Nelle ultime ore, Stromboli ha regalato uno spettacolo mozzafiato, con una colata lavica che ha solcato la Sciara del Fuoco fino a tuffarsi nelle acque del Tirreno.
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Il risveglio del gigante e la tracimazione lavica
Tutto ha avuto inizio nel pomeriggio del 4 maggio, quando la rete di sorveglianza ha rilevato una vivace attività di spattering (emissione di brandelli di lava) concentrata nell’area craterica Nord. Tale fenomeno ha alimentato, con intensità variabile, un’attività effusiva originata da una vera tracimazione lavica. A differenza delle eruzioni esplosive classiche, in questo caso il magma ha letteralmente traboccato dai bordi del cratere, incanalandosi lungo il ripido pendio naturale della Sciara.
L’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza evidenzia come la lava sia avanzata inesorabile, raggiungendo la linea di costa intorno all’una di notte tra il 4 e il 5 maggio. Il contatto tra la roccia fusa a oltre mille gradi e l’acqua marina ha generato spettacolari colonne di vapore e boati sordi, visibili e udibili anche dalle imbarcazioni in transito.
I dati tecnici: tra tremore e stabilità sismica
Nonostante la spettacolarità dell’evento, gli esperti invitano alla calma, inquadrando il fenomeno nella consueta “vitalità” del vulcano. Secondo il bollettino giornaliero dell’INGV, «dall’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, continua l’attività effusiva dall’area craterica nord. Il fronte più avanzato della colata lavica si attesta, come nel settore medio della Sciara del Fuoco. E l’attività è accompagnata dal rotolamento di blocchi caldi che raggiungono la linea di costa».
Dal punto di vista sismico, gli strumenti indicano un’elevata energia in gioco: l’ampiezza media del tremore vulcanico rimane stabilmente su livelli alti, sebbene nelle ultime ore si sia registrata una lieve fluttuazione verso valori medi. Gli scienziati precisano che «dal punto di vista sismico l’ampiezza media del tremore vulcanico non ha mostrato variazioni significative, mantenendosi nell’intervallo dei valori medi. Si osserva un decremento nel tasso di occorrenza e nell’ampiezza degli explosion quakes. La rete Gnss non mostra allo stato attuale variazioni significative».
Turisti e residenti: il fascino del “faro del Mediterraneo”
L’eruzione ha attirato a Stromboli centinaia di appassionati e turisti, molti dei quali stranieri, che hanno affollato i punti panoramici dell’isola. Le escursioni guidate verso le quote di sicurezza hanno registrato il tutto esaurito, permettendo agli osservatori di ammirare da vicino i lanci di materiale incandescente
Il quadro complessivo, tuttavia, rientra nella normale dinamica del vulcano eoliano. Non si registrano segnali di un’escalation improvvisa o pericoli immediati per i centri abitati, ma il monitoraggio resta costante. La natura persistente di questa attività conferma lo Stromboli come uno dei laboratori a cielo aperto più affascinanti per la vulcanologia mondiale.