Sabato sera, presso il Molo Trapezoidale di Palermo, lo chef Natale Giunta è stato aggredito all’esterno del suo locale, il Citysea. Secondo la ricostruzione dei fatti, quattro soggetti hanno preteso di accedere alla struttura pur non essendo inseriti nelle liste d’ingresso e mostrando un comportamento giudicato incompatibile con le norme del locale.
aggredito locale chef giunta
Dopo essere stati respinti dal personale, i quattro hanno forzato i controlli spostando le transenne e hanno minacciato gli addetti alla sicurezza. Ricevuto un ulteriore rifiuto, poco prima dell’arrivo delle volanti della polizia, gli aggressori hanno scagliato un oggetto contro il titolare del ristorante, causandogli una lieve contusione. Di fronte all’accaduto, Giunta ha commentato i fatti in modo telegrafico: “Noi scegliamo la legalità sempre”.
L’attività di Giunta aveva già fatto discutere nei mesi scorsi quando lo chef aveva dichiarato che nel suo locale non sarebbe stato consentito l’ingresso ai cosiddetti “maranza”, nel tentativo di tutelare i clienti da soggetti inclini alle risse e al disturbo. L’episodio di sabato, oltre a confermare le preoccupazioni del titolare, supera i confini del singolo caso di cronaca e tocca una problematica radicata nel tessuto urbano. Palermo è ormai sfinita da questo tipo di atteggiamenti. La città, infatti, si confronta quotidianamente con individui che utilizzano la prepotenza, la violenza e la paura per imporsi sugli altri e posizionarsi al di sopra delle regole.
Nella maggior parte dei casi non si tratta neppure di esponenti della criminalità organizzata, ma di persone profondamente intrise di una cultura mafiosa che, purtroppo, continua ancora a condizionare troppi siciliani.
Questo fenomeno locale si intreccia inoltre con una più ampia cultura della sopraffazione che pervade la nostra società, riscontrabile a vari livelli: dalle dinamiche della geopolitica internazionale fino alla rappresentazione aggressiva, individualista e gerarchica del mondo che viene prodotta e consumata ogni giorno sui social media.
È tempo di invertire la rotta. Palermo ha la necessità concreta di ritrovare la legalità non solo attraverso l’azione repressiva, ma mediante l’applicazione dei principi base di civiltà nei gesti quotidiani. È cruciale il lavoro di ricostruzione di quel solido senso di comunità cittadina, basato sul rispetto dei lavoratori e degli spazi condivisi, un tessuto sociale che si è progressivamente sfilacciato e che richiede ora un impegno collettivo per essere ripristinato.
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