Nei giorni scorsi, un video registrato all’interno del lido e locale notturno L’Approdo dei Saraceni di Mazara del Vallo ha suscitato ampie polemiche sul web e negli ambienti politici locali. Le immagini mostrano il gruppo musicale ingaggiato per la serata mentre intona Faccetta Nera, accompagnato da alcuni presenti che eseguono il saluto romano.
MAZARA FACCETTA NERA
Di fronte alle reazioni, la direzione del locale ha diffuso una nota ufficiale spiegando che il brano è stato eseguito dalla band in un contesto ritenuto esclusivamente goliardico. I gestori hanno precisato che la musica è stata interrotta dopo pochi secondi su loro richiesta, sottolineando la natura aperta e multiculturale della propria struttura e prendendo le distanze da qualsiasi propaganda politica.
Se da un lato si è parlato di apologia del fascismo, l’analisi concreta della vicenda evidenzia soprattutto un’apologia della stupidità. I giovani coinvolti nell’episodio dimostrano di non conoscere la storia della canzone che stavano cantando. Faccetta Nera fu scritta nel 1935, durante la campagna d’Etiopia, con un testo che, pur fortemente colonialista e paternalista, in un certo senso parla di integrazione.
Proprio per questo lo stesso regime fascista cercò a più riprese di osteggiare e limitare la circolazione del brano. La canzone prometteva infatti alla giovane etiope la liberazione dalla schiavitù e l’integrazione nel Regno d’Italia con il conseguimento della cittadinanza romana. Con l’introduzione dei decreti contro i rapporti interrazziali nel 1937 e delle leggi razziali del 1938, il regime vide in quel testo una chiara apertura all’assimilazione e al mescolamento dei popoli, che contrastava con l’ideologia della presunta superiorità della razza italica. La propaganda dell’epoca cercò quindi di mettere al bando il brano.
Chi oggi intona quel brano in un locale per cercare un facile anticonformismo, dunque, ignora il fatto che il fascismo stesso ne ostacolò la diffusione.
Nonostante la manifesta ignoranza dei protagonisti, l’episodio però non va sottovalutato. Il rischio principale risiede nella progressiva normalizzazione di simboli e gesti legati al fascismo. A livello globale, atteggiamenti che un tempo suscitavano immediata riprovazione vengono sempre più spesso ridotti a goliardate, meme o battute da serata di intrattenimento. Quando un’ideologia autoritaria viene trasformata in elemento ludico o ironico, si indeboliscono gli strumenti culturali necessari per riconoscerne la pericolosità.
Non saranno certamente 20 cretini in una discoteca di Mazara del Vallo a ricostituire il partito fascista. Tuttavia, l’episodio conferma come certe idee stiano perdendo la loro carica di inaccettabilità, rientrando gradualmente nella quotidianità e nel discorso pubblico proprio attraverso lo schermo dell’ironia e della goliardia.
MAZARA FACCETTA NERA .