LOMBARDO CHIAMA A RACCOLTA IL CENTRO

di Umberto Riccobello

Raffaele Lombardo, leader del Movimento per le Autonomie, lancia la sua nuova sfida e muove le pedine sullo scacchiere politico regionale, cogliendo l’occasione di un momento di riorganizzazione interna all’area moderata siciliana. Durante un incontro organizzato nella località marittima di Scoglitti, alla presenza degli esponenti locali del Movimento provenienti dai territori del Nisseno e del Ragusano, l’ex presidente della Regione Siciliana ha messo sul tavolo una proposta strategica che mira a riunire la galassia del centrismo dell’Isola.

L’obiettivo dichiarato punta a federare una costellazione di forze che va dai gruppi cristiano-democratici ai movimenti civici, dai moderati fino alle componenti meridionaliste. La prospettiva non si limita alla preparazione dei prossimi appuntamenti amministrativi della primavera ventura, che vedranno diversi comuni siciliani chiamati alle urne per il rinnovo dei vertici municipali, ma guarda ben oltre, verso le scadenze regionali e le elezioni politiche per il Parlamento nazionale.

La reazione non si è fatta attendere: il coordinatore regionale dell’Udc, Decio Terrana, ha prontamente raccolto l’invito, confermando la totale convergenza sull’opportunità di avviare un tavolo di confronto programmatico. La formazione centrista ha sottolineato come la Sicilia necessiti di una piattaforma politica solida, ancorata ai valori del popolarismo di matrice europea e capace di affrontare in modo strutturato i grandi nodi irrisolti del territorio, dallo sviluppo economico al rafforzamento della sanità pubblica, dalle carenze infrastrutturali fino alle misure a sostegno delle famiglie e del tessuto produttivo locale. L’intenzione condivisa da questa prima alleanza è quella di convocare a breve un grande vertice regionale che possa segnare l’avvio ufficiale di una casa comune dei moderati.

Dietro la manovra tattica, la mossa dell’ex governatore — il cui movimento è già federato con Forza Italia — risponde a precise dinamiche di posizionamento e di equilibrio strategico. Questa iniziativa può infatti essere inquadrata come il tentativo non soltanto di compattare un blocco politico conferendogli maggiore peso contrattuale nei futuri tavoli della coalizione di centrodestra, ma anche di offrire un approdo politico sicuro a quell’elettorato rimasto spaesato dalle recenti vicende giudiziarie che hanno travolto la Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro.

In questa fase di rinnovamento per la componente democristiana, molti militanti ed elettori orfani della Dc non appaiono intenzionati a seguire le opzioni prospettate o caldeggiate dai maggiorenti del partito. Da un lato vi è la diffidenza nell’approdare nell’alveo della Lega di Luca Sammartino; dall’altro appare problematico un posizionamento all’interno della formazione autonomista Sud chiama Nord guidata da Cateno De Luca. La piattaforma autonomista e moderata proposta dal leader di Mpa si candida quindi quale polo identitario capace di raccogliere le istanze dei moderati senza costringerli a convergenze sgradite o a riposizionamenti radicali.

L’orizzonte temporale tracciato a Scoglitti tiene conto di molteplici scenari istituzionali. Oltre alla tornata di maggio per l’elezione dei sindaci in vari centri dell’Isola, restano sullo sfondo le voci di un possibile anticipo della consultazione regionale rispetto alla scadenza naturale prevista per l’autunno del 2027, magari in concomitanza con un eventuale ritorno anticipato alle urne per le elezioni politiche nazionali.

Di fronte a questo scenario, la strategia punta ad anticipare i tempi della trattativa politica per garantire un peso determinante nella scelta del futuro candidato alla presidenza della Regione e nella composizione delle liste per la rappresentanza parlamentare a Roma. La partita per la conquista dell’elettorato moderato in Sicilia è dunque ufficialmente aperta.