Uno di quegli annunci di cui puoi accorgerti solo per caso. Alzi gli occhi per vedere il nome della via al prossimo incrocio e lo sguardo ti cade sul piccolo cartellone pubblicitario della Regione che ovviamente quasi nessuno guarda.
E strabuzzi gli occhi per l’incredibile numero di stranezze insite in un solo tabellone.
Siamo in Viale Libertà a Palermo. Nella città italiana che detiene il record di rifiuti indifferenziati. E il cartello testualmente riporta la frase: “IN SICILIA NON SI PUÒ FARE LA DIFFERENZIATA. E INVECE NO. NELLA PROVINCIA DI TRAPANI LA DIFFERENZIATA È AL 77,03%, OLTRE LA MEDIA NAZIONALE. (REPORT RIFIUTI 2025 DI FEDERCONSUMATORI SICILIA)”.
Sembra uno scherzo o una di quelle vergogne che i bambini imparano all’asilo contro i compagnetti che non riescono a fare qualcosa. Forse la provincia di Trapani vuole fare vergognare i palermitani, sperando che questo determini maggiore senso civico. E invece No.
Il cartellone è realizzato nell’ambito dell’iniziativa “Sicilia che piace” cofinanziata dalla Regione Siciliana”.
E di questi cartelli, simili ma con soggetto diverso, nella sola Palermo ce ne sono a decine.
Non vogliamo neppure chiederci se servano a qualcosa e quanto costano. Qualcuno ci avrà studiato e ne avrà tirato delle conclusioni, se così si può dire, scientifiche.
La cosa più grave di questi cartelli infatti non riguarda l’utilità o il costo.
Se li ingrandite e guardate in basso a destra vi accorgerete che sotto il simbolo della Regione spicca la scritta “REGIONE SICILIA”, un errore davvero imperdonabile.
Anche i bambini sanno che, a differenza di tutte le altre regioni, la nostra non si chiama Regione Sicilia, bensì REGIONE SICILIANA e che la differenza non è formale, ma è un riconoscimento della natura pattizia e costituzionale del nostro Statuto che è nato due anni prima della Costituzione italiana.
Storpiarne il nome è grave, ma ancora più grave è se lo fa un progetto cofinanziato dalla stessa Regione.
E qui le domande invece esigono davvero una risposta.
Chi ha controllato il progetto prima che arrivasse sulle nostre strade? Chi è il responsabile che non se ne è accorto? Quali conseguenze subirà la sua sciatteria? E soprattutto, verranno ritirati i cartelloni sbagliati e si provvederà a non pagare l’importo pattuito a causa del gravissimo errore?