Mentre Messina si prepara ad ospitare la manifestazione contro il Ponte sullo Stretto, prevista per sabato prossimo, e il conseguente arrivo in città di un variegato fronte di comitati locali, sigle ambientaliste e gruppi della galassia antagonista, l’allerta delle forze dell’ordine è ai massimi livelli.
Il timore, condiviso dalle autorità e da una parte degli stessi promotori, è che la piazza possa trasformarsi nel teatro di infiltrazioni eversive, ricalcando i recenti e drammatici scenari osservati in Piemonte.
No ponte messina
La mobilitazione, i timori di Italia Nostra e il piano di sicurezza
L’attenzione della Questura di Messina resta altissima soprattutto alla luce di quanto accaduto di recente in Val di Susa, dove le proteste del movimento “No Tav” nei pressi del cantiere di Chiomonte sono sfociate in una vera e propria guerriglia urbana, caratterizzata da assalti organizzati con sassaiole e bombe carta. Il bilancio di quegli scontri è indicativo della gravità del fenomeno.
È proprio questo modello di “protesta militarizzata” a preoccupare le autorità messinesi. Il piano di sicurezza predisposto prevede controlli rigorosi nei punti nevralgici di accesso alla città, dagli imbarcaderi dei traghetti alla stazione ferroviaria, con l’obiettivo di intercettare eventuali gruppi organizzati pronti a strumentalizzare il dissenso per cercare lo scontro.
Un segnale inequivocabile del clima di tensione è giunto anche da Italia Nostra. L’associazione, pur confermando la propria adesione alla mobilitazione per ragioni di tutela paesaggistica, ha diffuso una lettera aperta invitando i sostenitori alla massima vigilanza.
La preoccupazione, anche per loro, è che il dissenso possa “scivolare nella violenza”. Questo testimonia come anche all’interno del fronte del “No” vi sia la piena consapevolezza dell’esistenza di gruppi di violenti che potrebbero sfruttare l’evento.
No ponte messina
Sviluppo infrastrutturale, tutela del territorio e antagonismo violento
La nostra posizione rimane la stessa: realizzare il Ponte sullo Stretto rappresenta un’occasione fondamentale di sviluppo, modernizzazione e riscatto economico per la Sicilia e per l’intero Paese.
Tuttavia, questo percorso di crescita rischia di essere ostacolato da chi, dietro lo schermo del dissenso ambientale, cerca un facile pretesto per scontrarsi con le forze dell’ordine seminando caos e violenza.
La sensibilità verso le ragioni ambientali e la salvaguardia del territorio rappresentano posizioni assolutamente legittime, se espresse civilmente all’interno delle regole della democrazia; al contrario, la violenza di piazza rappresenta un crimine contro lintera collettività e non può ammettere alcuna forma di indulgenza o giustificazione.
Chi sceglie la via del passamontagna e dell’assalto alle forze dell’ordine non sta difendendo il territorio, ma sta tentando di impedire con la forza agli elettori siciliani di ottenere ciò che avevano scelto democraticamente con il loro voto nel 2022.
Vogliamo quindi fare un appello alle forze dell’ordine e alle istituzioni, invitando a non abbassare la guardia e a non sottovalutare l’entità del pericolo. È estremamente probabile che frange eversive, spesso alimentate da professionisti dello scontro estranei alle realtà locali, utilizzeranno Messina come palcoscenico per scontrarsi contro il Governo e contro le Istituzioni.
Se durante il corteo assisteremo a violenza e devastazioni, nessuno si azzardi a fingersi sorpreso: non sarà un imprevisto o una fatalità, ma l’esito di una tensione annunciata e sotto gli occhi di tutti.
Noi vi abbiamo avvertito.