LA DC SPACCATA E LE DIMISSIONI DI ABBADESSA

Quel che resta della Democrazia Cristiana è profondamente spaccata in due. La maggioranza ha siglato un patto elettorale con la Lega che porterebbe inevitabilmente allo scioglimento del partito. Vi è invece una minoranza che punta al mantenimento del soggetto e ad un patto elettorale da stringere con Cateno De Luca. Intanto si è dimessa e ha lasciato il partito la Presidente regionale Laura Abbadessa. “Devo prendere atto – ha detto – che non vi sono più le condizioni per proseguire questo percorso in coerenza con i principi che hanno sempre guidato il mio impegno”.
IL TERZO MANDATO DEL SINDACO DI SERRADIFALCO

Uno dei motivi più rilevanti di scontro interno al centrodestra riguarda la sindacatura del piccolo comune di Serradifalco. Il sindaco leghista uscente, Leonardo Burgio, in sintonia con la norma nazionale, ma non con quella regionale e utilizzando una sentenza della Corte Costituzionale ha deciso di candidarsi per il terzo mandato. La scelta è stata fortemente contestata da Raffaele Lombardo e GrandeSicilia. A noi sembra una polemica inutile. Burgio ha raggiunto il risultato morale. Adesso venga rimosso e si sposti tutto sul piano strettamente legale. Non si intasi la politica di scontri inutili.
IL GAY PRIDE E LA PRETESA DELLA RAGIONE A PRESCINDERE

Riteniamo l’omofobia un orrore simile al razzismo e crediamo che ogni battaglia per i diritti e per il riconoscimento della propria identità debba prescindere dagli schieramenti politici e trovare il favore di tutti. Per questo, pur ritenendo a volte controproducenti eccessi ed eccentricità, riteniamo il Gay Pride che oggi sfilerà a Palermo un momento utile contro ogni pregiudizio. Ma l’errore opposto degli organizzatori di schierarsi contro una sola parte politica è francamente inaccettabile oltre che dannoso per la stessa causa. Dio ci salvi da chi pensa di avere ragione a prescindere.
NUOVO BLITZ ALLO ZEN

Ieri la polizia ha effettuato un nuovo blitz allo Zen 2 a Palermo. Nell’ambito delle operazioni è stato arrestato un cittadino palermitano finora incensurato, con l’accusa di detenzione di arma clandestina, munizioni e spaccio di sostanze stupefacenti. Nell’abitazione sono stati infatti trovati una pistola e munizioni per pistola e fucile oltre a quattrocento grammi di hashish e 69 dosi della stessa sostanza, già confezionate e pronte per essere immesse sul mercato. La pressione delle forze dell’ordine si fa più forte anche in relazione ai numerosi casi di intimidazione ai commercianti della zona.
QUELLE 4 BARACCHE CHE RESISTONO A MESSINA

Il sub commissario al risanamento delle baraccopoli di Messina è stato costretto a chiedere lo sgombero forzoso per quattro famiglie che pur avendo ottenuto l’assegnazione di nuovi alloggi non hanno ancora lasciato libere le baracche, determinando l’interruzione delle demolizioni e la riqualificazione delle aree. Due delle quattro famiglie continuano ad occupare le baracche pur avendo ricevuto le chiavi dei nuovi appartamenti, una famiglia non ha accettato nessuna delle abitazioni proposte e la quarta baracca è occupata da persone senza diritto. Sgomberi forzosi sacrosanti.
L’ITALIA CON LA MELONI CONTRO I MODI CAFONI DI TRUMP

La dichiarazione di Trump contro la Presidente del Consiglio italiana è sintomo di un imperdonabile atteggiamento cafone del Presidente americano che – come bene ha detto la Meloni – “non ha la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente”. Alla Meloni che ha affermato “Io e l’Italia non imploriamo mai” è arrivata la solidarietà del Presidente Mattarella e di gran parte della politica italiana. I modi e i toni del Presidente Usa fanno pesantemente sospettare sull’equilibrio dello stesso e sulle sue capacità di affrontare crisi difficili come quelle che il mondo sta attualmente vivendo.