CTS, IRFIS, SEUS. IL CENTRODESTRA, LA COMPETENZA E I RISULTATI

di Redazione

Gaetano Armao, avvocato cassazionista, docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo e già assessore e vicepresidente della Regione nei governi Lombardo e Musumeci, si trova al centro del contendere mentre nel centrodestra si discute sulla guida degli organismi chiave dell’amministrazione.

Armao ha diretto fino a qualche giorno fa la Cts, Commissione Tecnico Scientifica per le autorizzazioni ambientali della Regione Siciliana, organo strategico che valuta sul piano ambientale tutti i mega investimenti nell’isola. Pur avendo fatto politica per alcuni anni, può serenamente essere definito un tecnico per la semplice ragione che da quasi un quinquennio non fa più politica attiva. I risultati della Commissione durante i suoi tre anni di Presidenza sono stati oggettivamente straordinari e largamente superiori a quelli di ogni analogo organismo delle altre regioni italiane.

Nel solo primo trimestre del 2026, la Commissione ha rilasciato ben 450 pareri ambientali positivi che hanno sbloccato investimenti diretti sul territorio siciliano per oltre 35 miliardi di euro, pur mantenendo il massimo rigore nelle prescrizioni.

Il 9 agosto è scaduto il suo mandato come Presidente della Cts e la gestione dell’ente è stata provvisoriamente affidata a Chiara Tomasino, facente già parte della commissione.

Si apre adesso il nodo della successione o della riconferma. Il presidente Renato Schifani spinge per la riconferma di Armao alla guida della Commissione tecnico scientifica, ma l’ostacolo è rappresentato da quella che in termini spregiativi viene chiamata lottizzazione e che in verità è semplicemente una naturale, e senza falsi moralismi potremmo dire persino giusta, distribuzione di incarichi sulla base della forza del singolo partito.

Dietro la scelta del vertice della Commissione si cela quindi un delicato equilibrio all’interno del centrodestra e la richiesta di alcuni di inserire questo passaggio in un pacchetto complessivo di nomine riguardante la governance di importanti società pubbliche al rinnovo del mandato.

Di pari importanza e in scadenza di mandato è l’Irfis, istituto finanziario della Regione, attraverso il quale passano da anni tutte le misure di sostegno alle imprese stabilite dal governo. Scaduto e non rinnovato il mandato di presidente di Iolanda Riolo, la presidenza Irfis è stata promessa da Schifani all’area di riferimento del deputato di Forza Italia Nicola D’Agostino, che ha da poco dovuto assorbire la delusione della mancata, e considerata certa, nomina ad assessore regionale.

Va da sè che qualcuno ha obiettato che Schifani, massima espressione del Governo, ma anche di Forza Italia, non potesse esprimere contemporaneamente le proposte per la banca che eroga gli incentivi alle imprese e per la Commissione che sblocca le autorizzazioni ambientali ed energetiche.

L’argomento naturalmente ha la debolezza di non tenere conto della competenza e dei risultati e soprattutto di confondere tecnici e politici, ma al contempo testimonia della necessità di individuare un equilibrio indispensabile tra le forze di governo.

A tutto questo si aggiuge un terzo ente, anch’esso di grande importanza: la Seus, società che gestisce il servizio di soccorso sanitario di emergenza-urgenza guidato da Riccardo Castro in quota Fratelli d’Italia.

E alle tre citate si aggiungono altre nomine sulle quali va trovata la convergenza dell’intero centrodestra.

Tutto questo solleva dubbi che vanno al di là dei semplici accordi tra partiti. Sacrificare profili e competenze la cui operatività ha dimostrato nel tempo un’efficienza straordinaria non è mai una scelta saggia e produttiva.

A ribadirlo sono stati anche gli industriali siciliani guidati da Diego Bivona, i quali nel chiedere la conferma di Armao hanno richiamato la necessità di tutelare l’autonomia tecnica della Cts ed evitare che il contenzioso tra partiti ricada sul tessuto produttivo della Sicilia. I dati sulle centinaia di pratiche evase e sugli investimenti sbloccati dimostrano quanto la continuità gestionale sia un valore fondamentale per evitare i lunghi blocchi del passato.

Non contemperare e non determinare il necessario equilibrio tra la naturale distribuzione di incarichi tra i partiti che hanno ricevuto il voto degli elettori con la competenza della quale ha bisogno la gestione pubblica porta con sé il rischio di esiti disastrosi, come già drammaticamente evidenziato dai travagliati eventi che hanno travolto la Sas portando alla dimissione da presidente di Mauro Pantò, democristiano storicamente molto vicino a Totò Cuffaro, finito al centro di accese polemiche per le inefficienze gestionali e le assunzioni e promozioni clientelari.

Il centrodestra è quindi di fronte ad una scelta rilevante. Deve affrontarla con la consapevolezza che l’equilibrio tra le forze politiche è indispensabile, ma allo stesso tempo non confermare chi ha portato risultati eclatanti rischia sempre di essere un boomerang.