Il borgo di Mondello torna al centro dell’attenzione per un provvedimento precauzionale firmato dal sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. A seguito di recenti campionamenti effettuati il 26 agosto dall’Azienda Sanitaria Provinciale, è scattato il divieto temporaneo di balneazione in due specifici tratti di mare compresi nei cinquanta metri a est e cinquanta metri a ovest rispetto all’ingresso dell’ex stabilimento Charleston.
L’ordinanza è stata motivata da un superamento dei limiti di legge relativi agli enterococchi intestinali, batteri largamente presenti in natura e, regolarmente, nel materiale fecale dei vertebrati, uomo compreso. Si tratta tuttavia di un’anomalia circoscritta e passeggera, giacché fino alle analisi dei giorni immediatamente precedenti le acque avevano sempre offerto parametri del tutto conformi alle normative sanitarie vigenti.
La società che gestisce lo stabilimento ha prontamente preso atto dell’ordinanza, rimarcando come tutti gli accertamenti tecnici eseguiti dalle autorità sanitarie fin dal 13 agosto abbiano confermato il corretto convogliamento dei reflui dell’impianto dell’ex Charleston nella rete fognaria pubblica, persino tramite verifiche rigorose condotte con traccianti colorati. Allo stato attuale, nessun atto riconduce le anomalie rilevate il 26 agosto agli scarichi dello stabilimento.
Questa precisazione risulta fondamentale per fare chiarezza ed evitare speculazioni che rischiano soltanto di danneggiare l’immagine del borgo e la serenità della stagione turistica che volge al termine.
Nelle settimane precedenti, infatti, il deputato regionale Ismaele La Vardera aveva sollevato un attacco mediatico di forte impatto, diffondendo sui social network un video-denuncia in cui ipotizzava presunti sversamenti fognari continui proprio dal Charleston, dichiarando di aver presentato inoltre un esposto a Guardia di Finanza, Arpa, Asp, e Comune di Palermo.
Quelle accuse, diffuse il 12 agosto con toni allarmistici ed esibendo una bottiglietta con liquido che sarebbe stato raccolto nel mese di luglio, presentata come prova di contaminazione da Escherichia coli, avevano suscitato un forte allarme tra i residenti e i villeggianti. Tuttavia, l’intera ricostruzione del leader di Controcorrente si è dimostrata presto priva di attendibilità scientifica e del necessario rigore metodologico.
Come ampiamente ricostruito dagli osservatori e confermato dalle verifiche ufficiali, il prelievo mostrato nel video era stato effettuato in modo palesemente improprio, accostando un recipiente di plastica privo dei requisiti minimi di sterilità alla superficie dei pilastri e raccogliendo liquido senza alcuna garanzia analitica. Inoltre, le riprese della videosorveglianza e i riscontri tecnici svolti dall’Asp hanno smentito in maniera categorica l’esistenza di condotte abusivamente installate o scarichi irregolari riconducibili alla struttura gestita dalla Italo Belga.
All’arivo delle prime analisi che attestavano non esservi alcun problema in quella zona di mare, La Vardera sosteneva che lui non aveva posto il problema del mare, ma soltanto quello del liquido che fuoriusciva da un tubicino sotto l’ex Stabilimento. Aveva aggiunto, in contraddizione con le dichiarazioni precedenti, che lui aveva inviato i risultati delle analisi della bottiglietta solo alla Guardia di Finanza e di non essersela sentita di informare il Comune di cui non si fida. Aveva ulteriormente sostenuto che attendeva i riscontri e le analisi della Guardia di Finanza che non sono però mai stati resi pubblici.
In quella stessa dichiarazione La Vardera diceva testualmente “Io non ho mai messo in discussione la fruibilità del mare”, anche questo in contraddizione con numerose sue altre dichiarazioni.
Dopo lo show della bottiglietta quindi si sono susseguite le verifiche prima sugli impianti del Charleston che sono risultati regolari e poi più analisi sul tratto di mare che sono sempre risultate prive di inquinanti.
Soltanto il 26 agosto le analisi hanno rilevato la presenza di batteri inquinanti (peraltro diversi da quelli rilevati nella bottiglietta di La Vardera) e solo in quello specchio di mare. Le motivazioni possono essere molteplici e verosimilmente assolutamente transitorie e certamente, considerato il tempo e le precedenti analisi, non hanno nulla a che fare con la denuncia di La Vardera.
Il golfo di Mondello, caratterizzato nei mesi estivi da un’elevata affluenza di bagnanti e da un limitato ricambio naturale delle acque, può registrare infatti lievi ed estemporanee oscillazioni dei parametri microbiologici destinate a rientrare rapidamente, come già documentato in precedenti stagioni estive.
Ma La Vardera tenta lo stesso di mischiare le carte e di cercare di trasformare la pessima figura fatta in prova delle sue ragioni.
Un tentativo che può avere solo due motivazioni: o La Vardera è in mala fede e questo sarebbe gravissimo o più semplicemente si confonde da solo con le sue stesse parole.
Alla luce del divieto di balnazione del 26 agosto, l’onorevole La Vardera, comportandosi da perfetto vecchio politico, tenta di rivendicare la paternità dell’allarme e chiede persino scuse pubbliche a chi lo ha attaccato.
Noi ovviamente non ci scuseremo e confermiamo anzi tutto quello che abbiamo sostenuto. Lo show mediatico della bottiglietta si è concluso con una bolla di sapone e l’attuale divieto di balneazione non ha niente a che fare con quell’allarme poi rivelatosi non confermato.