Il Tribunale di Catania ha emesso le sentenze per le violenze e i disordini avvenuti durante il corteo contro il Ddl Sicurezza del maggio 2025. Il processo, celebrato con la formula del rito abbreviato, ha portato a dodici condanne.
Le pene stabilite dal Giudice dell’Udienza Preliminare variano da un minimo di sette mesi a un massimo di quattro anni di reclusione. Tra i responsabili sanzionati figurano anche quattro giovani residenti nella provincia di Bari, a conferma della provenienza eterogenea dei partecipanti alla manifestazione.
I fatti contestati riguardano le violenze durante le quali alcuni manifestanti hanno attaccato i reparti di polizia in servizio d’ordine. L’impianto accusatorio ha confermato fatti gravissimi come il lancio di pietre, bombe carta e bottiglie molotov contro gli agenti, con conseguenti danni fisici e materiali.
Le pene finali risultano però attenuate per via di due fattori tecnici. Il primo è lo sconto di un terzo previsto per legge dalla scelta del rito alternativo. Il secondo, maggiormente determinante per la quantificazione delle pene, è la decisione del giudice di far cadere le accuse più pesanti inizialmente formulate: il reato associativo e la devastazione.
Pur con il ridimensionamento del quadro accusatorio originario, il dispositivo della sentenza accerta in via giudiziaria le responsabilità materiali per i disordini e i danni che ne sono scaturiti.
Finalmente una condanna che chiarisce una volta per tutte come gli attacchi fisici contro le forze dell’ordine e i danneggiamenti dello spazio pubblico debbano comportare conseguenze penali certe.
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