalmente dall’intero movimento ciclistico.