Un’operazione coordinata dalla Procura di Palmi ed eseguita dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo ha portato al blocco di ben 6.885 scooter elettrici spacciati per semplici bici su tutto il territorio nazionale.
scooter elettrici spacciati per bici
Al centro dell’indagine c’è un’azienda con sede a Palermo che importava i mezzi dalla Cina facendoli passare attraverso gli uffici doganali del porto di Gioia Tauro. Per ottenere lo sdoganamento, venivano presentati certificati tecnici non conformi che attestavano falsamente il rispetto delle normative europee di sicurezza.
I veicoli venivano distribuiti a grossisti e negozianti come semplici biciclette a pedalata assistita. In realtà, le perizie tecniche hanno dimostrato che i mezzi erano dotati di un acceleratore a manopola e di motori capaci di spingere i veicoli fino a 60 chilometri orari senza bisogno di pedalare. La normativa europea impone invece per le e-bike un motore con potenza massima di 250 Watt, l’interruzione dell’assistenza al raggiungimento dei 25 chilometri orari e l’attivazione del motore esclusivamente tramite la spinta sui pedali.
I reati contestati all’imprenditore palermitano e alla società coinvolta sono frode in commercio e falso in atto pubblico. L’immissione sul mercato di questi veicoli, per un valore commerciale stimato in circa 5 milioni di euro, ha consentito la vendita di mezzi assimilabili a ciclomotori ma privi di omologazione, immatricolazione, targa e copertura assicurativa.
Le Fiamme Gialle hanno eseguito i sequestri nei magazzini e nei punti vendita di diverse regioni italiane. I controlli non riguardano soltanto la rete distributiva: chiunque venga fermato su strada pubblica alla guida di questi mezzi rischia il sequestro del veicolo e le sanzioni amministrative previste dal Codice della Strada per la circolazione su ciclomotore non immatricolato e privo di assicurazione.
scooter elettrici spacciati per bici .