La devozione per Sant’Agata rappresenta per la comunità di Catania un’impronta identitaria profonda, un sentimento viscerale che attraversa i secoli mantenendo inalterata la propria carica emotiva. In queste ore la città etnea sta vivendo un passaggio storico di straordinaria intensità, celebrando il nono centenario del rientro delle spoglie della giovane martire dalla capitale bizantina. Correva l’anno 1126 quando i soldati Gisliberto e Goselmo riuscirono nel prodigioso intento di riportare in patria i resti della patrona, sottratti nel 1040 dal generale bizantino Giorgio Maniace che le portò a Costantinopoli. Oggi come allora, il popolo catanese si stringe attorno al ricordo di quell’evento con un trasporto spirituale che fonde fede, memoria e speranza.
Il centro della vita religiosa e civile si è spostato ieri all’interno della Cattedrale e nelle vie circostanti, dove il clima di fervida attesa è culminato con l’arrivo dell’inviato papale. Per l’occasione, Papa Leone XIV ha nominato quale proprio Legato Pontificio il Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, inviando al contempo una vibrante esortazione ai fedeli affinché traggano esempio dalla testimonianza della martire per tendere verso i valori più alti. L’accoglienza del porporato ha visto la partecipazione attiva delle principali figure istituzionali ed ecclesiali. L’arcivescovo metropolita Luigi Renna ha guidato l’illustre ospite tra le bellezze monumentali del centro storico, affiancato dal parroco della Cattedrale Barbaro Scionti e dall’arcivescovo emerito Salvatore Gristina.
Tra i passaggi più significativi della prima giornata spicca l’esposizione straordinaria delle reliquie, tra cui il cranio della martire, collocato nel transetto del duomo per la venerazione dei fedeli. A fare da cornice a questo momento di profonda spiritualità è l’installazione d’arte contemporanea realizzata da Miriam Nicolosi. L’opera dell’artista catanese, intitolata “La Luce di Agata”, si compone di otto pannelli disposti in forma circolare dove tessuti e ricami si intrecciano con bagliori dorati e dettagli floreali.
Le celebrazioni hanno registrato un’intensa partecipazione di presuli giunti da diverse diocesi. La mattina ha visto la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Acireale Antonino Raspanti, che guida anche la conferenza episcopale siciliana.
Nel pomeriggio, le funzioni sacre sono state officiate dall’arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi, segretario generale della conferenza episcopale italiana. Nel medesimo contesto si è tenuta l’inaugurazione delle edicole votive del progetto IcònA, nate dalla collaborazione tra l’associazione Basaltika e l’ordine degli architetti, prima del suggestivo trasferimento delle reliquie verso la piazza di Aci Castello per la veglia notturna, con il successivo passaggio nella chiesa di via Re Martino. Prima di questi appuntamenti, Parolin si era recato anche in visita al santuario della Madonna di Mompilieri, accolto dal rettore padre Alfio Privitera.
Non meno rilevante è stata la dimensione civile della visita. Il Palazzo degli Elefanti ha aperto le proprie porte per l’accoglienza ufficiale curata dal sindaco Enrico Trantino e dal presidente del consiglio comunale Sebastiano Anastasi. Nel corso dell’incontro nella sala giunta, arricchito dai doni simbolici offerti dal segretario del comitato festeggiamenti padre Orazio Bonaccorsi e dal presidente Carmelo Grasso, è emersa la profonda sintonia tra la dimensione spirituale e quella sociale della città. Tra i presenti spiccavano le massime cariche del territorio: il prefetto Pietro Signoriello, il magnifico rettore dell’ateneo catanese Enrico Foti, il presidente della corte d’appello Nino Porracciolo e il questore Giuseppe Bellassai, insieme ai vertici delle forze dell’ordine.
Il momento cruciale della ricorrenza è fissato per oggi 17 agosto. Fin dalle prime luci dell’alba, la popolazione si ritroverà sul litorale per muovere in pellegrinaggio verso la Cattedrale. Qui avverrà la ricomposizione dello scrigno e del busto reliquiario, recentemente restaurato, seguita dall’incoronazione e dal canto di ringraziamento. Il culmine liturgico si toccherà in serata con la solenne concelebrazione pontificale in piazza Duomo, mentre sul fronte culturale verrà presentata la candidatura formale della festività Agatina a patrimonio immateriale dell’Unesco. Una giornata memorabile che rinnova un patto d’amore indissolubile tra la città e la sua protettrice.