Le voci di imminenti elezioni anticipate in Sicilia vengono spente dai vertici di Fratelli d’Italia a Zafferana Etnea, alle pendici dell’Etna, dove il partito si è riunito per consolidare il proprio radicamento sul territorio attraverso la tre giorni di “Etna Tricolore”. I lavori, iniziati nella giornata di ieri, si concluderanno domenica 28: una kermesse aperta ufficialmente nel segno del tricolore e della linea politica nazionale e siciliana del partito della premier Giorgia Meloni. L’appuntamento si è trasformato sin dalle battute iniziali in un’importante occasione di confronto per definire la strategia del centrodestra nell’isola, rispedendo al mittente le suggestioni di una fine anticipata della legislatura regionale.
Il messaggio principale emerso dal palco catanese punta a garantire stabilità e continuità all’azione del Governo Schifani, allontanando con decisione i rumors su possibili scossoni istituzionali. Ad aprire i lavori è stata Arianna Meloni, capo della segreteria politica nazionale del partito, che ha voluto smorzare le polemiche sollevate nelle ultime settimane sottolineando come la priorità assoluta rimanga il lavoro quotidiano e l’attuazione del programma concordato con i cittadini, liquidando le indiscrezioni sui palazzi palermitani come semplice gossip politico o congetture da retroscena.
La responsabile della segreteria nazionale ha chiarito che la destra di governo preferisce concentrarsi sulla concretezza dei contenuti e sulla realizzazione dei progetti per la Sicilia, rinviando le discussioni sulle alleanze e sui tavoli programmatici al momento opportuno, dato che la coalizione sostiene un presidente legittimamente eletto e attualmente impegnato nel suo mandato.
Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso Luca Sbardella, commissario regionale di Fratelli d’Italia in Sicilia, che ha ribadito con chiarezza che un ricorso anticipato alle urne richiederebbe motivazioni profonde che oggi non trovano alcun riscontro nella realtà politica siciliana. Per il commissario, la strada maestra resta il consolidamento della maggioranza di centrodestra per portare a termine il mandato naturale.
Sbardella ha tuttavia precisato che, qualora in futuro la ricandidatura dell’attuale governatore Renato Schifani venisse posta in discussione dagli alleati, Fratelli d’Italia possiede una classe dirigente pronta e matura, ricca di uomini e donne capaci di scendere in campo per guidare la coalizione verso una nuova vittoria. Nonostante ciò, ha definito prematura ogni discussione sui nomi dei candidati, ricordando che l’esecutivo in carica ha davanti a sé oltre un anno di attività amministrativa focalizzata sui punti programmatici presentati agli elettori.
Il dibattito si è arricchito con il forte intervento di Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le politiche del mare. L’ex governatore ha rivolto un chiaro invito al presidente Renato Schifani, esortandolo a evitare narrazioni che diano l’impressione che la storia del buon governo in Sicilia sia iniziata soltanto nel 2022 con l’insediamento dell’attuale esecutivo.
Il ministro ha ricordato che la politica deve essere intesa come continuità dell’azione amministrativa, e ha rivendicato con fermezza il lavoro svolto dalla sua giunta respingendo l’idea che l’attuale amministrazione abbia ereditato macerie o il deserto.
Questo richiamo al rispetto della memoria storica e del lavoro svolto è stato presentato come un passaggio necessario per preservare e consolidare lo spirito unitario della coalizione, chiedendo al contempo al centrodestra un maggiore rigore e una visione comune che non si limiti alla mera gestione delle scadenze elettorali.
Il Presidente dell’ARS, Gaetano Galvagno, ha poi sollevato la questione del voto segreto sottolineando che senza l’abolizione dello stesso sarà molto difficile approvare riforme come quella degli enti locali.