Tensioni sventate per l’impianto amministrativo della Regione Siciliana. Una pronuncia delle Sezioni Riunite del Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) ha stabilito che la mancata acquisizione del parere preventivo dell’organo consultivo non provoca l’illegittimità dei decreti assessoriali.
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Il pronunciamento, racchiuso nel parere 191 del 2026, dissipa le incertezze emersi di recente e mette al sicuro una serie di provvedimenti disposti dal governo regionale e in particolare dal dipartimento dell’Economia guidato da Alessandro Dagnino, a partire da quelli legati al sostegno alle assunzioni e al south working.
Il rischio di una paralisi procedurale era derivato da un passaggio incidentale contenuto in un precedente rilievo del giudice amministrativo, legato al superamento della soglia del regime de minimis. Per evitare che il dubbio potesse travolgere i procedimenti di spesa già avviati e inficiare le procedure attuative, l’assessorato ha richiesto un chiarimento formale al Cga.
Nell’accogliere la richiesta, i giudici hanno richiamato la distinzione normativa fissata dal decreto legislativo 373 del 2003. L’obbligo di sottoporre i testi al parere del Cga riguarda esclusivamente i regolamenti governativi, ovvero gli atti deliberati dalla giunta ed emanati dal presidente della Regione. Al contrario, le disposizioni definite con decreti dei singoli assessori in attuazione di norme primarie rimangono valide anche in assenza di tale passaggio, a meno che una legge regionale non lo richieda esplicitamente.
La decisione garantisce la piena operatività della programmazione economica stabilita dalla legge di Stabilità regionale, la quale prevede uno stanziamento di 600 milioni di euro per il triennio 2026-2028. L’intervento comprende 150 milioni di euro all’anno destinati ai bonus per l’occupazione a tempo indeterminato e alle stabilizzazioni, oltre a 50 milioni annui collegati ai nuovi investimenti produttivi. Le domande inviate dalle imprese tramite la piattaforma gestita da Irfis-FinSicilia proseguiranno regolarmente fino alla scadenza fissata per il 31 dicembre.
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