LA SICLIA CHE CAMBIA NEL NOME DI FALCONE E BORSELLINO

Sono passati 34 anni dalla strage nella quale vennero uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. 56 giorni dopo venne ucciso Paolo Borsellino con gli uomini della scorta. La mafia che li uccise sbagliò i conti. Quelle morti determinarono una reazione civile e politica enorme. La Sicilia è molto cambiata da allora anche se moltissimi restano i problemi. La mafia è molto più debole. Importante è l’unità di tutti coloro che la combattono evitando speculazioni politiche e derive parolaie.
LIBERI DI SCEGLIERE. L’ANTIMAFIA CONCRETA

Presentato ieri a Palermo in un incontro della Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli alla presenza di Chiara Colosimo, presidente della Commissione nazionale Antimafia, il disegno di legge bipartisan “Liberi di scegliere” in calendario alla Camera la prossima settimana. Una legge per dare una via d’uscita ai figli e alle mogli di esponenti mafiosi che vogliono allontanarsi dalla mafia e garantire tutele e reinserimento sociale per chi sceglie di tagliare i legami con la criminalità mafiosa offrendo protezione, sostegno e un futuro diverso ai minori cresciuti in quei contesti criminali.
PALERMO ZEN, COLPI DI PISTOLA CONTRO LE ASSOCIAZIONI

Ancora colpi di pistola allo Zen di Palermo. Questa volta obiettivo sono state le finestre della sede condivisa delle associazioni Handala e Albero della Vita che svolgono attività sociali e di volontariato all’interno del quartiere. I responsabili delle associazioni tendono a non sopravvalutare l’accaduto non avendo mai ricevuto intimidazioni e ritengono che probabilmente si tratta semplicemente di una bravata che testimonia però il facile accesso alle armi. L’episodio, sul quale indagano le forze dell’ordine, alimenta il forte clima di preoccupazione esistente nel quartiere.
SILENZIO ELETTORALE. SI VOTA IN 71 COMUNI

Oggi giornata di silenzio dopo che ieri si sono chiusi i comizi elettorali nei settantuno comuni siciliani che domenica (dalle 7 alle 23) e lunedì (dalle 7 alle 15) eleggeranno sindaci e consigli comunali. 54 comuni andranno al voto con il sistema maggioritario e 17 con il sistema proporzionale. Si vota in tre capoluoghi di provincia, Messina, Enna e Agrigento. L’eventuale turno di ballottaggio si terrà il 7 e l’8 giugno. Molte le divisioni nei due poli, ma la spaccatura più eclatante, e che potrebbe determinare effetti a livello regionale, è quella del centrodestra ad Agrigento.
LA VARDERA MINACCIA SCHIFANI

Un episodio francamente demoralizzante ha avuto per protagonista il solito La Vardera. In una conferenza stampa, tenuta ieri a Palermo sulla vicenda della spiaggia di Mondello, La Vardera ha attaccato il Presidente della Regione sostenendo di avere la prova che Schifani voleva che la spiaggia fosse riconsegnata alla società alla quale il governo regionale l’aveva tolta e alla quale il CGA l’aveva poi riassegnata. La Vardera ha intimato a Schifani di optare per la spiaggia libera o pubblicherà la prova. Non sappiamo se si tratta di minaccia o millanteria. In ogni caso ci sembra molto triste.
LANDINI E IL RAZZISMO INCONSAPEVOLE

Il segretario generale della Cgil, ormai diventato il sindacato dell’estrema sinistra, nell’ennesimo intervento contro il Ponte sullo Stretto, ha dichiarato che l’unica cosa che questo unirà saranno le mafie se lo attraverseranno. È indiscutibilmente un’affermazione razzista (anche se certamente inconsapevole) nei confronti del Sud e incurante delle esigenze di mobilità dei siciliani che evidentemente Landini ritiene siano tutti mafiosi. Quando però le infrastrutture devono essere realizzate al Nord, Landini è sempre favorevole.