GRAVE INCIDENTE DURANTE LA VENDEMMIA AD ALCAMO

di Antonino Piscitello

Un grave incidente sul lavoro si è verificato nel corso della vendemmia la mattina di domenica 6 settembre nelle campagne di Alcamo, in territorio trapanese al confine con l’area di Grisì.

Durante le operazioni di raccolta dell’uva all’interno di un vigneto situato in contrada Quaranta Salme, il sessantasettenne Stefano Palumbo, residente ad Alcamo, ha perso la vita, mentre il cinquantasettenne Massimo Lauria, proprietario del terreno e imprenditore agricolo, è rimasto ferito in modo grave.

La ricostruzione preliminare dei fatti indica che i due stavano operando con una macchina vendemmiatrice quando il macchinario ha subito un blocco meccanico lungo i filari. Nel tentativo di liberare l’ingranaggio e far ripartire la strumentazione, Stefano Palumbo è rimasto incastrato negli organi in movimento della macchina, riportando traumi rivelatisi immediatamenti fatali. Nel tentativo d’intervenire per prestare aiuto e liberare l’operatore, Massimo Lauria è rimasto a sua volta coinvolto dall’ingranaggio, subendo severe lesioni agli arti superiori.

Sul posto sono tempestivamente giunti i Vigili del Fuoco, le ambulanze del 118 e l’elisoccorso. I sanitari hanno constatato il decesso di Palumbo, mentre Lauria è stato stabilizzato e trasportato d’urgenza all’ospedale Civico di Palermo, dove si trova ricoverato in condizioni critiche ma stabili.

L’area di campagna e il mezzo agricolo sono stati posti sotto sequestro per consentire gli accertamenti previsti dalla legge. Le indagini sono condotte dai Carabinieri unitamente ai tecnici dello Spresal (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) dell’Asp, impegnati nei rilievi per verificare il corretto funzionamento dei sistemi di sicurezza del macchinario, il rispetto delle prescrizioni sulla manutenzione e l’esatta sequenza delle manovre effettuate prima del blocco.

Ancora una volta, la terra si macchia del sangue di chi la lavora. Questa ennesima tragedia sul lavoro lascia dietro di sé un vuoto incolmabile e un senso di profonda tristezza, ricordando brutalmente quanto la sicurezza dei lavoratori, soprattutto nei campi, resti una questione irrisolta e quanto ogni vita spezzata rappresenti una sconfitta inaccettabile per l’intera collettività.