Giro 26, tris di Vingegaard sul traguardo alpino di Pila e conquista la maglia rosa. Piganzoli eroico, Gall secondo. Arensman in ritardo

di Valentino Sucato

Vingegaard domina la tappa alpina con arrivo a Pila, Pellizzari resiste e rilancia la corsa al podio.

La montagna incorona ancora una volta Jonas Vingegaard. Sul traguardo di Pila il danese della Visma | Lease a Bike firma una vittoria di tappa prestigiosa in questo Giro d’Italia 2026, imponendosi con una superiorità impressionante e consolidando il proprio dominio in classifica generale. Dopo Blockhaus e Corno alle Scale,  Vingegaard vince anche a Pila. Ma dietro al fuoriclasse danese la notizia più importante per il ciclismo italiano arriva dalla straordinaria reazione di Giulio Pellizzari: il marchigiano della Red Bull–BORA–hansgrohe, dato in difficoltà dopo i problemi fisici degli ultimi giorni, stringe i denti, limita i danni e resta pienamente in corsa per il podio finale.

Visma perfetta, Gall c’è

La tappa alpina valdostana, con oltre 4200 metri di dislivello e l’ascesa conclusiva verso Pila, ha offerto spettacolo sin dalle prime rampe. La Visma ha corso con autorità assoluta, controllando ogni tentativo di fuga e preparando l’affondo finale del proprio leader. Vingegaard ha poi fatto il vuoto negli ultimi cinque chilometri, quando la strada ha iniziato a impennarsi stabilmente sopra il 7-8%. Alle sue spalle Felix Gall si conferma il più brillante degli uomini di classifica, mentre Jai Hindley consolida la propria posizione nelle zone alte della graduatoria. Pellizzari, invece, vive una giornata di sofferenza e orgoglio: staccato nel momento decisivo, riesce a reagire con carattere, rientrando sui rivali diretti e chiudendo con un distacco contenuto che gli permette di rimanere sesto nella generale, a poco più di un minuto dal podio.Cronaca della corsa.

La corsa

La tappa si accende immediatamente dopo il via ufficiale. Sulla salita del Saint-Barthélémy nasce una maxi fuga con uomini di qualità come Giulio Ciccone, Enric Mas, Einer Rubio, Aleksandr Vlasov, Jan Hirt e Igor Arrieta.

La Visma, però, non concede troppo margine: il vantaggio dei battistrada oscilla costantemente tra i due e i quattro minuti.

Nel corso della giornata Ciccone si mette particolarmente in evidenza, transitando per primo su diversi GPM e provando più volte a scremare il gruppo di testa. Sul Lin Noir e successivamente sul Verrogne la selezione naturale riduce progressivamente il numero degli attaccanti, ma il gruppo maglia rosa resta sempre relativamente vicino grazie al lavoro metodico della Visma.

La situazione cambia definitivamente ai piedi della salita finale verso Pila. I fuggitivi iniziano rapidamente a perdere terreno mentre nel gruppo dei big aumenta il ritmo imposto da Tim Rex, Bart Lemmen e soprattutto Sepp Kuss.

È qui che emergono i primi segnali di difficoltà per Afonso Eulálio, fino a quel momento sorprendente secondo della generale.A circa 5 chilometri dall’arrivo arriva la rasoiata decisiva di Vingegaard.

Il danese si alza sui pedali e nessuno riesce a seguirlo. Felix Gall prova a limitare il distacco, mentre Piganzoli impressiona inizialmente rimanendo con l’austriaco. Dietro, invece, Pellizzari vive il momento più duro: perde qualche metro quando Hindley e Arensman accelerano, dando l’impressione di poter crollare definitivamente.Ed è qui che emerge il carattere del giovane italiano. Pellizzari reagisce con forza, rientra su Hindley e Arensman e addirittura rilancia l’azione andando a riprendere Piganzoli.

