La giustizia assesta un colpo durissimo a Cosa Nostra nel capoluogo siciliano. Con una sentenza storica emessa al termine del processo celebrato con il rito abbreviato, il Tribunale di Palermo ha inflitto complessivamente oltre 300 anni di carcere ai vertici e agli affiliati del potente mandamento mafioso di Tommaso Natale.
La decisione del giudice per l’udienza preliminare (gup) accoglie quasi per intero l’impianto accusatorio ricostruito dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Palermo. Le indagini, coordinate dalla Procura, avevano precedentemente svelato la capillare mappa del pizzo e del controllo serrato del territorio esercitato dal clan nelle borgate marinare e commerciali di Mondello, Sferracavallo, Partanna e nello stesso quartiere di Tommaso Natale.
Le pene più pesanti sono state comminate ai reggenti e alle figure chiave del mandamento, ritenuti colpevoli di associazione mafiosa, estorsioni sistematiche ai danni di commercianti e imprenditori edili, danneggiamenti e traffico di sostanze stupefacenti.
I numeri del verdetto
- Condanne complessive: Oltre 30 secoli di reclusione cumulati (più di 300 anni di carcere distribuiti tra i vari imputati).
- I reati contestati: Associazione a delinquere di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.), estorsione aggravata dal metodo mafioso, danneggiamento e traffico di droga.
- Parti civili risarcite: Tra i soggetti che riceveranno il risarcimento dei danni figurano il Comune di Palermo e numerose associazioni antiracket come Addiopizzo.
Questo verdetto rappresenta una risposta ferma dello Stato alla riorganizzazione delle famiglie mafiose nell’area nord-occidentale di Palermo. Le intercettazioni raccolte durante le indagini avevano mostrato un clan spietato, pronto a imporre la “tassa di sovranità” a ogni attività commerciale e a gestire in modo monopolistico lo spaccio di stupefacenti per rimpinguare le casse della consorteria.