Un passaggio fondamentale verso la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina si aggiunge al complesso impianto procedurale della grande opera destinata a unire la Sicilia al continente. L’Assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha espresso parere favorevole all’unanimità, decretando il via libera per l’avvio della successiva fase della progettazione esecutiva dell’infrastruttura. L’annuncio, diffuso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini, segna un’ulteriore svolta tecnica all’interno del percorso autorizzativo.
Il via libera giunto dall’organo tecnico dello Stato non rappresenta tuttavia un placet incondizionato, trattandosi di un parere accompagnato da precise prescrizioni, ovvero da condizioni formali e raccomandazioni tecniche che imporranno correttivi e adeguamenti prima del passaggio successivo.
Il quadro istituzionale che definisce lo stato dell’arte si arricchisce di tasselli normativi di rilevanza comunitaria e nazionale. L’esito della seduta dell’organo consultivo del Mit arriva infatti sulla scia di un altro snodo fondamentale coordinato dall’esecutivo centrale, ossia l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri della delibera Iropi, acronimo dall’inglese Imperative Reasons of Overriding Public Interest. Questa specifica attestazione governativa si rivela indispensabile all’interno della cornice giuridica europea: attraverso tale atto, lo Stato dichiara in maniera formale che la realizzazione del collegamento stabile e continuo tra la sponda calabrese e quella siciliana risponde in modo univoco a motivi imperativi di rilevante interesse pubblico. Si tratta di un requisito stringente sancito dalla direttiva europea Habitat, obbligatorio per consentire la realizzazione di opere e interventi infrastrutturali destinati a incidere sul territorio di aree protette appartenenti alla rete ecologica Natura 2000.
A seguito del parere favorevole espresso dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, la tabella di marcia stabilisce ora una serie di adempimenti e passaggi di natura amministrativa ed economica. La procedura prevede che le prescrizioni formulate dai tecnici vengano recepite e integrate nella documentazione ufficiale. Successivamente, il dossier passerà nelle mani del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il quale provvederà a trasmettere tutti gli atti al Dipartimento per la Programmazione Economica della Presidenza del Consiglio dei ministri per consentire l’iscrizione del progetto all’ordine del giorno del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile. Sarà proprio una nuova delibera del Cipess a dover ratificare l’avanzamento finanziario e progettuale dell’opera, prima del definitivo vaglio contabile da parte della Corte dei conti.
Il verdetto espresso dall’organo tecnico è stato accolto con immediata soddisfazione dai vertici aziendali incaricati della gestione della grande opera. L’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha espresso il proprio favore spiegando di accogliere “con piacere il parere tecnico per il Ponte sullo Stretto di Messina espresso dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici”. Ciucci ha sottolineato la profondità delle analisi condotte sul progetto definitivo e ha chiarito la strategia immediata per i prossimi passaggi procedurali: “Adesso esamineremo con i nostri tecnici e progettisti le osservazioni che accompagnano il parere, per dare pronta risposta tecnica”. L’obiettivo dichiarato resta quello di permettere al ministero la rapida trasmissione dei documenti al Dipe, il Dipartimento per la Programmazione e il coordinamento della politica economica, per l’iscrizione del dossier al Cipess, senza tralasciare i ringraziamenti rivolti ai tecnici per il grande impegno profuso nell’analisi progressiva degli aspetti ingegneristici.
L’eco del pronunciamento ha suscitato immediate reazioni positive anche tra le istituzioni territoriali coinvolte. Dal versante insulare, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha voluto rimarcare la rilevanza dell’esito raggiunto, esprimendo “sincero apprezzamento al governo Meloni e al suo ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini per la determinazione con cui stanno portando avanti un’opera strategica”. Il governatore siciliano ha rivendicato l’impegno finanziario della propria giunta, che ha destinato 1,3 miliardi di euro dei Fondi per lo sviluppo e la coesione al progetto, definendolo un volano per il Mezzogiorno”.
Sulla sponda continentale, valutazioni analoghe in merito all’impatto economico e sociale sono giunte dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. Il governatore calabrese ha evidenziato come l’opera costituisca “un grandissimo attrattore di sviluppo per Calabria e Sicilia”, ponendo l’accento sulla straordinaria visibilità che l’apertura dei cantieri garantirà all’area metropolitana dello Stretto. Occhiuto ha infatti sottolineato che con l’inizio dei lavori vi saranno “tutti gli occhi del mondo puntati sulle città di Reggio e Messina”, concludendo con un fermo auspicio affinché non si disperdano occasioni preziose e si arrivi in tempi brevi all’apertura effettiva dei cantieri.
Mentre le istituzioni procedono spedite sul piano tecnico e normativo, sul fronte dell’ordine pubblico sale la tensione per la manifestazione organizzata dalle associazioni contrarie all’opera. I comitati e le sigle contrarie al collegamento stabile si sono dati appuntamento a Messina per domani, 8 agosto, per dar vita a un corteo di protesta. C’è grande apprensione da parte degli apparati di sicurezza delle forze dell’ordine per il concreto rischio che frange estreme e violente possano infiltrarsi tra i manifestanti, così come successo per le manifestazioni No Tav in Val di Susa.