Una dimostrazione di grande tenuta mentale e agonistica dopo i problemi intestinali che lo avevano debilitato nei giorni precedenti.Davanti, però, non c’è storia. Vingegaard gestisce gli ultimi chilometri con apparente facilità e taglia il traguardo in solitaria in 3h53’01”. Gall chiude secondo a 49”, Hindley terzo a 58”. Piganzoli e Pellizzari arrivano insieme a 1’03”, mentre Arensman paga 1’23”.Più pesante il ritardo di Eulálio, che conclude a 2’48”, salvando comunque una posizione di prestigio nella generale.

Ordine d’arrivo della tappa

1 VINGEGAARD Jonas Team Visma | Lease a Bike 3:53:01

2 GALL Felix Decathlon CMA CGM Team 0:49

3 HINDLEY Jai Red Bull – BORA – hansgrohe 0:58

4 PIGANZOLI Davide Team Visma | Lease a Bike 1:03

5 PELLIZZARI Giulio Red Bull – BORA – hansgrohe 1:03

6 ARENSMAN Thymen Netcompany INEOS 1:23

7 STORER Michael Tudor Pro Cycling Team 1:35

8 POELS Wout Unibet Rose Rockets 2:08

9 HIRT Jan NSN Cycling Team 2:08

10 BERNAL Egan Netcompany INEOS 2:08

La classifica generale

1 VINGEGAARD Jonas Team Visma | Lease a Bike 56:08:41

2 EULÁLIO Afonso Bahrain – Victorious 2:26

3 GALL Felix Decathlon CMA CGM Team 2:50

4 ARENSMAN Thymen Netcompany INEOS 3:03

5 HINDLEY Jai Red Bull – BORA – hansgrohe 3:43

6 PELLIZZARI Giulio Red Bull – BORA – hansgrohe 4:22

7 STORER Michael Tudor Pro Cycling Team 4:46

8 O’CONNOR Ben Team Jayco AlUla 5:22

9 GEE-WEST Derek Lidl – Trek 5:41

10 PIGANZOLI Davide Team Visma | Lease a Bike 6:13

11 RONDEL Mathys Tudor Pro Cycling Team 6:58

12 BERNAL Egan Netcompany INEOS 7:30

La generale ora parla chiarissimo: Jonas Vingegaard è il padrone assoluto del Giro d’Italia 2026. Il danese guida con 2’26” su Afonso Eulálio e 2’50” su Felix Gall, margini già importanti considerando la superiorità mostrata in salita.

La lotta più interessante, però, riguarda il podio. Gall appare il più brillante alle spalle del leader e sembra avere ancora margini per attaccare il secondo posto di Eulálio, apparso oggi per la prima volta realmente vulnerabile.Anche Thymen Arensman resta pienamente in corsa, pur pagando qualcosa nel finale di Pila.

L’olandese continua a mostrare solidità e può ancora sfruttare le tappe alpine dell’ultima settimana.Grande attenzione poi alla situazione interna della Red Bull–BORA–hansgrohe. Jai Hindley sale quinto a 3’43”, mentre Giulio Pellizzari è sesto a 4’22”.

Il distacco tra i due è ora di appena 39 secondi, e il giovane italiano sembra in netta crescita dopo aver superato il momento più difficile della corsa.La prestazione odierna di Pellizzari vale quasi quanto una vittoria: non tanto per il risultato numerico, quanto per il modo in cui è arrivato. In piena crisi, il marchigiano ha trovato la forza di reagire, dimostrando carattere, lucidità e soprattutto una condizione che potrebbe continuare a migliorare nei prossimi giorni.

Davide Piganzoli conferma il proprio eccellente Giro con il decimo posto in classifica generale a 6’13”, mentre Michael Storer e Ben O’Connor restano stabilmente nelle prime posizioni.Con le grandi montagne ancora da affrontare, il Giro sembra ormai indirizzato verso Vingegaard per la vittoria finale ma la battaglia per il podio e per la top five è più aperta che mai. Pellizzari, oggi, ha mandato un messaggio chiaro: la corsa non è ancora finita.