INVASI, LA SITUAZIONE È TORNATA NORMALE

di Redazione

La contesa sugli invasi e sulle risorse idriche della Sicilia si consuma sul terreno delle rilevazioni statistiche, dove i medesimi dati ufficiali pubblicati dall’Autorità di bacino della Presidenza della Regione portano a conclusioni opposte. La fotografia scattata al primo agosto descrive un quadro a due velocità, in cui le valutazioni variano a seconda del termine di paragone adottato.

Sul piano delle analisi mensili, il calo registrato nell’ultimo periodo indicherebbe una sofferenza del sistema. Nel giro di trenta giorni, i volumi stoccati nelle trenta dighe monitorate sono scesi da 566,78 a 500,71 milioni di metri cubi, segnando una contrazione del 12%. Questa flessione, determinata dai prelievi e da un’evaporazione causata dal caldo che incide da sola per il 15% sulle perdite totali, supera il calo del 10% rilevato nella misurazione precedente.

Di contro, le valutazioni delle istituzioni regionali evidenziano un marcato miglioramento nel confronto su base annuale. Il dato di 500,71 milioni di metri cubi registrato al primo agosto 2026 segna infatti un incremento di 189,29 milioni di metri cubi rispetto ai 311,42 milioni dello stesso giorno del 2025, attestando un aumento superiore al 60% (mentre nel 2025 l’incremento sul 2024 si era fermato al 37%).

L’andamento tra luglio e agosto risulta inoltre analogo a quello dello scorso anno. Il confronto sui principali invasi evidenzia la crescita del Poma, salito a 51,57 milioni di metri cubi contro i 22,65 dello scorso anno, dell’Arancio, passato da 5,83 a 14,56 milioni, e del Rosamarina, a pochi chilometri da Caccamo, che ha raggiunto 59,45 milioni a fronte dei 21,03 precedenti. Tale quadro ha condotto l’Osservatorio distrettuale permanente sugli utilizzi idrici a ritenere superate, già dallo scorso 15 maggio, le condizioni di severità idrica, ripristinando le forniture per il comparto agricolo che negli invasi a uso plurimo avevano subito fortissime limitazioni o blocchi totali nel biennio precedente.

La Regione attribuisce il deciso cambio di passo agli importanti investimenti infrastrutturali e agli interventi strutturali realizzati con determinazione su reti e impianti. Le azioni messe in campo – incentrate sulla riduzione delle perdite, sulla digitalizzazione e distrettualizzazione delle condotte, sul controllo da remoto e sull’efficientamento complessivo di bacini e sistemi di adduzione – stanno consentendo un graduale ma significativo consolidamento dell’intero sistema idrico nell’Isola.