DC: L’ACCORDO CON LA LEGA SI FA MA NON SI DICE

di Redazione

Ormai il destino è segnato e nell’incontro di Caltanissetta non si è fatto altro che prenderne atto: la DC alle elezioni regionali farà l’accordo con la Lega di Luca Sammartino.

Lo farà perchè il 5% necessario per ritornare in Parlamento regionale è impossibile da ottenere per un partito reduce dalla catastrofe cuffariana. E lo farà perchè nessun altro partito è disposto a chiudere un patto elettorale con la DC che ha ormai pochi consensi ma singoli candidati forti nelle province, cioè esattamente quello che dà fastidio ai maggiorenti degli altri partiti. E da ultimo lo farà perchè Luca Sammartino, che non è per niente sicuro del suo 5%, è disposto ad offrire più di chiunque altro per siglare l’alleanza.

La Democrazia Cristiana siciliana è divisa soltanto tra chi ritiene che l’accordo vada formalizzato il più tardi possibile per poter intanto ottenere dalla coalizione di centrodestra tutto quello che spetta in quanto partito della coalizione, e chi ritiene invece che l’accordo vada reso pubblico prima possibile per poter predisporre una campagna elettorale di lunga durata.

Sono queste le vere differenze tra il capogruppo all’Ars Carmelo Pace e il deputato Carlo Auteri che nei giorni scorsi hanno prodotto comunicati alquanto differenti. Anche se forse va aggiunto che la posizione di Pace, che preferisce tenere le carte coperte sull’accordo, lascia intendere che si tratta solo un patto elettorale che lascerà dopo le elezioni l’autonomia a ciascuna forza, e la posizione di Auteri prelude invece probabilmente ad una federazione se non addirittura ad un vero e proprio ingresso nella Lega.

Quanto invece al comunicato stampa della Direzione Nazionale e dell Consiglio Nazionale scudocrociato nel quale si legge che “Non esiste alcun accordo, né alcun tipo di intesa, tra la Democrazia Cristiana e la Lega per Salvini”, occorre precisare che nella DC fondata da Cuffaro, e poi orfana di quest’ultimo, il livello nazionale non ha mai contato nulla e alla fine proverà semmai a ritagliare uno spazietto a qualche livello istituzionale.

Quanto al fitto corteggiamento di De Luca nei confronti dei reduci della DC, questo ha già prodotto risultati minori e soltanto in provincia di Palermo. Il gruppo dirigente regionale, per quanto preoccupato del proprio futuro, non ha alcuna intenzione di scegliere una forza minore che non può garantire risultati che mettano in sicurezza l’intero gruppo dirigente.

In ogni caso, c’è da chiedersi se le parti in causa, ossia la dirigenza regionale della DC e quella della Lega a partire da Luca Sammartino, abbiano intenzione di intervenire pubblicamente per fare chiarezza su un patto che forse in tanto preferiscono essere svelato solo a tempo debito.